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Luciano Moggi torna a farsi sentire alle colonne di Tmw e prende nuovamente di mira l’Inter. Nella fattispecie, torna sulla diatriba dialettica tra Moratti e l’accoppiata John Elkann-Andrea Agnelli, e si scaglia contro il numero uno di Corso Vittorio Emanuele, come sempre senza giri di parole. Nessuna novità in tal senso, non è la prima volta che Moggi attacca l’Inter e manifesta il suo astio nei confronti di Moratti, simbolo dell’esplosione dello scandalo Calciopoli, che ha messo fine una volta per tutte al dominio della Juventus, caraterizato soprattutto dalle irregolarità firmate dallo stesso manager oggi allontanato dal mondo del calcio e costretto a lavorare come opinionista esterno. Ecco il testo del suo editoriale:
Luciano Moggi nel suo editoriale attacca senza mezzi termini il presidente Moratti, suo grande nemico quando era ancora il direttore sportivo della Juventus
“La fine del mercato incombe, è inevitabile che le attenzioni di media, tifosi ed addetti ai lavori, siano rivolte principalmente a questo; tuttavia non riesco ad esimermi dal commentare dichiarazioni come quelle di Massimo Moratti, che hanno le sembianze di un attacco frontale formulato a… nessuno. Il Presidente dell’Inter dovrebbe essere deferito dalla F.i.g.c. e parlare chiaro spiegando a chi si riferiva quando ha fatto riferimento a squadre che “compravano” le partite. Ad esempio Francesco Totti fu deferito per molto meno. Delle spiegazioni mi sembrano assolutamente doverose.
Lui ha smentito ogni riferimento alla Juventus, ma da tempo ha già abituato tutti a parlare e ritornare sui suoi passi dopo poche ore. Ricordate come reagì alle accuse formulate da Bryan Granville contro l’Inter di suo padre Angelo Moratti? Il massimo dirigente nerazzurro minacciò una querela ed invitò i giocatori dell’epoca a fare lo stesso: nessuno portò avanti nulla. Il Direttore era Italo Allodi ma adesso sembra che tutti abbiano dimenticato.
Sembra che Moratti abbia l’ossessione di dimostrare la sua onestà, anche se forse si dimentica dei suoi scheletri nell’armadio che vanno dal passaporto di Recoba, alle intercettazioni del 2006, a quell’Inter-Juve che avrebbe dovuto perdere 3-0 a tavolino, fino a Carraro che diceva che l’Inter non poteva retrocedere solo perchè Moratti aveva speso tanto, forse troppo. Un consiglio darei al Presidente dell’Inter: si goda le vittorie di oggi e si ricordi degli errori commessi ieri”.
Fonte: Tmw
Dopo La Stampa, anche la Gazzetta dello Sport indica in Marchisio il rinforzo a centrocampo voluto dai dirigenti di Corso Vittorio Emanuele. L’offerta fatta pervenire dal club di Massimo Moratti alla Juventus consisterebbe in 15 milioni più il cartellino di Burdisso, valutato, come ormai è noto, 10 milioni di euro. Quindi, un totale di 25 milioni per il centrocampista azzurro.
Claudio Marchisio, giovane promessa della Juventus, al centro di un intrigo di mercato
Cifre che sembrano eccessive, soprattutto perché a quel prezzo potrebbe arrivare il pallino di Rafa Benitez, Javier Mascherano: il Liverpool chiede 30 milioni, ma a 25 si chiuderebbe l’affare (contropartita tecnica annessa). Ecco perché, forse, la pista Marchisio potrebbe rivelarsi un bluff per far abbassare le pretese dei Reds per il capitano dell’Argentina.
fonte:fcinternews.it
In campo a Dublino Shamrock Rovers e Juventus, diretta su Mediaset Premium alle 20.45. La partita è valida per i preliminari di Europe League. La Juventus è la prima squadra italiana a scendere in campo per una partita ufficiale della nuova stagione 2010-11. E’ l’esordio sulla panchina per il nuovo ct Del Neri.
Si gioca allo stadio Tallaght di Dublino con diretta trasmessa su Premium Calcio.
Per coloro che non potranno vedere la partita in televisione, e sono sicuro che sono in tanti, ma che sono curiosi ed impazienti di vedere all’opera i propri beniamini le speranze non sono perse, infatti potrete vedere la partita gratis su internet in diretta streaming.
