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Per Mario Balotelli è arrivato il momento di togliersi più di un sassolino dalla scarpa. L’ex attacante dell’Inter, fresco di trasferimento al Manchester City, ai microfoni del Tg1 se la prende con chi oggi grida allo scandalo per la perdita di un talento come lui da parte del calcio italiano: “Mi fa a dir poco innervosire che adesso si dica che è un peccato per il calcio italiano perdermi, nessuno ha aperto bocca finché non ho firmato per il Manchester City”.


Non basta, SuperMario rincara la dose: “Dell’Italia mi mancheranno gli amici e la famiglia. Certo, verranno a trovarmi, ma non sarà la stessa cosa. Senza dubbio però non mi mancheranno i giornali, che ultimamente hanno scritto troppo sul mio conto, esagerando. E non mi mancheranno neanche i cori razzisti. Fortunatamente in Inghilterra il calcio è calcio, non politica…”.


Poi, Balotelli raconta un piccolo ramarico a cui potrà porre presto rimedio: “Volevo portare con me il quadro con la firma di tutti quelli che mi amano, si trata di un regalo della mia famiglia, ma avevo paura di romperlo”. Chiusura dedicata a un saluto “a tutti i tifosi italiani, di Inter, Roma e Juventus…”. Magari i sostenitori della Beneamata avrebbero auspicato un maggior riguardo in relazione a quest’ultima frase, quanto meno per i 4 anni di vittorie alle quali anche Mario ha partecipato. Evidentemente, però, per il ragazzo tutti i tifosi italiani sono uguali…


Al quotidiano torinese La Stampa, Roberto Mancini, tecnico del Manchester City, parla di mercato, Inter, Balotelli e tanto altro. Ecco l’intervista integrale dal sito del quotidiano.

“Ci sono i soldi per comprare chiunque – dice l’ex tecnico dell’Inter – ma non per strapagarlo come qualcuno si sta illudendo di ottenere”.

Si riferisce a Balotelli?
«È un discorso generale. Se c’è chi alza del 40 o 50 per cento il prezzo di un giocatore convinto che il Manchester City lo prenderà comunque, ha sbagliato i calcoli»

In un mercato senza soldi si cerca di prenderli a chi li ha, non le pare?
«A patto che non si pensi di aver a che fare con dei fessi perchè forse non ci sono nel mondo tanti club con soldi da spendere ma certamente ci sono sul mercato tante alternative che un club può cogliere»


A che punto è realmente la trattativa per Balotelli?
«È uno dei quattro o cinque attaccanti che ci interessano».

Un po’ riduttivo, non le pare?
«Sono stato il primo a credere in lui e sono convinto di cosa può dare. Mario ha due doti che si sposano con il nostro mercato: il talento e l’età, perchè voglio gente in grado di costruire un ciclo nel Manchester City. Detto questo, torniamo al problema della valutazione che deve essere equa».

Non crede che Raiola, il manager di Balotelli, sfrutti la situazione per alzare pure lui il prezzo con l’Inter?
«Non so cosa stia facendo. A me piace il giocatore e a certe condizioni ci interessa. Tutto qui»

Sabato prossimo affronterete l’Inter a Baltimora e Balotelli è partito con la squadra. Sarà l’occasione per chiudere la trattativa?
«Per me sarà soltanto una partita di precampionato. Il mercato si può fare benissimo al telefono».

Ma è possibile che per quella data si sia già concluso l’acquisto?
«Credo che in un paio di giorni si chiariranno certe situazioni, ma non posso garantire in che modo»


La Premier League comincia il 14 agosto: per lei è indispensabile avere la squadra già al completo?
«No, il mercato dura fino a fine agosto, dipende dalle opportunità. Certo è seccante che abbiamo comprato 4 giocatori e per il momento dispongo solo di Yaya Tourè con la prospettiva di perderne altri per gli impegni con le Nazionali. C’è gente che tornerà dalle vacanze, starà con me pochi giorni e ripartirà per ripresentarsi alla vigilia del campionato. Una follia».

