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Tra il dire e il fare c’è di mezzo il mare. Lo sanno bene i tifosi milanisti che già si sfregavano le mani a vedere Mario Balotelli con la maglia del Milan. Le immagini di Striscia la Notizia avevano, a loro tempo, scatenato un polverone. Tanto bastò per alimentare le voci di un possibile passaggio al Milan dell’attaccante, vista anche la fede manifestata dallo stesso Balotelli verso i colori rossoneri.

Mario Balotelli, giovane fenomeno che interessa tantissimo il Milan di Berlusconi
Il 10 agosto arrivò il trasferimento al Manchester City. Un passaggio intermedio dicono in molti, in attesa di ritornare a Milano, sponda milanista.
I buoni rapporti tra Mino Raiola e la società, lasciano pensare che nel futuro si possa imbastire una trattativa, soprattutto se il giovane bresciano iniziasse a sentire la mancanza dell’Italia e dei suoi affetti. In tal senso l’avventura oltremanica non è iniziata nel migliore dei modi, sia in campo che fuori.
Il debutto in Premier League non è ancora stato centrato, a causa dell’infortunio subito a fine agosto. Solo pochi minuti collezionati contro il Timisoara in Europa League e nulla più.
A ciò si è aggiunto l’incidente automobilistico del 29 agosto che ha subito innescato la stampa britannica. I giornali si sono scagliati verso di lui, dopo la replica rilasciata dallo stesso Balotelli, beccato con 6000 sterline.
“Ho tutti questi soldi perché sono ricco>”, avrebbe detto il bresciano, una dichiarazione che ha fatto diventare Balotelli il nuovo bersaglio della stampa inglese.
Nonostante i problemi d’ambientamento, gli estimatori non mancano. “Mi piacerebbe” ha pubblicamente ammesso l’amministratore delegato, parole quelle di oggi che vanno ad accostarsi a quelle di Silvio Berlusconi che nello scorso marzo aveva visto in Balotelli una faccia da Milan.
L’interesse delle parti in causa c’è. E tra il dire e il fare, ora tocca a Raiola.
Fonte: Telelombardia – qsvs.it & tuttomercatoweb
Ieri è andata in scena a Varese l’amichevole fra la compagine casalinga, neopromossa in serie B, ed il Milan. Oltre al risultato, 2-0 sorprendente con il quale i varesini hanno battuto il diavolo, un altro dettaglio è balzato agli occhi di tutti durante la partita: i dirigenti rossoneri e quelli della Juventus fianco a fianco sulle tribune dello stadio Ossola. Cosa ci facevano Galliani, Braida, Delneri e Marotta tutti insieme?
Molti hanno detto semplicemente un rendez-vous di cortesia visto che la Juventus è in ritiro proprio a Varese ed ha colto l’occasione per guardare i primi movimenti del nuovo Milan di Allegri. Il quotidiano Tuttosport, però, non è dello stesso avviso: secondo la testata torinese, infatti, l’incontro di ieri fra le due dirigenze potrebbe celare un nuovo discorso con tema il mercato.
Dopo il trasferimento da Milano a Torino di Marco Storari, i rapporti fra le due dirigenze sono buoni e Tuttosport ipotizza che ieri ci sia stato modo per parlare di Mauro German Camoranesi (33): per l’esterno di Tandil pare ormai sfumato lo sbarco all’Olympiacos ed ecco che, forse, il Milan potrebbe tornare alla carica per l’oriundo che già in passato aveva stuzzicato la fantasia della dirigenza meneghina. Staremo a vedere, chissà che in futuro non si scopra che “galeotta fu Varese”….
fonte: tuttomercatoweb
Proponiamo il giudizio, tratto dal suo editoriale su Tuttomercatoweb. dell’ex direttore sportivo della Juventus, Luciano Moggi, circa la campagna acquisti e le trattive in corso di juventus,Milan, Inter e Napoli.