Dove vedere la partita tra la Juventus e il Shamrock Rovers?
Se non avete un abbonamento al pacchetto calcio di Mediaset Premium e siete dei tifosi juventini che, per nulla al mondo, rinuncereste a vedere l’impegno del preliminare di Europa League della Juventus, non disperate: c’è la possibilità di vedere la partita in streaming. Basta infatti dotarvi di connessione a banda larga e potrete vedere la diretta streaming della partita tra Shamrock Rovers e Juventus in maniera assolutamente gratuita. Prima di poter vedere il preliminare della juventus, dovrete prima fare due cose:
- dovete collegarvi ad un sito che fornisce la lista di canali che trasmettono in streaming la partita tra la Juventus e lo Shamrock Rovers (ad esempio rojadirecta.com o atdhe.net);
- scaricare e installare un programma che consenta di vedere le partite di calcio (compresi i preliminari di Coppa Europa) in streaming e in diretta (ci sono canali che trasmettono la partita in streaming hd, anche se sono davvero molto rari), come, ad esempio, Sopcast o Tvants
Collegandovi ai siti che vi ho segnalato, cercate la partita che vi interessa vedere e se non richiede uno dei programmi postati basterà cliccare sul link segnalato, altrimenti vi verrà richiesto un programma di sharing p2p per vedere la partita tra lo Shamrock Rovers e la Juventus in streaming.
Vi do un suggerimento: cercate di collegarvi con un certo anticipo al canale che trasmetterà il prelimare di Europa League in streaming poiché, in alcuni casi, specie quando la partita viene trasmessa ad un bit rate non molto elevato, all’inizio la visualizzazione potrebbe procedere a scatti, ma dopo un po’ la connessione dovrebbe assestarsi e permettevi di gustarvi la partita tra la Juventus e lo Shamrock Rovers comodamente in streaming dal vostro pc di casa.
Come sempre vi invitiamo ad assicurarvi che il canale trasmesso in streaming sia trasmesso legalmente, come ad esempio, avviene per il canale RAI.
Juventus-Lione in streaming.
Dopo l’ultima apparizione, non certo brillante, della Juve di Del Neri contro l’Amburgo, la Juventus incontra stasera a Cosenza il Lione in vista dell’impegno dei preliminari per entrare in Europa League di fine Luglio.
La partita che vi presentiamo oggi è un’amichevole internazionale di un certo spessore per i bianconeri che incrociano una compagine francese.
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Juventus-Lione in streaming alle ore 20:45 sarà una sfida molto interessante e tutta da seguire in diretta, comodamente seduti davanti al vostro pc di casa, per vedere all’opera la nuova squadra di Marotta e Del Neri.
Per seguire questa attesissima sfida, in basso ain questo post, come sempre, troverete tutte le istruzioni per vedere la sfida tra Juventus-Lione in streaming.
La qualità media dell’immagine trasmessa attraverso i canali streaming è alta.
Aumentando continuamente il numero di coloro che contemporaneamente si collegano sul sito che trasmette la partita per seguire i match in streaming può esserci un sovraccarico e quindi basta provare ad aggiornare più volte, riavviando lo streaming ed il gioco è fatto.
Ma non rinunciate per nulla al mondo a godervi lo spettacolo del calcio e della partita Juventus-Lione in streaming.
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Le amichevoli d’estate da seguire direttamente dal vostro computer.
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- dovete collegarvi ad un sito che fornisce la lista di canali che trasmettono in streaming la partita tra la Juventus e il Lione (ad esempio rojadirecta.com o atdhe.net);
- scaricare e installare un programma che consenta di vedere le partite di calcio (e quindi anche le amichevoli) in streaming e in diretta (ci sono canali che trasmettono la partita in streaming hd, anche se sono davvero molto rari), come, ad esempio, Sopcast o Tvants
Come sempre vi invitiamo ad assicurarvi che il canale trasmesso in streaming sia trasmesso legalmente, come ad esempio, avviene per il canale RAI.
Chissà se il neo direttore generale Marotta, al momento del suo insediamento, aveva già in mente che razza di Everest avrebbe dovuto scalare per dotare Delneri di una fuoriserie in grado di competere su più fronti – ma per davvero, da quest’anno – nel campionato che inizierà ad agosto. Perché, diciamolo chiaro, il ritiro di Pinzolo non è poi tanto distante (3 luglio) e, si sa, ogni allenatore preferirebbe avere già la maggior parte dei giocatori a disposizione già dal ritiro.