Cosa di poteva fare?
«Nell’anno dei Mondiali la Fifa poteva cancellare la finestra per le amichevoli estive delle Nazionali».

Le alternative a Balotelli?
«Sono quelle che scrivono i giornali tranne Forlan: è formidabile e me ne ero innamorato quando giocava nel Villareal 4 o 5 anni fa. L’avrei portato all’Inter. Oggi invece cerco giocatori più giovani ».

Dunque anche Dzeko?
«Mi piace, ha grandi qualità»

Non c’è troppa ressa attorno a lui per quanto ha fatto vedere ?
«Ha 24 anni ed è più o meno l’età in cui arrivò Ibrahimovic alla Juve: neppure lui aveva fatto grandissime cose fino ad allora però nessuno dubitava del talento che ha poi dimostrato».

Dopo Kolarov, Dzeko: sul mercato continua la sua guerra alla Juve?
«Non ho mai avuto niente contro la Juve per la quale tifavo da bambino: i problemi li ho avuti con personaggi che non ci sono più. Quello che sta succedendo sul mercato è casuale oppure è l’effetto inevitabile delle circostanze»

Vale a dire?
«La Juve è molto presente sul mercato perchè vuole rinnovare la squadra. Il Manchester City lo è altrettanto perchè deve fare il salto di qualità. È inevitabile che si sbatta contro qualche obiettivo comune: uno mi dicono fosse Kolarov che piaceva anche al Real. Vuol dire che non solo io lo considero fortissimo».


Se arrivassero Balotelli e anche Dzeko, potrebbe cedere alla Juve Adebayor?
«È un grande giocatore ma non sono al corrente di una simile possibilità»

Economicamente non c’è match tra il Manchester City e le altre: non si sente invidiato dai suoi colleghi che per avere un giocatore devono aspettare che gliene vendano altri?
«Se al Manchester City pensiamo di dover spendere è soltanto perchè abbiamo molto da cambiare. Io potrei invidiare i colleghi che hanno già la squadra pronta».

Come Benitez all’Inter?
«Sono negli Stati Uniti da 20 giorni e non so molto del mercato italiano. Certo che se continua a non succedere nulla, l’Inter rivince in carrozza: in teoria le si è avvicinata un po’ la Roma perchè Adriano può diventare un acquisto importante. Ma dipende da quale Adriano vorrà essere»

Fonte: fcinternews.it

“Mi fa piacere per Moratti, per la famiglia, per i tifosi e per i ragazzi che ho allenato». Così l’ex tecnico dell’Inter Roberto Mancini, oggi allenatore del Manchester City, commenta con i giornalisti a margine dell’ udienza di Calciopoli in cui è stato sentito come teste, il trionfo dei nerazzurri in Champions League.


Quanto al suo futuro Mancini ha detto che sarà ancora oltre Manica – «mi manca l’Italia come Paese ma il calcio in Inghilterra è molto bello» – ed ha smentito un interessamento della sua squadra per il talento slovacco del Napoli Marek Hamsik. Ultima battuta per la spedizione azzurra ai Mondiali: «Sono ottimista, l’Italia ai Mondiali fa sempre bene».


Miglior attacco del torneo a inizio anno, peggiore della serie A nelle ultime tre. Cosa è cambiato nel Milan? La testa, purtroppo, dopo aver pestato il muso nel derby. E su questo aspetto non è facile per Leonardo lavorare.
Voglia, entusiasmo e convinzione o ce li hai, o non te li puoi dare.

Possibile che la svolta arrivi invece a livello di modulo e uomini. Non servono le cifre a rimarcare le attuali difficoltà realizzative della squadra: 1 solo gol in 360 minuti tra campionato e Udinese in coppa Italia; anche l’andazzo del derby, con la squadra incapace di concretizzare la superiorità numerica e le tante sterili offensive, dice tutto.