Questa volta parliamo di mercato a 360°. Michele Criscitiello mi ha chiesto un’analisi di tutte le squadre di serie A; con questo caldo ho chiesto la grazia di fermarmi alle big, ma un pò alla volta accontentiamo tutte le città. Da adesso, si inizia a fare sul serio. Il mercato entra nella sua fase bollente, e non sono più ammessi passi falsi. La buona riuscita della prossima stagione dipende da quanto di buono i direttori sportivi d’Italia riusciranno a combinare da qui alla fine di agosto. Ne dubito…

Luciano Moggi, ex direttore sportivo della Juventus, dà i suoi voti alla campagna acquisti di Milan, Juve, Inter e Napoli
Parto dalla Juve, non tanto per una questione affettiva, quanto piuttosto perché il mercato bianconero continua a non convincermi del tutto. Si dice che i bianconeri pensino a Dzeko, bel sogno, ma prima bisognerebbe riuscire a vendere Grygera e Poulsen, queste sono le priorità. Per diventare competitivi, occorre costruire un centrocampo armonico, che sia in grado di supportare la difesa senza dimenticare di andare incontro all’attacco. Mi sembra che si continuino a ripetere gli stessi errori delle scorse stagioni, con l’acquisto in serie di giocatori che nulla hanno a che vedere con una squadra che vuole vincere. Più che guardare all’attacco, fossi nei dirigenti bianconeri, andrei alla ricerca di un difensore da affiancare a Chiellini e di qualche centrocampista all’altezza della situazione. Krasic, per esempio, non mi sembra adatto. Tatticamente è molto poco disponibile: nella Juve di un tempo non avrebbe mai trovato spazio. Prendete Trezeguet: sembra essere rinato ma lui non è mai morto.
Passando al Milan, mi sembra inevitabile sottolineare le incongruenze che sembrano farla da padrone anche nel nuovo corso tecnico. Berlusconi vuole Ronaldinho al centro del progetto, Allegri risponde che il brasiliano deve riuscire a sacrificarsi per la squadra. Il patron lo vuole vicino alla porta, ma il numero 80 rossonero preferisce giocare sulla fascia per sudare di meno e sfruttare al meglio le sue qualità tecniche. Chi ha ragione?
Le note dolenti, arrivano dal centrocampo: Pirlo, Gattuso e Ambrosini sono nella fase calante della carriera; tenere alta la qualità del reparto sembra davvero difficile.
Il consiglio che mi sento di dare, è quello di fare tutto il possibile per portare a Milanello Zlatan Ibrahimovic. E’ l’unico giocatore che serve al Milan: per prenderlo occorre furbizia, e nella dirigenza rossonera non manca di certo. Si può fare, credetemi.
Ho sentito poi le parole di Berlusconi riguardo al miliardo di euro speso nel corso di venticinque anni di presidenza: evidentemente sono state fatte delle spese che andavano evitate. Si sono lasciati “morire” in casa troppi giocatori dall’età avanzata, basti pensare che hanno fatto un rinnovo a Pippo Inzaghi… Illogico! Il Milan non è un centro benessere.
Per concludere, darei più potere decisionale ad Ariedo Braida. È la persona che capisce di calcio più di tutti in via Turati, ma allo stesso tempo è quello che comanda di meno: il motivo lo sanno Berlusconi e Galliani.
Capitolo Inter: ho sentito che i nerazzurri sono intenzionati a fare un tentativo per Forlan. Ottimo giocatore, ma dare via Balotelli per prendere il bomber dell’Uruguay sarebbe una follia. A livello di carta di identità non puoi fare un’operazione del genere. Riguardo a Maicon, credo che alla fine andrà al Real Madrid. Comprando Mascherano e Kuyt, in ogni caso, i campioni d’Europa ne usciranno rinforzati. Più qualità e più vivacità.
