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Ancora, sempre lui. Torna alla carica, inarrestabile, Luciano Moggi: l’ex direttore generale della Juventus, punito da leggi ineccepibili, continua ad esprimere la sua opinione in maniera non troppo civile, bensì andando sempre e costantemente ad attaccare l’Inter e il suo presidente, Massimo Moratti. Nel suo consueto spazio su TMW, Lucky Luciano, uomo che per quanto provato dovrebbe essere bandito dal calcio italiano, insiste contro i colori nerazzurri e passa ancora una volta all’assalto del presidentissimo Moratti, campione di tutto.

Luciano Moggi non smette di polemizzare con gli antichi rivali dell'Inter
Il suo pensiero è subito aggressivo: “La scorsa settimana mi sono occupato volentieri della polemica tra il Presidente dell’Inter, Massimo Moratti, e la Juventus. Oggi dico che in molti si aspettavano un intervento disciplinare quando ha parlato con la Sensi. Secondo la “legge” di Palazzi, un presidente squalificato non può parlare con un altro presidente e fare affari. E se questo avviene scatta il deferimento per entrambi. Ma non è accaduto niente quando la Sensi ha parlato con Moratti per l’affare Burdisso, come riportato puntualmente dal Corriere dello Sport. Lo stesso è accaduto con il presidente del Genoa Preziosi; se venisse applicata la legge, dovrebbe essere squalificata mezza Italia”, si legge.
Evidentemente Moggi non è ben informato sul fatto che questa pena è ancora tutta da discutere, visto che non c’è stato alcun incontro tra Moratti e Preziosi e soprattutto nessun contratto firmato, dato che di ciò si occupa Rinaldo Ghelfi. E poi, da che pulpito arriva la predica! Predica che si riversa anche sul mercato: “Tutto sommato il mercato dell’Inter è stata poca cosa. Moratti si accorgerà cosa vuol dire avere Ibrahimovic contro e non in squadra. Un giocatore che regge tutto il gruppo, al contrario di Eto’o che fa già i capricci e dichiara di non voler sacrificarsi come la passata stagione. Il Milan diventerà una vera squadra perché Ibra colmerà i vuoti. L’Inter risente della mancanza di Mourinho, colui che dettava le sue regole. Moratti l’anno scorso taceva perché parlava Mourinho, e stessa cosa avveniva per i giocatori, un calciatore non può permettersi di dire di non voler giocare in un determinato modo o ruolo: almeno io così la penso”. Ma attenzione, perché non finisce qui.
Moggi rincara la dose e torna sui fatti che hanno visto protagonista Francesco Totti che parlava di Inter tutelata e scudetti rubati da Milano: “Mi sapete spiegare perchè quando Francesco Totti ha fatto riferimento ai favori arbitrali verso l’Inter, dopo 15 minuti dalla Federazione il capitano della Roma era già stato deferito, mentre Moratti non ha ricevuto alcuna chiamata da via Allegri? Il Presidente ha fatto prima riferimento ad una squadra che comprava le partite e poi ha spiegato che non parlava della Juventus. Mia curiosità: allora chi è questa squadra che vinceva rubando? Dovrebbe dare una spiegazione al Presidente Abete, evidentemente impegnato in altre faccende molto più gravi.
Nessuno si è chiesto come mai in Nazionale sia finito proprio Cesare Prandelli, ex allenatore della Fiorentina. Qualche anno dopo le intercettazioni telefoniche che riguardavano Abete e Della Valle. Signori, sveglia!”. Evidentemente, bisognerebbe sottolineare che Totti parlava di scudetti rubati senza alcuna base, mentre Moratti ha passato le pene dell’inferno con i furti di Calciopoli provati dalle intercettazioni e da quelle schede svizzere che, chissa perché, rimangono sembre nell’ombra di queste discussioni. Lì c’è tutto un mondo ancora celato da scoprire. Ma adesso, ci si attende una seria e ferma risposta da parte di Moratti, che raramente si abbassa in queste discussioni ma al quale probabilmente preme fare chiarezza in queste vicende farlocche.
fonte:Redazione FcInterNews

Capello, prossimo allenatore nerazzurro?
L’ex direttore generale della Juventus, Luciano Moggi, nel corso della trasmissione “Studio Stadio” in onda su GOLD SPORT, che vede tra i protagonisti anche il nostro editorialista Stefano Discreti, ha concluso la stagione da conduttore televisivo con il botto rilasciando dichiarazioni e anticipazioni che come sempre faranno discutere.
INTER – ONORE A MOURINHO
“L’Inter pur essendo nettamente la squadra più forte del campionato ha rischiato di perdere lo scudetto. Onore a Mourinho che è stato capace di esser dirigente e allenatore insieme e ha capito qual’era il modo giusto per mettere le mano avanti soprattutto quando ha visto i suoi giocatori stanchi nel finale di stagione.”
ROMA – SCUDETTO PERSO IN CASA CONTRO LA SAMPDORIA
“La Roma ha perso lo scudetto la sera della sconfitta casalinga contro la Sampdoria. La paura di vincere l’ha fregata. Con Mourinho al posto di Ranieri probabilmente sarebbero riusciti a vincere lo scudetto. Il campionato della Roma è stato grande ma alla fine resta l’amaro in bocca. E’ come se si è arrivati a Roma, senza però vedere il Papa.”
SAMPDORIA- DEL NERI REGALO D’ADDIO MA IL PALERMO HA MOSTRATO UN MIGLIOR GIOCO
“Del Neri prima di andare alla Juve ha regalato ai tifosi della Sampdoria una grande gioia. Alla fine la squadra doriana l’ha spuntata sul Palermo per il quarto posto valevole il preliminare della prossima Champions League anche se la squadra siciliana ha mostrato un miglior gioco. Alla fine la squadra di Zamparini ha pagato l’inesperienza dei suoi tanti giovani.”
MILAN E JUVE – GAP CON L’INTER ANCHE PER COLPA DEL MERCATO SBAGLIATO
“La Juventus per Felipe Melo ed il Milan per Huntelaar hanno speso più di quanto fatto dall’Inter per Sneijder. Anche questo ha influito ad allargare il Gap tra le compagini. E che dire del mercato di Gennaio? L’Inter a costo zero ha preso Pandev che è stato importante, mentre la Juve ha preso Paolucci e il Milan Mancini…. Che altro aggiungere?”
FINALE CHAMPIONS – INTER GRANDE FAVORITA MA ATTENZIONE ALLE SQUADRE TEDESCHE….
“L’Inter è nettamente superiore al Bayern che sarà privo anche di Ribery ma dovrà stare molta attento. Ricordo quando alla Juve giocammo contro il Borussia Dortmund da stragrandi favoriti e perdemmo contro una squadra imbottita di nostri ex calciatori scartati….”