Se Leo aveva già riequilibrato il Milan fantasia con l’inserimento di un mediano in più, passando al 4-3-3 con Beckham nel tridente.
Senza Pato, la quadra ha viaggiato a 4 gol di media a partita. Dal derby in poi è siccità. Come cambiare? L’unica – e Leo ci sta pensando – è tentare con le due punte di ruolo. Cosa che potrebbe indirettamente disegnare un 4-4-2, reso possibile dalla presenza di esterni adattabili come Beckham e Mancini. Si verrebbe a creare il problema Ronaldinho, cui piace partire da sinistra, ma probabilmente non fare l’ala. Automatico, invece, il sacrificio di Seedorf. Più Huntelaar che Inzaghi vicino a Borriello
Inzaghi non parte titolare in campionato da Napoli-Milan del 28 ottobre.
Nel nuovo anno Pippo ha avuto spazio per 31 minuti; Huntelaar, decoroso nel derby, penoso contro il Bologna ha avuto spazio per 130minuti.
E’ una lotta tra poveri, ma l’orientamento di leo è molto chiaro.

Amantino Mancini, in prestito dallInter al Milan

Amantino Mancini, in prestito dall'Inter al Milan


A causa dell’infortunio di Pato, il Milan sta giocando con Beckham esterno d’attacco. La mancanza di un vero esterno destro offensivo si è fatta sentire, tanto da indurre la dirigenza rossonera a prendere Amantino Mancini, 29enne ex giocatore della Roma.

Il Mancini dei tempi della Roma sarebbe perfetto per il Milan ma, dopo tanta inattività, bisognerà verificare le condizioni fisiche del brasiliano. Beckham così tornerebbe sulla linea mediana davanti ad Abate. La fascia destra, in questo modo, garantirebbe classe, velocità e cross, sperando che Beckham ( il secondo acquisto di gennaio) torni a giocare come l’anno scorso.

L’ ultimo acquisto è il ventenne Adiyah che, per il momento, è un ‘oggetto sconosciuto’ che potrebbe avere spazio durante il resto della stagione

viera500 500 La partenza di Vieira alla volta di Manchester apre allarrivo di Baptista

Il mercato invernale dell’Inter entra nel vivo. Dopo l’arrivo di Pandev, all’ombra del Duomo potrebbe presto arrivare Julio Baptista, che diventerà rinforzo necessario non appena Patrick Vieira approderà al Manchester City, vista la situazione di emergenza del centrocampo nerazzurro, con Cambiasso e Muntari infortunati, che Mourinho non vorrebbe forzare in vista della gara della stagione contro il Chelsea in Champions.

Da questo punto di vista Baptista è un garanzia, alla luce della sua duttilità come centrocampista e punta, oltre al fatto che può essere utilizzato in Champions League, giacché ha giocato solo in Europa League .
Dopo che il francese sarà in Inghilterra la Roma e l’Inter potrebbero chiudere la trattativa.

Si parla di prestito fino a fine stagione, con l’ex Mancini che potrebbe essere inserito nella trattativa e si potrebbe concretizzare uno scambio. L’eventuale rinnovo o acquisto a titolo definitivo del brasiliano verrà ridiscusso non appena le due società torneranno a trattare Burdisso, che sembra davvero intenzionato a restare nella Capitale e la Roma lo acquisterà a titolo definitivo.
I giallorossi intanto si libererebbero dell’alto ingaggio del brasiliano, poco brillante in quest’avvio di stagione, mentre Mourinho guadagnerà una nuova alternativa a Snejider, giacché il brasiliano nella scorsa sessione estiva era la prima alternativa all’olandese. Sembra quindi che la trattativa per l’arrivo dell’ex Arsenal e Real Madrid sia sulla buona strada vista la volontà delle tre parti.

 

Fonte: Corriere dello Sport