A livello dirigenziale, prendo atto di quanto accaduto ad Oriali. E’ il destino di chi è troppo ruffiano: al primo alito di vento, chi comanda si stanca di te. Gli zerbini non vanno più di moda, in generale intendo.
La sorpresa, a mio parere, potrebbe essere la Roma. Credo che i giallorossi abbiano sbagliato a non tenere Toni, soprattutto prendendo un Adriano che rimane un’incognita. Se facesse la vita giusta sarebbe un campione, ma le notizie filtrate dalla sua esperienza in Brasile non sono certo confortanti. Dall’ex Imperatore dipenderanno le sorti dei capitolini: se torna ai suoi livelli saranno dolori per tutti. Tanto più che la squadra è molto compatta in difesa e l’Inter, con Benitez al posto di Mourinho, perde qualcosa in più che un allenatore. Non darei per scontatata la leadership nerazzurra.
Riguardo al Napoli, faccio un enorme plauso al presidente De Laurentiis. Non solo per il colpo Cavani, ma anche per come sta gestendo il caso Paolo Cannavaro. Il capitano dei partenopei non è un fenomeno, e le sue richieste sono troppo esose: se aumenti l’ingaggio a lui devi fare lo stesso con tutti. Le remore riguardano la difficoltà del compito che attende Mazzarri: ripetersi sarà dura ed in difesa vedo poca qualità.
Per quanto riguarda il mercato, Bigon è un ragazzo giovane e lavora bene, però dobbiamo aspettare di vedere cosa riuscirà a realizzare con le cessioni. Lì si giudica un bravo Direttore, dalle uscite prima che dalle entrate.
Chiudo parlando dell’Italia, e della stupidità di dirigenti federali che non hanno la minima idea di cosa significhi costruire una squadra di calcio. La decisione di limitare gli extracomunitari, a mercato in corso, è assolutamente assurda. Non si risolve nulla, ma si complica solo la situazione favorendo chi è più furbo. Sarebbe stato più intelligente obbligare le squadre italiane a schierare almeno sei giocatori su undici provenienti dal nostro Paese. I dirigenti federali pensino a queste soluzioni e non a strategie controproducenti per i club.
Troppo difficile per chi è riuscito a portarci all’undicesimo posto del ranking Fifa.
Dispiace solo per Prandelli, che rischia di fare la stessa fine di Donadoni.
fonte:tuttomercatoweb
Il presidente che non si tirava indietro sugli acquisti se lo ricordano tutti i tifosi rossoneri. Il problema è che dal Berlusconi che diceva si per Alessandro Nesta sembrano essere passati secoli e per pensare ad un colpo nel prossimo mese di agosto ci vuole una buona dose di ottimismo.

Luis Fabiano, obiettivo numero uno del mercato milanista
I tifosi intanto aspettano al confine tra il sogno e la realtà. Divertirsi ricercando “mister x” non costa nulla e allora da una parte ci sono i nomi di Luis Fabiano, Podolski e Klose, dall’altra quelli di Dzeko, Ibrahimovic, Robinho, Oezil e Balotelli. Con la partenza di Huntelaar infatti il famoso colpo sarà con tutta probabilità una seconda punta. Tra gli obiettivi possibili il nome più caldo è sempre quello di Luis Fabiano.
L’attaccante del Siviglia non ha ancora rinnovato e con 15 milioni circa potrebbe arrivare a Milanello. Ma questi sono nomi che non fanno eccitare i tifosi, a differenza dei desideri che oggi sembrano davvero impossibili: da Dzeko a Robinho, per non parlare di Balotelli. Sognare però non costa nulla e allora in fondo, aspettando agosto, per il Milan è sempre meglio sognare in grande.
fonte: qsvs.it
Ronaldinho potrebbe tornare definitivamente in Brasile. La trattativa con il Flamengo è complicata perchè il Milan non ha intenzione di liberarlo a parametro zero. Il Gaucho divide il popolo rossonero, c’è chi dice che la sua partenza sia un bene e chi sta già rimpiangendo le giocate con le quali ha illuminato a modo suo San Siro. Un’altra trattativa complicata, più di quella per la cessione del brasiliano è quella per Ibrahimovic e qui lo scetticismo dei tifosi è meno comprensibile.