NAZIONALE – NON E’ PIU’ QUELLA DEL 2006 ISPIRATA DALLA GRANDE JUVE
“Lippi ha deciso di puntare sul gruppo, puntando sull’usato sicuro anche perché il ricambio generazionale in questi anni non c’è stato. Certo un conto è stato puntare sul blocco Juve nel 2006, quando praticamente in finale a Berlino c’era l’intera squadra bianconera costruita da me esclusi Nedved ed Ibrahimovic e un conto è puntare adesso su un blocco di una squadra incappata nella peggiore stagione della sua storia. Sarà già tanto se si supererà il primo turno. Tra le assenze più di tutte mi ha stupito quella di Ambrosini. Il gruppo comunque è fondamentale e lo sa bene anche Fabio Capello che ad esempio si porterà Beckham in Sudafrica pur da infortunato.”
CALCIOMERCATO – CHE BOMBE!
“Mourinho al Real Madrid? Io credo che la squadra spagnola punterà ancora una volta su Capello. Di certo se Mourinho andrà in Spagna, Capello allenerà l’Inter! La pista Benitez è solo un depistaggio, così come non è mai stata una pista concreta per la Juventus che sarà allenata da Del Neri. Prandelli sarà il prossimo allenatore della Nazionale con Lippi che potrebbe finire al Milan come Direttore Tecnico.”
CALCIOPOLI – ECCO PERCHE’ LA GAZZETTA CONOSCEVA LE SENTENZE IN ANTICIPO….
“Chissà se Ruggero Palombo avrà il coraggio di rispondermi a quanto gli ho scritto dalle pagine di Libero di ieri. Il suo compagno di banco Maurizio Galdi e il colonnello Auricchio sono amici dal 2003 ed è stato utilizzato per apprendere notizie investigative nell’ambito del calcio, mentre il Maresciallo Di Laroni chiedeva a Galdi in merito alle modalità del sorteggio arbitrale. Ecco perché la Gazzetta dello Sport conosceva le sentenze in anticipo, perché è stata parte attiva in Calciopoli. Si saranno pure inventati qualcosa appositamente?”
L’ex direttore generale della Juventus, Luciano Moggi, nel corso della trasmissione condotta da Paola Delli Colli “Studio Stadio” in onda su GOLD SPORT ogni domenica, che vede tra i protagonisti anche il nostro editorialista Stefano Discreti, ha come sempre rilasciato dichiarazioni che faranno discutere sulla giornata di Campionato e non solo.
CALCIOPOLI – MA QUALE RADIAZIONE!!
“Lo dicevo io che non ero stato radiato anche perché chi firmerà quel documento, se mai verrà firmato, se ne assumerà le responsabilità. Chissà quanto sarà costato al vice Direttore della Gazzetta dello Sport Ruggero Palombo ammettere il proprio errore di disinformazione e fare retromarcia direttamente dalle pagine della Rosa….”
ROMA – COMUNQUE VADA SARA’ UN SUCCESSO
“Speranze scudetto ormai ce ne sono pochissime, ma il campionato della Roma è stato comunque strepitoso soprattutto dall’arrivo di Ranieri in poi che ha fatto un grandissimo lavoro. L’esclusione di Totti in Coppa Italia? Forse il capitano giallorosso non ce la fa più a giocare 2 partite in 3 giorni d’altronde capitava anche a noi con Emerson ma mica lo sbandieravamo alla stampa!”
INTER – MOURINHO, VULCANO DI POLEMICHE
“La fatica avanza dopo una stagione così intensa ma Mourinho ne sa una più del diavolo e per la sfida con il Siena ha già sparso in aerea le polveri di un vulcano di polemiche pronte ad esplodere. Il “lesto” Palazzi dovesse vincere il Siena sarà costretto ad aprire un’inchiesta… La differenza tra Mourinho e Ranieri è che il portoghese fa prima da dirigente e poi da allenatore. Fa tutto lui da solo. I risultati gli stanno dando ragione e in Champions League nonostante i tanti favori arbitrali avuti contro Chelsea e Barcellona ha comunque meritato di arrivare in finale”
ULTIMO POSTO CHAMPIONS – ORMAI SOLO LA SAMPDORIA SI PUO’ SUICIDARE
“Sampdoria e Palermo hanno disputato 2 campionati fantastici, ma solo una di loro potrà arrivare a giocarsi la Champions League attraverso i preliminari di Agosto e questa quasi sicuramente sarà la squadra doriana perché l’ultima giornata non dovrebbe cambiare le cose perché le rispettive avversarie non hanno più niente da chiedere al campionato. Ormai solo la Sampdoria potrebbe suicidarsi!”
MILAN E JUVENTUS – 2 SQUADRE LOGORE DA RIFARE
“La sfida di domenica prossima tra Milan e Juventus vedrà di fronte due squadre ormai logore, cotte, quasi completamente da rifare. Il Milan potrebbe perdere Pato? Ci mancherebbe solo questo per i rossoneri…. La Juventus non se la passa assolutamente meglio, ormai ha battuto tutti i record negativi di sempre. L’arrivo di Andrea Agnelli è servito per adesso a togliere alcune cariche a Blanc, ma per quanto ne capisce di calcio il francese non ne meriterebbe nemmeno una. Quanto ci vorrà affinchè la Juve tornerà grande? Se continuano a comprare mediani al posto di registi e gente come Andrade, Poulsen, Tiago e via dicendo non basteranno 20 anni! Se darò consigli ad Andrea Agnelli? Di certò non li rivelerò in televisione o sui giornali….”
EUROPA LEAGUE – NAPOLI MERITA QUESTA GIOIA
“Con il +4 sulla Juventus il Napoli ha conquistato matematicamente il sesto posto valido per la prossima Europa League. Napoli è una piazza meravigliosa che merita questo grande risultato”
FIORENTINA – PAGATA A CARO PREZZO L’ASSENZA DI MUTU E L’ERRORE DI OVREBO…“La Fiorentina ha pagato a caro prezzo l’assenza di Mutu, un giocatore che a Firenze faceva la differenza. Non dimentichiamoci però che senza errori arbitrali avrebbe potuto fare strada in Europa. Se ci si pensa bene Bayern-Inter sarà anche la finale delle squadre che più hanno beneficiato di aiuti arbitrali in Champions…”
NAZIONALE – NO A BALOTELLI E TOTTI. SI A MARCHISIO E DI NATALE
“Il caso Totti-Balotelli ha precluso ad entrambi i mondiali? No, non credo anche perché nessuno dei due penso fosse nelle idee di Lippi per i mondiali. Chi di certo sarà ai mondiali è Marchisio che è sicuramente un buon giocatore e soprattutto Di Natale che ha disputato una stagione eccezionale! Comunque l’Italia non è competitiva per riconfermarsi campione del mondo, sarà già dura superare la prima fase a gironi.”