Ibrahimovic,obiettivo numero del mercato milanista
Il Milan deve rinnovare gran parte della squadra, su questo siamo tutti d’accordo, ma siccome fino al 2011 sulle casse societarie graveranno 11 onerosi contratti fare un anno di “transizione” con Ibra o senza cambia parecchio. Situazione di Ronaldinho a parte l’unico giocatore della rosa che ha mercato è Huntelaar e sostituire l’olandese con lo svedese garantirebbe al Milan una coppia da 40 gol, una coppia da scudetto. In questi giorni ho sentito alcuni tifosi dire che Ibra è un giocatore finito, che il Milan arriva sempre tardi ecc. Va bene tutto ma discutere Ibra non ha senso e con i tempi che corrono fare i difficili a Milanello equivale tirarsi la zappa sui piedi.
fonte:MilanNews.it
Siamo rimasti tutti un po’ perplessi nel leggere sulla “Gazzetta dello Sport”, il quotidiano sportivo più celebre d’Italia, che il Milan era a due passi da Honda. Abbiamo pensato che forse Adriano Galliani avesse cambiato strategie sul mercato e volesse portare a termine delle operazioni mediatiche, più che calcistiche. Partendo dal presupposto che Honda è un buon giocatore, bisogna chiedersi se il Milan stia costruendo una squadra per puntare ai primi posti oppure abbia deciso di ridimensionare tutto.

Galliani sembra esprimere correttamente lo stato d'animo dei tifosi milanisti: con le mani fra i capelli
Percorriamo la via di mezzo, con l’augurio per la società di Via Turati che, durante il percorso, non ci siano numerosi intoppi per Max Allegri. Possiamo tranquillizzare i tifosi rossoneri: Honda non arriverà al Milan. Era un tranello, un’operazione di marketing, perché Galliani sta trattando i diritti televisivi con il Giappone; grazie a questa notizia (non confermata da nessuno e ripresa da pochissimi organi di informazione il giorno dopo la pubblicazione sulla rosea) potrebbe salire il prezzo della trattativa. Svelato l’arcano, possiamo occuparci di un problema molto più grave che riguarda l’A.S. Roma. Oggi è il giorno decisivo, può accadere di tutto. La famiglia Sensi ha gettato le basi per un addio pieno di tristezza, con il cuore in mano, ma inevitabile. Papà Franco da lassù starà vedendo tutto.
Quella squadra che per lui ha significato gioie (calcistiche) e dolori (economici). I Sensi si sono svenati per quei due colori. Hanno vinto e hanno avuto sempre grande dignità: l’ultimo campionato è stato emblematico dell’organizzazione e della fantasia sul mercato. Brava Rosella, bravissimi Ranieri, Pradè e Conti. Si volterà pagina, molto probabilmente, ma sarebbe bello e giusto vedere i tifosi della Roma dire almeno un “grazie” a questa famiglia, che ha anteposto il bene del club a quello personale. In quanti lo avrebbero fatto? Aspettiamo oggi e poi vedremo. Se la Dottoressa Sensi dovesse realmente uscire di scena, Unicredit entrerebbe in possesso del 100% delle quote societarie. Il giorno dopo, il Dottor Profumo, con o senza advisor, metterebbe sul mercato il primo 50% di azioni; tutto ciò prevedrebbe una scaletta di vendita fino al 2012/2013, anno in cui la banca dovrebbe uscire definitivamente di scena. Si cerca un nuovo patron. In molti hanno fatto dei sondaggi, ma uno solo, per il momento, ha dato un occhio ai libri contabili: Giampaolo Angelucci, il re delle cliniche laziali e pugliesi. Questi, che possedeva il 3% di Unicredit, è a capo di un impero, ha la barca più bella della Sardegna e probabilmente una voglia matta di entrare nel mondo dorato e pericoloso del calcio, ma c’è un solo problema: in famiglia non tutti sono favorevoli a questa nuova avventura. Vigileremo, ma vi preannunciamo che è un gran caos.