ANCELOTTI – UNO DEI MIGLIORI
“Complimenti a Carlo, davvero un ragazzo eccezionale che quando abbiamo assunto alla Juventus ha avuto non pochi problemi con la piazza di Torino che proprio non l’ha mai digerito. Ma è un grande allenatore e l’ha sempre dimostrato ovunque è stato. D’altronde anche a Torino senza la pioggia di Perugia e la legge sugli extracomunitari cambiata in corsa avrebbe vinto 2 scudetti in 2 anni!!”
fotne: tuttomercatoweb

Fabio Cannavaro, difende la Juve dalle accuse di favoritismi arbitrali
Fabio Cannavaro, piuttosto deciso ed anche un po risentito per alcune critiche ricevute nel corso dell’attuale stagione, in un’intervista rilasciata al quotidiano torinese La stampa, precisa alcuni aspetti riguarganti le sue prestazioni : “Io bollito?” afferma Fabio. “No, più esperto. Vado avanti, anche via da qui. Ma se vinco in Sudafrica smetterò un attimo dopo”.
Pentito di essere tornato alla Juventus?
“Per niente. Anzi, sono stato felice di aver ritrovato vecchi compagni e molti amici”
Nessun rimpianto?
“Ho sempre dato il massimo”
Non è bastato.
“C’è il grande rammarico per questa stagione di alti e bassi, di obiettivi falliti e di un allenatore esonerato, che è anche un amico, e per questo l’amarezza è stata ancora più grande. Poi l’eliminazione dalla Champions e dall’Europa League. Colpa di tutti, la responsabilità va divisa in parti uguali”
Invece i fischi se li sono presi in pochi, tra cui lei.
“Diciamo che non sto molto simpatico agli ultrà (e sorride, ndr) , ma quello che succede fuori non mi interessa. Dico solo che non può essere solo colpa di Cannavaro e Grosso. Sono anni che gioco, e ogni tanto mi è capitato di vincere qualche scudetto o la Coppa del Mondo”
Il peso degli infortuni?
“Premesso che non mi piace cercare alibi, dico che averne avuti oltre sessanta ti condiziona per forza: quando non puoi schierare due volte di fila la stessa formazione un po’ pesa. Guardavo l’altra sera l’Inter: sta facendo una grande stagione, ma ha pure giocato cinquanta e passa partite con gli stessi giocatori. Come faceva Capello”
Invidioso?
“Quello mai. Però ho apprezzato la rabbia che avevano”
Che ne pensa di Mourinho?
“Un vincente, che sa gestire il gruppo alla grande. E che fa la differenza”
Quante chance ci sono di rivedere Capello alla Juve?
“Poche. Perché sta bene in Inghilterra e sa che lo stare all’estero ti dà qualcosa in più”
Magari si ritrova Benitez.
“Mi piace molto, un allenatore a 360 gradi. Ci ho giocato contro, ed ero così curioso che chiesi di lui a Dossena, in Nazionale”
Vista con la maglia del Real, disse che l’Italia non era una bella cartolina.
“Confermo, purtroppo. Qui ti fanno giocare alle tre quando c’è un caldo pazzesco, e alle 21 d’inverno anche al Nord. Oppure con campi impraticabili, come fu per noi a Chievo. O con gli stadi impraticabili per neve. Dovremmo riuscire a cambiare il trend”
Ci crede?
“No, perché l’Italia è fatta così. Di società che non fanno i centri sportivi o gli stadi, che poi diventeranno casa tua. Eccetto la Juve”
Andrea Agnelli presidente: sorpreso?
“Per niente. L’avevo conosciuto sei anni fa e si vedeva che aveva grande passione. E poi la Juve fa parte della sua storia: dovrà ricostruire, cercando di accorciare i tempi”
È una Juve da demolire?
“Macché, vanno fatti cambiamenti, ma ci sono stagioni in cui tutto ti va male”
Per continuare, disse, bisogna aver voglia di vincere la prossima partita: ce l’ha?
“Sì, per come sto e per come mi sono allenato quest’anno”
Non si sente invecchiato?
“Solo più esperto (sorride, ndr). Per esempio non finisco più con il culo per terra, come mi diceva Ancelotti. E poi serve qualcuno che consigli i giovani, come successe a me in azzurro, con Ferrara o Maldini”
Il consiglio più ripetuto a Chiellini?
“Forse la posizione del corpo, anche per evitare di fare falli. Ma lui è talmente forte che sull’avversario ci arriva anche con la sigaretta in bocca”
Pessima Juve pessima Nazionale, si dice.
“Un’altra chiacchiera. Primo, la Nazionale è diversa dal club e non è detto che se hai giocato male un campionato poi lo fai anche al Mondiale. Secondo, non è detto che il mister porti in azzurro tutti quanti, anche se di certo qui ci sono tanti italiani”
Ottimista?
“Sì, perché c’è un bel mix di gente esperta e di giovani: possiamo andare in Sudafrica a difendere il titolo nel miglior modo possibile”
Eppure s’è beccato dei fischi anche Lippi.
“Succede solo qui. Può non starti simpatico, ma è l’allenatore che ti ha fatto vincere un Mondiale e che ti ha qualificato al seguente in anticipo: da altre parti gli avrebbero fatto una statua”
Ultimo viaggio azzurro?
“È arrivata l’età e uno capisce che dopo il quarto mondiale non puoi metterti subito a giocare le qualificazioni a settembre. E se lo vinciamo, smetto del tutto”
La Juve ha pronta l’istanza su Calciopoli.
“Mi fa piacere che la società abbia preso posizione. Quello che pensavo delle telefonate lo dissi già nel 2006″
Cioè?
“Che era un brutto vizio. Di molti”.
Fonte: tuttojuve.com
Dopo le nuove intercettazioni sul Milan, Galliani si “ribella” contro i giornali ma per la prima volta è preoccupato ed emergono tre nuovi documenti compromettenti.
Nella primavera 2005 in almeno tre riprese gli investigatori descrivono il “sistema rossonero” di condizionamento degli arbitri. Oggi l’incontro con Guido Rossi, ma il commissariamento della Lega è nelle mani di Borrelli. Se Adriano Galliani venerdì era «incazzato nero» contro certi giornali e sabato preferiva tacere per non esternare la sua «rabbia», ieri mattina, al terzultimo giorno di questo mestissimo raduno degli sponsor del Milan in Costa Smeralda, è esploso. Ma per la prima volta si è cominciato a preoccupare seriamente: ha chiamato l’avvocato Cantamessa, ha dettato un comunicato tonitruante («Il Milan si ribella») e ha iniziato a pensare a mettere su una vera difesa. Per la sua traballante poltrona di presidente di Lega e per il Milan che mai come ora è parso rischiare la retrocessione.