Meglio soffermarsi sul mercato della Juventus: 52 milioni spesi lo scorso anno, 24 quelli che già sono partiti in questa sessione estiva. La Juve è l’unica società che spende, l’unica che con un mercato intelligente potrebbe costruire qualcosa di importante per il futuro e rendere così maggiormente equilibrato il nostro campionato. La strategia di Marotta è interessante, ma in bianconero arrivano troppi calciatori validi e pochi campioni. Oggi Krasic tornerà a Mosca. Il campionato russo riprenderà con la dodicesima giornata, dopo la sosta mondiale.
In chiusura, un’osservazione sulle decisioni fuori luogo del Presidente Federale Giancarlo Abete. Passi il fallimento agli europei ed in Sudafrica, passi la figuraccia rimediata per l’assegnazione di Euro 2012 ed Euro 2016, ma come si fa a cambiare le regole del gioco, quando il gioco è già cominciato? La normativa degli extracomunitari sembra un rompipallone di Gene Gnocchi: simpatico ed irriverente. Adesso potrebbe far marcia indietro, perché la Lega e tutti i 20 club di serie A sono sul piede di guerra. Abete deve capire che lo sport italiano è in mano al calcio ed il calcio italiano è in mano alla serie A. Il filo è sottilissimo e di questo passo rischia di spezzarlo.
fonte: Michele Criscitiello per tmw
Stenta a decollare il mercato del Milan, subordinato alla risoluzione definitiva dell’affare Allegri, ancora in attesa di insediarsi ufficialmente a Milanello. Tuttavia, Galliani e soci si stanno muovendo sul mercato, nel tentativo di soddisfare tutte le esigenze del nuovo tecnico rossonero, compatibilmente alla politica di austerity vagliata dalla proprietà.

Ronaldinho, in partenza da Milano?
Luis Fabiano è l’obiettivo principale per quanto riguarda l’attacco, e pur di raggiungerlo in via Turati sono disposti a qualche sacrificio eccellente. Il nome più accreditato, in tal senso, è quello di Ronaldinho. Già, perchè il brasiliano è cercato dai Los Angeles Galaxy, è non è detto che il Milan, a fronte di un’offerta vantaggiosa, non decida di liberarlo.
La frase di Galliani sull’argomento è più che sibillina: “Luis Fabiano ci piace, ma prima si deve vendere”.
fonte: tuttomercatoweb
Niente di nuovo sul fronte occidentale. Prendiamo in prestito il romanzo di Remarque per fare capire qual è – e quale sarà, con ogni probabilità – la situazione del Milan, tra presente e futuro. Un piccolo passo, in realtà, è stato fatto: la cessione di Storari alla Juve porta moneta frusciante che può essere reinvestita nel mercato. 4,5 milioni per un portiere di trentatré anni è certamente un bel prendere, bisogna capire quali saranno le prossime mosse del mercato Milan.

Jan Huntelaar, fallimento milanista della passata campagna acquisti rossonera
Facile pensare all’acquisto di Andrea Lazzari, pagato 2,5 milioni di euro dal Cagliari per riscattare la metà dall’Atalanta. Verosimilmente il prezzo varia dai 6 agli 8 milioni di euro, e i rossoneri potrebbero infilarci pure la metà di Astori, arrivando a investire qualche soldo per una soluzione in comproprietà. Resta da vedere come si muoverà con gli svincolati: Clerc sarebbe da acquistare, perché è certamente un giocatore con un buon pedigree e finalmente non sarebbe un adattato sulla fascia, a parametro zero è un’occasione più unica che rara. Poi ci sarebbe Adriano Correia, del Siviglia, ma con Del Nido è sempre difficile trattare: sei o sette milioni potrebbero fargli cambiare idea (considerando che è in scadenza nel 2011).