Sono passati appena venti giorni da quando Silvio Berlusconi, trionfante al fianco del suo vice, disse che il Milan pretendeva almeno due scudetti sottratti ai rossoneri dal sistema Moggi. «Siamo le prime vittime» è stato il tormentone di questa settimane. Una affermazione che oggi, alla luce delle indagini dei carabinieri di Roma, appare avventata anche a molti tifosi milanisti.
Dicevamo di Galliani. Che ieri ha avuto la conferma di aver perso definitivamente anche lo storico appoggio del primo quotidiano italiano, la Gazzetta dello Sport. Dopo l’attacco di sabato dell’ex direttore Candido Cannavò, ieri la rosea è andata giù piatta. La cosa che più ha fatto imbufalire Galliani non è stato l’autorevole fondo con cui il vice direttore Ruggero Palombo ha promosso il Milan al secondo posto della speciale classifica di Calciopoli alle spalle della Juve di Moggi
E’ stato un perfido trafiletto, in coda al giornale, nella pagina dei libri, dove un anonimo estensore (il direttore?) lo invitava senza mezzi termini a fare come il “Barone Rampante” di Calvino: salire sulla prima mongolfiera che passa e sparire. Togliersi dai maroni , direbbero dalle sue parti. Mollare la presidenza della Lega.
Ma non è finita. La cosa che più lo ha allarmato non è stato il puntuale resoconto in cui il capo dello sport de La Repubblica Fabrizio Bocca ha messo a nudo «il sistemino Milan» ironizzando sul «lato comico della vicenda», ovvero sulla «faccia tosta» di Moggi che dava all’alleato rossonero «qualche bella fregatura». E’ stato l’accostamento, che quasi tutti i giornali hanno fatto, fra il suo incontro odierno – programmato da tempo – con Guido Rossi e la presunta convocazione del commissario della Federcalcio per mandarlo a casa. E ancora, fra il suo tentativo di ridimensionare le responsabilità del Milan nonostante le intercettazioni, e la considerazione opposta di Borelli sul fatto che la rete del malaffare del pallone fosse molto estesa.
Ecco, Borrelli. Il nuovo capo dell’Ufficio indagini federale è il vero spettro che agita le notti e i giorni dei dirigenti rossoneri. Non solo perché quando era il procuratore capo di Milano fece vedere i sorci verdi a Silvio Berlusconi. Ma perché proprio Borrelli può essere lo strumento che consentirà a Guido Rossi di fare quell’intervento risolutivo che ormai tutti aspettano: commissariare Galliani o almeno, costringerlo ad un passo indietro che consenta ai club di A e B, che pure lo votarono compatti, di scegliersi una guida libera da conflitti di interesse. E soprattutto libera dal peso ingombrante di intercettazioni ed indagini sempre più compromettenti.
Tutto dipenderà da come Borrelli concluderà le indagini fra meno di due settimane: se il Milan sarà tirato in ballo pesantemente, come pare inevitabile, nessuno potrà salvare Galliani. Che questo lo sa benissimo e si agita in maniera scomposta. Facendo altri danni. Sabato, per smontare l’ipotesi di una combine in Udinese-Milan, ha detto di aver comprato Janculovsky «sei mesi prima»: quando era vietato, ha subito notato Zamparini. Ieri, si è fatto schermo di un passaggio dell’informativa dei carabinieri in cui le responsabilità del Milan sarebbero inferiori a quelle della Juve di Moggi. Cosa che nessuno discute. Ma che il Milan fosse parte del sistema malato è provato dagli investigatori aldilà di ogni ragionevole dubbio.
Il primo documento che inchioda il Milan è datato 29 marzo 2005. E’ una richiesta di proroga delle indagini, in corso ormai da dieci mesi. A proposito del sistema Galliani si legge: «Nello specifico settore le risultanze emergenti dalle attività tecniche in atto e dalle complessive indagini continuano invece a produrre elementi utili a conferma delle attività di controllo del potere arbitrale e delle conseguenti commistioni ed attività di pressione esercitate in particolare sui designatori da parte della società calcistica del Milan. Infatti, sulla base degli elementi acquisiti si è riscontrato che, mentre sul piano decisionale-politico del sistema calcio vi sono interessi condivisi tra le due società ed in particolare una sostanziale convergenza, sul piano meramente sportivo, invece, vi è un serrato confronto – in relazione anche all’altalenanza dei risultati sportivi – tra il gruppo guidato da Moggi e quello guidato dai dirigenti del Milan.
Entrambi i contendenti, per la parte di competenza, hanno instaurato rapporti di natura commistiva con tutto il sistema arbitrale ed in particolare con i designatori su cui ognuno dei due gruppi fa pressione per giungere al proprio fine. L’attività tecnica sta facendo emergere in maniera chiara che i due poteri forti del calcio italiano, ossia la JUVE ed il MILAN pur se alleati per quanto riguarda le scelte di palazzo, risultano, invece, avversari per quanto riguarda il sistema arbitrale
Due settimane più tardi, in una nuova richiesta di proroga delle indagini, il passaggio è ancora più netto. L’attività tecnica in atto continua a produrre conferme ed elementi utili sull’attività di controllo del potere arbitrale da parte del MILAN.
Sulla base degli elementi acquisiti si è ancor di più comprovato ( ) che l’altro corpo e forte potere del calcio italiano è il MILAN: questi, contrapponendosi sotto alcuni aspetti a quello della Juventus, determina a proprio favore tutta l’attività calcistica, le designazioni arbitrali, nonché le decisioni di questi, senza dimenticare che il Presidente del Milan è anche il Presidente della Lega Calcio».
Passano altre due settimane e si registra una terza richiesta di proroga: «L’attività tecnica continua a fornire ampie conferme che anche il MILAN – in misura autonoma e comunque non organizzata – riesca ad incidere su alcune decisioni arbitrali».
ECCO COME L’ADDETTO AGLI ARBITRI ROSSONERO MEANI, CON IL CONSENSO DI GALLIANI, SPINGEVA I SUOI UOMINI AD OCCUPARE LE POLTRONE DI AIA E CAN.
Le spintarelle di Adriano: D’Addato e Marano.
La ramificazione del potere del Milan, secondo le indagini dei carabinieri, si dimostra anche con le pressioni esercitate da Leonardo Meani, con il consenso di Galliani, per piazzare alcuni suoi uomini all’interno dell’Aia e della Can. Sono tre i nomi finiti nel mirino degli investigatori: Pasquale D’Addato, Salvatore Marano e Claudio Puglisi. Per i primi due le spintarelle sono andate a buon fine, di quella data al terzo invece non ci sono tracce. Partiamo da Pasquale D’Addato, 59 anni, di Bisceglie in provincia di Bari. Dirigente provinciale della Confcommercio, già primo direttore del Comune di Bisceglie, è commissario di campo dal 1974, con una lunga trafila dai campionati giovanili fino alla serie A. Ha un rapporto molto stretto con Leonardo Meani, lo chiama spesso per avvisarlo anche quando sarà osservatore arbitrale di una partita del Milan (è lui che giudicherà De Santis il 27 febbraio 2005 dopo la vittoria rossonera nel derby con l’Inter, 1-0 rete di Kakà). Ma è soprattutto nelle fase finale della stagione che D’Addato intensifica il suo rapporto con Meani: telefonate esplicite, in cui raccontava di colloqui avuti con Paparesta e chiedeva all’addetto agli arbitri rossoneri un aiuto per diventare il nuovo presidente Aia della Puglia. Meani, come dimostrano delle intercettazioni qui a fianco, raccoglie l’invito e poi chiama Lanese per raccomandarlo. E’ la fine di maggio del 2005, ad agosto D’Addato viene nominato dal presidente della Figc Carraro, su designazione presentata da Lanese, nuovo presidente del Comitato Regionale Arbitri della Puglia, il «primo non originario di Bari» (come dirà lui stesso appena saprà della promozione), al posto di Matteo Solimando, promosso a titolare del servizio di consulenza giuridico amministrativo e fiscale del Comitato Nazionale dell’Aia. A D’Addato arriva nelle mani una legione di circa 1600 fischietti, fra i quali, dice D’Addato, «due fuoriclasse come il barese Gianluca Paparesta e il molfettese Nicola Ayroldi». A poco meno di un anno dal suo insediamento, D’Addato è ancora in carica. «Non è in sede, è fuori per lavoro», ci hanno risposto negli ultimi giorni dalla sede Aia pugliese.
Ma le spintarelle rossonere non si fermano a D’Addato. Un altro a beneficiare della raccomandazione di Meani è Salvatore Marano di Acireale, che grazie all’ok avuto anche da Galliani, entra a far parte della Can di serie C presieduta da Claudio Pieri e composta da Robert Anthony Boggi (Salerno), Martino Ghidoni (Cremona), Luciano Luci (Firenze), Antonio Serrao (Roma 1) e Sergio Zuccolini (Reggio Emilia). «Così abbiamo un pò di controllo anche nelle categorie inferiori, è meglio!», diceva Meani a Galliani. «Spinga pure», rispondeva il presidente di Lega. I risultati si sono visti.
PER LUI I DESIGNATORI VENIVANO “TRANVATI”
E il “suo” guardalinee debutta ai Mondiali:
Cristiano Copelli domenica a Messico-Iran con Rosetti, l’arbitro che gli è antipatico.
Da Pietro Ingargiola a Mahmoud Ahmadinejad. Dagli spogliatoi dello stadio Granillo, dove fu rinchiuso da Moggi il 6 novembre 2005 insieme a Paparesta, a quelli del Franken Stadion. Da Virgilio, piccolo centro di diecimila abitanti in provincia di Mantova, a Norimberga, dove domenica prossima sarà uno dei due assistenti di Messico-Iran, la prima partita del gruppo D dei Mondiali, probabilmente sotto gli occhi del presidente iraniano. Cristiano Copelli, 39 anni da compiere il prossimo 14 giugno, assistente internazionale, di professione assicuratore con l’hobby della lettura, è uno degli uomini più vicini al sistema-Milan. Il legame a doppio filo con la società rossonera è dimostrato dalle indagini svolte dal Nucleo operativo dei carabinieri di Roma. Copelli non solo è un confidente di Meani, ma è anche molto protetto dal potentissimo addetto agli arbitri rossonero, che per lui è pronto a «dare tranvatine» ai designatori. Copelli sembra molto addentro alle logiche della società di Via Turati, tanto che Meani arriva a dire «spiegherò a Galliani che questo è un nostro uomo» e che lo stesso Copelli gli risponda in un’occasione « i giochi sono al nostro interno ed al nostro esterno». Copelli con Meani ha un rapporto molto intenso, parlano spesso spaziando su molti argomenti. L’addetto agli arbitri arriva anche a dirgli che ha parlato con Carraro, al quale ha detto che nel calcio «c’è troppa merda». Ma insieme analizzano anche il comportamento di Massimo De Santis, quello che si è poi rivelato il fischietto numero uno all’interno della cupola moggiana. «De Santis – dice Meani – si è messo ad arbitrare, secondo me ha capito che deve togliersi il servilismo ed andare per la sua strada, io penso che lui deve aver capito che se fa il servo». E sempre a lui Meani racconta di Moggi che «come dice GALLIANI, quando si incazza, che quello là non può pretendere di comandare il calcio italiano, perché lui dice è troppo comodo allora e Berlusconi, Moratti, in piccolo Zamparini sono tutti coglioni che mettono i soldi mentre lui comanda e fa quel ***** che vuole». Ma è quando si tratta di proteggerlo che Meani dà il meglio di sé. Quando Copelli sbaglia in un Sampdoria-Palermo, concedendo un rigore inesistente ai blucerchiati in pieno recupero, l’addetto agli arbitri rossoneri si mette subito in moto per “salvarlo”. «Mi hanno massacrato – gli racconta Copelli , anche Bergamo (…) Leo ti ringrazio e ringrazio tantissimo Ramaccioni di cuore, perché in questo momento mi stanno, mi stanno arrivando delle legnate addosso che la metà bastano. Io chiamo Bergamo, mi ha distrutto, che probabilmente, anzi sicuramente hanno sbagliato tutto, che io non merito la fiducia che mi toglie la gara internazionale che devo andare a fare che probabilmente mi toglie la selezione dei 4 assistenti per…i mondiali mi è venuto in mente il calcio di rigore sai continua a dire la volontarietà ma dico, scusa ma il calcio di rigore dato alla Juve da Ceniccola? Bergamo me ne ha dette di tutti i colori, cioè mi ha mi ha massacrato!…proprio cioè mi ha proprio rasato al suolo io ti tolgo tutte le gare internazionali!». Da Meani gli arrivano subito rassicurazioni: «Ma adesso io gli parlo (a Bergamo, ndr)Adesso fai passare una settimana poi gli arriva gli arriva una tranvatina nostra, vedi che si raddrizza». Dopo alcune proteste del ds del Palermo Foschi in tv che irritano molto Copelli, da Meani gli arrivano altri conforti: « Tu stai tranquillo! Adesso ci penso io, io appena passa la partita questa qui col Chievo mercoledì, io parlo con Galliani, lui lo sa Galliani, gli dico: senta questo qui è un nostro uomo gli dico io».