Da quello che mi risulta, parlando anche con fonti vicine al Milan, Berlusconi non ha intenzione di spendere in questa campagna acquisti, quindi bisognerà capire dove andare a prendere il tesoretto. Galliani ha più volte ribadito che Huntelaar è incedibile, ma realisticamente è l’unico che può spostare qualche virgola in fase di mercato. Paulo Henrique Ganso sarebbe il sogno, ma se l’olandese dovesse rimanere a Milano, anche il sogno rimarrebbe tale.
fonte: Andrea Losapio per tuttomercatoweb
L’ordine di Berlusconi a Galliani è perentorio: nessun acquisto finchè non si cedono i giocatori in esubero. Il patron lo ha ribadito all’amministratore delegato in una telefonata di tre giorni fa. Galliani ha risposto che non si vuol muovere nessuno, tantomeno quelli sul viale del tramonto con stipendi da favola. 11 contratti monstre scadono il 30 giugno 2011 e permetteranno alle casse di via Turati un risparmio annuo di 86 milioni di euro, ma il Milan non può permettersi di aspettare.

Berlusconi ordina ai suoi di vendere prima di comprare
E allora Galliani sta provando a piazzare soprattutto quelli che ormai sono praticamente inutili alla causa. Mercoledì sono stati in via Turati l’agente Marco Trabucchi e Rezo Choconelidze, attualmente dirigente della Dinamo Kiev per convincere Kaladze ad accettare una riduzione dell’ingaggio. Il georgiano non ne vuole sapere, a Kiev andrà semmai tra un anno. Jankulovski ha rifiutato la Sampdoria e per convincerlo ad andarsene c’è bisogno solo di un’allettante proposta dagli Emirati. Oddo è l’unico disposto a lasciare Milano, ma non è facile nemmeno prestarlo pagandogli parte dell’ingaggio visto che percepisce 4 milioni netti a stagione. Insomma se nessuno se ne va il mercato del Milan è bloccato.
Gli unici che ci fanno un pensierino sono quelli che il Milan vuol trattenere, cioè Storari, per cui la Samp però non è disposta a offrire i 6 milioni richiesti. Pato che si lascia andare a battute poi stoppate dal suo agente Veloz. E un insospettabile come Ronaldinho che in questa squadra non vede prospettive e ha incaricato il fratello Roberto Assis di sondare il terreno con il City e altri club europei. L’ingaggio di 8 milioni netti ancora per un anno però lo rende praticamente incedibile. E allora c’è da augurarsi che ritrovi in fretta le motivazioni, cosa che accade spesso ai giocatori con l’ultimo di contratto se non altro per mettersi in mostra.
In questo senso i famosi 11 in scadenza potrebbero essere un bene per la prossima stagione.
Fonte: Redazione TMW

Amantino Mancini, in prestito dall'Inter al Milan
A causa dell’infortunio di Pato, il Milan sta giocando con Beckham esterno d’attacco. La mancanza di un vero esterno destro offensivo si è fatta sentire, tanto da indurre la dirigenza rossonera a prendere Amantino Mancini, 29enne ex giocatore della Roma.
Il Mancini dei tempi della Roma sarebbe perfetto per il Milan ma, dopo tanta inattività, bisognerà verificare le condizioni fisiche del brasiliano. Beckham così tornerebbe sulla linea mediana davanti ad Abate. La fascia destra, in questo modo, garantirebbe classe, velocità e cross, sperando che Beckham ( il secondo acquisto di gennaio) torni a giocare come l’anno scorso.
L’ ultimo acquisto è il ventenne Adiyah che, per il momento, è un ‘oggetto sconosciuto’ che potrebbe avere spazio durante il resto della stagione






