Ma, a sei giorni dal debutto Mondiale uno al fianco dell’altro (la terna di Messico-Iran sarà Rosetti-Stagnoli-Ayroldi), è un’altra conversazione a sconvolgere quella che potrà essere la quiete degli arbitri italiani al Mondiale. Secondo quanto emerge dalle informative, non c’era un buon rapporto fra Copelli e l’arbitro torinese Rosetti. Copelli, infatti, “definisce l’arbitro una persona dalla quale guardarsi bene e fare attenzione, il riferimento è sempre diretto verso la direzione juventina: «Bisogna stare attenti con Roberto, guarda che non è proprio così eh attenzione, attenzione eh adesso, adesso iniziano le battaglie eh attenzione». Con Meani che gli risponde «si stanno muovendo le batterie pesanti», «adesso sono uscite dal gioco le corazzate». Non solo la Nazionale, ci sarà tensione anche fra gli arbitri italiani al Mondiale.
Ecco chi sono , sono i veri graziati di calciopoli, dopo la Juventus c’erano loro.
Questo è uno degli errori storici dell’Italia, fare una giustizia parziale che si rivela spesso controproducente. E’ incredibile come Luciano Moggi sia stato cacciato mentre Adriano Galliani , il suo braccio destro , è ancora li’.
Ed evidentemente ancora comanda.

Luciano Moggi, ex direttore sportivo del Napoli
Nella trasmissione televisiva “Studio Stadio” condotta da Paola Delli Colli, che vede tra i protagonisti anche il nostro editorialista Stefano Discreti, Luciano Moggi ai microfoni di Gold Sport è tornato ad attaccare pesantemente il presidente della Juventus Blanc, indicandolo come vero responsabile della crisi senza fine bianconera.
Non sono mancate poi, stoccate anche per Inter e Milan e non solo.
BLANC – DIMETTITI PER MANIFESTA INCAPACITA’
Mentre Mourinho è un personaggio che se non ci fosse bisognerebbe inventarlo al contrario Blanc se non ci fosse sarebbe meglio per la Juve.
I tifosi della Juve dicono di lui che ha una faccia tosta incredibile perché invece di prendersi le colpe del fallimento totale del progetto, le ha scaricate tutte su giocatori e allenatori.
Non gli è passata mai per la testa invece l’unica cosa giusta che dovrebbe fare:
rassegnare le dimissioni per manifesta incapacità.
MERCATO JUVE – ACQUISTI SBAGLIATI PER CALMARE LA PIAZZA
Sin da questa estate alla Juventus è mancato il disegno tattico e gli acquisti sono stati fatti a caso solo per calmare la piazza, senza valutare attentamente le necessità.
Felipe Melo non è il regista che cercavano. E’ solo un ottimo mediano difensivo come ha dimostrato con la maglia della Fiorentina e della Nazionale. Diego è una seconda punta, e questo suo continuo cambiare ruolo lo sta facendo esser ne carne ne pesce.
E come si fa a pensare adesso che con gli acquisti di Paolucci e Candreva si potranno risolvere i problemi?
ZACCHERONI – TANTO VALEVA TENERE CIRO FERRARA
L’ingaggio di Zaccheroni? Tanto valeva tenere Ciro Ferrara. Il neo allenatore è fermo da troppo tempo e sulle panchine delle ultime squadre che aveva allenato non aveva di certo brillato.
Se proprio si doveva cambiare allora meglio Gentile, che alla Juve c’è stato per tanti anni.
Se su Gentile c’è stato il veto di Elkann per dichiarazioni contro la nuova dirigenza, mal digerite? Questo non lo so. Di certo con il carattere che ha, Claudio non ce lo vedo a fare il tappabuchi….
INFORTUNI JUVE – NON E’ SOLO SFORTUNA
I tantissimi infortuni in casa bianconera? Non può esser solo sfortuna. Noi gestivamo tutto alla perfezione, non lasciavamo nulla al caso. Prevenivamo tutto invece di curare.
Tenevo sotto costante pressione il Dottor Agricola, un grandissimo professionista, per esser sempre informato sulla squadra. Ogni venerdì poi ci riunivamo con tutto lo staff sanitario per coordinarci e discutere insieme. Un caso come quello di Iaquinta con noi non sarebbe mai successo. Doveva stare fuori qualche settimana, sono 4 mesi ormai che è fuori…
INTER – VINCERA’ PERCHE’ GLI AVVERSARI SONO TROPPO SCARSI
L’Inter da Calciopoli in poi sta azzeccando gran parte degli acquisti e delle cessioni.
Ha la rosa migliore, e se dopo Pandev prenderà anche Ledesma si rafforzerà ancora di più.
Perfetta la scorsa estate è stata l’operazione Ibrahimovic, con un’ottima plusvalenza economica e la contropartita Eto’o, che non vale certo Zlatan ma è comunque un ottimo attaccante.
La differenza con il Milan? Basta evidenziare un’operazione dell’estate:
i neroazzurri a Madrid hanno comprato Sneijder, i rossoneri Huntelaar…..Devo aggiungere altro?
In questo momento l’Inter è superiore a tutti e vincerà ancora lo scudetto, ma per manifesta inferiorità degli avversari.
MILAN – IL CALCIO FANTASIA E’ GIA’ FINITO
Il calcio fantasia in Italia dura poco, il tempo che gli avversari ti prendono le contromisure. Lo spettacolo è fine a se stesso e se Ronaldinho viene marcato bene, si blocca tutto lì davanti. Il giocatore determinante in questo momento è Borriello, che sta facendo davvero un grandissimo lavoro di sacrificio per la squadra. Il suo infortunio ha condizionato la partita.
ROMA – LA FAMIGLIA SENSI MERITA QUESTE SODDISFAZIONI
Rosella Sensi si merita queste belle soddisfazioni. Io che conoscevo benissimo e volevo bene a suo papà so quanti sacrifici ha fatto per la Roma.
Il goal di Okaka? Se lo rivede non ci crede nemmeno lui. Il giocatore comunque sono certo farà bene in Inghilterra. Per struttura fisica e tipo di gioco è proprio un calciatore da calcio inglese.
Chi sempre più si sta prendendo rivincite è Ranieri. Chissà se Blanc si sente immune da colpe anche nel suo folle esonero a due giornate dalla fine….
CASO MUTU – ANCHE LA FIORENTINA HA LE SUE COLPE
La nuova positività di Mutu? E’ stata un’ingenuità anche della Fiorentina, perché ti devi sempre informare su quello che prendono i tuoi giocatori. Ricordo una volta che Pippo Inzaghi fece un’inalazione da solo e noi non lo convocammo per non aver problemi.
CASSANO – HA RAGIONE DEL NERI. E ANCHE LIPPI…..
Senza di lui, la Sampdoria sta facendo benissimo. Segno questo che Del Neri ha avuto ragione ad averlo messo fuori rosa. Così come Lippi ha sempre fatto bene a non chiamarlo in Nazionale per il bene del gruppo.

Luciano Moggi, ex dirigente juventino
Nella trasmissione televisiva romana “Studio Stadio” condotta da Paola Delli Colli, che vede tra i protagonisti anche il nostro editorialista Stefano Discreti, Luciano Moggi ha annunciato ai microfoni di Gold Sport il suo rientro nel calcio a fine squalifica nel 2011 e non solo.
JUVENTUS – BLANC E’ DA CACCIARE ALL’ISTANTE, MA PAGHERA’ FERRARA
“Ormai Ferrara è da esonerare perché è evidente che lo spogliatoio non lo segue più e poi se la Juventus dovesse perdere anche sabato prossimo contro la Roma la crisi diventerebbe irreversibile.
Squadra in emergenza infortuni? Vero, ma i soli Diego e Melo in campo costavano quanto tutto il Chievo. Ferrara pagherà per tutti anche perché Secco non conta ne decide nulla. Quindi cosa lo cacci a fare?
Non so comunque chi potrà rimpiazzare Ciro in panchina. Di certo non Maifredi che si era candidato tempo fa nel corso della trasmissione radiofonica “Tutti pazzi per la Juve”.
Comunque il vero responsabile di questo fallimento è Blanc che rappresenta in pieno l’incompetenza calcistica di questa nuova società.
Ma vi rendete conto che per sbloccare l’affare Paolucci ha dovuto telefonare in prima persona Franzo Grande Stevens al Presidente del Siena? Paolucci, avessi detto Ibrahimovic….
Blanc sarebbe da cacciare all’istante!! In 3 anni hanno buttato 250 milioni di euro. Noi in 12 anni non abbiamo fatto cacciare un soldo alla Proprietà….
La vittoria contro il Napoli di Coppa Italia forse aveva illuso qualcuno che la crisi fosse finita e che con Lanzafame e Paolucci si potesse risalire la china….”
RITORNO NEL CALCIO – NEL 2011 RIENTRO E CON ANDREA AGNELLI TORNEREI SUBITO ALLA JUVE
“Nell’estate 2011 finirà la mia squalifica e tornerò nel calcio. Questo a molti da fastidio e spaventa.
Un ritorno alla Juve? Non farò mai come Bettega. Con questa dirigenza che ci ha umiliati e che ha cercato in tutti i modi di farci condannare io non voglio avere niente a che fare. Con Andrea Agnelli al comando invece tornerei subito, anche per sdebitarmi con i tifosi juventini che in questi anni mai mi hanno fatto mancare il loro affetto”
INTER – DEVE RINGRAZIARE CALCIOPOLI SE ADESSO È LA PIU’ FORTE
“Con la distruzione della Juventus del 2006, ormai il potere è tutto a Milano. Le squadre milanesi continueranno a dominare in Italia per tanti altri anni, soprattutto l’Inter che più di tutte ha tratto beneficio da Calciopoli. Quest’anno l’Inter senza Ibrahimovic ha più difficoltà ad andare in rete, ma resta comunque la più forte di un campionato mediocre”
MILAN – IN QUESTO MOMENTO GIOCA IL MIGLIOR CALCIO D’ITALIA
“Il Milan invece in questo momento gioca il miglior calcio del campionato, con Ronaldinho che sta incantando. Il talento brasiliano può ancora dare tanto ed anche se gioca praticamente da fermo come il Maradona degli ultimi anni, se la squadra corre anche per lui può ancora fare il fenomeno”
NAPOLI – IN SETTIMANA STRUMENTALIZZATE LE MIE PAROLE
“In settimana sono state strumentalizzate le mie risposte. Mi hanno chiesto se a Napoli tornerei ed ho solamente risposto che a Napoli ho casa e che la gente mi vuole bene, interpretando a loro piacere le mie parole. Di certo anche io voglio bene a Napoli”
ROMA – LA COPPIA TOTTI/TONI E’ DA NAZIONALE
“Con questo Toni ed il recupero di Totti la Roma è diventata la maggiore candidata per centrare l’obiettivo terzo posto. Ne dovrà tenere conto anche Lippi di questa coppia d’attacco. Potrebbe benissimo esser il duo d’attacco della Nazionale al mondiale Sudafricano”
LAZIO – PER COLPA DI LOTITO RISCHIA LA SERIE B
“Lotito doveva prendere Zamparini e non Ballardini. E’ lui che faceva la formazione l’anno scorso a Palermo….. La crisi della Lazio è colpa di Lotito. Lui fa tutto da solo: il medico, l’attaccante, il Presidente. Si sta facendo scappare tutti i giocatori buoni. Io sono amico di Lotito e lo dico per il suo bene, con questa politica si sta solo facendo male e sta rovinando la Lazio che rischia davvero la serie B”
fonte: www.stefanodiscreti.blogspot.com

John Elkann, dirigente juventino
E’ ufficiale: con il ritorno di Roberto Bettega alla Juventus è fallito il progetto Elkann di costruire una squadra eticamente pulita, simpatica e vincente completamente distaccata dalla precedente gestione bianconera Moggi-Giraudo-Bettega.
3 anni di insuccessi a 360° hanno costretto il nuovo corso a richiamare a gambe levate un ex componente della Triade, che non appena reinsidiatosi in società ha dichiarato ovviamente “non rinnego nulla di quei 12 anni”. Era da Maggio 2006 che i tifosi della Juventus aspettavano dichiarazioni coraggiose del genere da un membro della Società.
La feroce contestazione dei tifosi juventini iniziata ad Aprile scorso e ripresa incessantemente a partire da Dicembre ha costretto la Banda Elkann ad ammettere pubblicamente il fallimento del loro progetto con un rapido ritorno al passato.
L’inesistente difesa legale al processo di Calciopoli, la cessione di Ibrahimovic all’Inter, gli acquisti di Tiago, Andrade, Almiron, Poulsen, Knezevic, Boumsong, il tentativo di far condannare la precedente gestione al processo di Torino sulle presunte plusvalenze….
Sono solo alcune delle “perle” con cui hanno deliziato in negativo la propria gente in questo triennio.
Con molta superficialità, la proprietà ha pensato che dopo il terremoto di Calciopoli si sarebbe potuto gestire la squadra bianconera come un’azienda qualsiasi, un asset della famiglia, trapiantando nella sala dei comandi persone, anche brave in altri settori, ma che in questo campo avevano ed hanno competenza zero.
Esser arrivati persino praticamente a strumentalizzare mediaticamente una semplice visita di cortesia natalizia di Andrea Agnelli la dice lunga sulla necessità di ricercare aiuto dal passato per superare questo difficile momento.
Il popolo Juventino è felice per il ritorno di Roberto Bettega ma ha anche paura che il suo ingaggio verrà strumentalizzato in futuro come parafulmine di colpe altrui.
Certo, adesso la gestione sportiva bianconera è finalmente affidata a qualcuno che sà e capisce di calcio, ma non basterà solo questo per poter tornare a primeggiare.
Per questo i tifosi continuano ad invocare i nomi di Andrea Agnelli e Luciano Moggi. Uno per la passione e l’amore dimostrato verso i colori bianconeri, l’altro per l’immensa competenza calcistica.
L’impressione personale è che se non si tornerà a vincere in fretta i nomi di questi 2 personaggi verranno scanditi allo stadio con sempre più forza ed intensità ed in fondo la squalifica sportiva del diavolo Moggi scade nel 2011……
Pensare oggi ad un loro ritorno contemporaneo non mi sembra più fantascienza come invece poteva sembrare solo poco tempo fa.
Concludo con una riflessione su un movimento di mercato accostato alla Juventus per la sessione invernale.
Sono circolate voci di una possibile cessione di Felipe Melo.
Svendere ora il mediano brasiliano, strapagato l’estate scorsa, sarebbe follia assoluta. Per rimpiazzarlo poi con chi? Con Ledesma? Ma dai, come direbbe l’amico Giampiero Mughini.
Per fortuna però che adesso è tornato Nonno Bettega a rassicurare i nipotini bianconeri.
E se tornasse anche zio Luciano…..
fonte:tuttomercatoweb

Luciano Moggi, ex dirigente della Juventus
Nella trasmissione “Studio Stadio” condotta da Paola Delli Colli, che vede tra i protagonisti anche il nostro editorialista Stefano Discreti, Luciano Moggi ha lanciato dai microfoni di Gold Sport pesanti stoccate contro la Juventus, contro Mourinho, l’Inter ed il presunto nuovo calcio pulito, ironizzando sul lavoro di Baraldi al Bologna ed analizzando il resto del campionato.
SUDDITANZA ARBITRI
“Se in passato avessero negato ad una nostra avversaria un rigore come quello di Quaresma contro il Chievo o avessimo vinto noi con un punizione come quella concessa all’Inter contro il Siena sarebbero scattate interrogazioni parlamentari….Invece oggi i media fanno finta di niente.E questo sarebbe il nuovo calcio pulito?”
INTER CAMPIONE, LA MENO PEGGIO DI UN CAMPIONATO MEDIOCRE.
“Il campionato italiano è già assegnato all’Inter, che è la meno peggio di un campionato assolutamente mediocre. I migliori tecnici italiani sono emigrati all’estero così come i campioni internazionali più forti. Ormai il calcio italiano è in pieno declino su tutti i fronti. ”
MOURINHO, CHE CULO!
“Il tecnico portoghese è davvero una persona fortunata. Come allenatore è poco più che un dilettante allo sbaraglio , come il proprio Presidente. Rende molto meglio nel ruolo di pubbliche relazioni.”
BETTEGA, PERCHE’?
“Bettega non doveva accettare di rientrare con questa Juventus che solo pochi mesi aveva ha fatto una denuncia patrimoniale contro ignoti che poi ignoti non erano (era contro la TRIADE…), cercando a tutti i costi di farci condannare patteggiando la pena …. In pratica ci hanno accusato di esser dei ladri. Come può lavorarci insieme? Non ha capito che l’hanno preso solo per scaricargli addosso tutti i loro fallimenti futuri e calmare la piazza. Un po’ come se il Torino adesso richiamasse Zaccarelli per fermare i tifosi furenti…”
FALLIMENTO JUVE? LA COLPA E’ DI CHI HA COSTRUITO LA SQUADRA
“La nostra Juventus era una Società perfettamente organizzata su tutti i fronti. In Europa solo il Manchester United ci era superiore come struttura complessiva. Questi invece stanno distruggendo un patrimonio del calcio italiano.
Ma avete visto che facce mentre Bettega a Parma gli spiegava i movimenti in campo? Per me comunque non hanno capito niente lo stesso.
Adesso poi cercano esterni per tornare a giocare sulle fasce? E’ ridicolo. L’anno scorso hanno detto a Nedved “non ci servi più perché non giocheremo più con le ali”.Ma vi rendete conto?”
MILAN, OTTIMO IL RITORNO DI BECKHAM
“Il Milan ha finalmente trovato i giusti equilibri. La società ancora una volta ha dimostrato la sua organizzazione sostenendo Leonardo nei momenti difficili. Ottimo davvero il ritorno di Beckham, giocatore davvero intelligente e duttile.”
NAPOLI, LA VERA FORZA SONO I TIFOSI
“La risalita del Napoli è dovuta ad una serie di coincidenze fortunate come ad esempio l’ingaggio di Mazzarri, anche se fare meglio di Donadoni non è che fosse molto difficile.
Non c’entra niente comunque con l’allontanamento di Marino rimpiazzato da Bigon, che prima faceva il Team Manager…Proprio come Secco alla Juventus, quindi…
La vera forza del Napoli sono i tifosi. Un pubblico grandioso”
ROMA IN CHAMPIONS CON TONI E TOTTI
“Erano anni che dicevo che alla Roma serviva un giocatore come Luca Toni. Invece di buttare soldi negli acquisti di gente come Baptista, Menez e Cicinho avessero puntato da subito sull’attaccante italiano avrebbero vinto lo scudetto del 2008, anche se poi quel campionato è sfuggito soprattutto per i tanti favori arbitrali a favore dell’Inter. Con il rientro di Totti ai massimi livelli il quarto posto per la Roma è garantito anche grazie all’ingaggio di Montali, un ottimo motivatore.”
LOTITO E BALLARDINI STANNO ROVINANDO LA LAZIO
“Mi sono espresso più volte su Ballardini. Non è assolutamente un tecnico da Lazio.
Lotito invece sta operando malissimo ultimamente, ridimensionando una grande piazza come quella della Lazio che non lo merita.
Che errore poi mandare via Sabatini, uno dei migliori scopritori di talenti in giro!”
BARALDI ED IL BOLOGNA DEMOGGIZZATO
“La tanto strombazzata cura Baraldi demoggizzante mi pare che stia funzionando alla perfezione. Da quando è arrivato lui, il Bologna ha sempre perso……”
Fonte: www.stefanodiscreti.blogspot.com






