Del Neri, sarà forse preoccupato per la piega delal campagna acquisti bianconera?
Il tempo stringe, quindi, e di lavoro da fare ce n’è davvero tanto soprattutto in un mercato che, nonostante gli 80 milioni di budget di cui si parlava a fine stagione scorsa, si sta costruendo soprattutto su comproprietà, prestiti ed enormi dificoltà a vendere. Iniziamo la nostra analisi dalla difesa, che vede in Storari il sostituto di Buffon e in Chiellini l’unico punto fermo su cui può contare per ora Delneri. Per l’altro centrale da mettere al fianco di Giorgione nazionale è corsa a due con Bonucci nettamente in vantaggio su Mexes. Per il primo bisogna risolvere la questione comproprietà tra Genoa e Bari prima che la “solita” Inter entri di prepotenza sul giocatore. Oggi o al massimo domani Marotta dovrebbe comunque piazzare la stoccata decisiva, mettendo d’accordo le due società. Se così non fosse, il dg virerebbe sicuro sul francese, che costa 10 milioni e che a Roma ha la strada chiusa da Juan e Burdisso.
Qui l’operazione sembra essere più semplice, ma solo perché il cartellino appartiene interamente alla Roma. Capitolo terzini: Delneri ha detto che ne servono tre, uno a sinistra e due a destra. Dopo aver alungo corteggiato Motta, Marotta ha intenzione di tornare da Zamparini per trattare Cassani, il tutto nell’ambito della comproprietà di Lanzafame. Il giocatore sarebbe ben felice di tornare nella Juve – tra le cui giovanili è cresciuto debuttando anche in prima squadra – ma ovviamente dipende tutto dalla richiesta che il Palermo farà a Madama. Posto che sia Zebina che Grygera sono sul mercato, bisogna trovare anche un’alternativa al “titolare” e Marotta potrebbe giocarsi la carta “esperienza” – il Milan è già stato sondato per Oddo – o quella del prestito – e ancora una volta il nome di Motta potrebbe tornare d’attualità. A sinistra, invece, è caos: si va da Clichy ad Aogo, passando per Van der Wiel e per la novità dell’ultim’ora Kolarov. Escludendo l’ultimo – la richiesta di Lotito ha fatto fare retromarcia persino al Real di Mourinho – il più futuribile è sicuramente Van der Wiel, su cui come sempre c’è pure l’Inter. Il ragazzo si è formato alla scuola Ajax ed è già una sicurezza nella nazionale olandese a soli 22 anni. Il problema è che è conteso dai top club europei e questo ha contribuito a far lievitare il prezzo tra i 10 e i 15 milioni. Più verosimile, quindi, che la Juve opti per uno tra Clichy e Aogo. Spostandoci quindi a centrocampo, è evidente come al fianco di Marchisio – unico intoccabile nel reparto – ci sia grande confusione.
Due tra Melo, Sissoko e Poulsen dovrebbero essere venduti, insieme ovviamente a Tiago. Gli obiettivi sono Palombo – ma la Samp non lo vuole lasciare andare – e Montolivo, che si sta mettendo in evidenza al Mondiale tanto da attirare su di sè l’interesse dell’Arsenal che avrebbe offerto 23 milioni per averlo. Dopo i colpi Pepe e Martinez, Delneri si aspetta di avere almeno un altro esterno, due nel caso si riesca a cedere Camoranesi. Gli obiettivi sono gli arcinoti Krasic ed Elia, a cui però si deve aggiungere Bastos, il laterale brasiliano del Lione che tanto piace pure all’Inter – ma che strano… – Le quotazioni dei primi due sono simili: circa 15 milioni. Mentre però il Cska vuole solo “cash” per il serbo, l’Amburgo è disposto a considerare contropartite tecniche e Poulsen e Grygera incontrano i piaceri dei tedeschi. Per Bastos, invece, la richiesta del Lione è più alta, tanto che L’Equipe nei giorni scorsi ha scritto di un’offerta di 16 milioni rifiutata dal presidente Aulas e proveniente da una delle due squadre italiane interessate al giocatore. La sensazione è che, con il Mondiale che sta facendo, per Bastos servano almeno 20 milioni. Infine l’attacco: la necessità di cedere Diego per una cifra tra i 15 e i 20 milioni è vitale per poter poi investire sul parco attaccanti. Non è un mistero, infatti, che l’unico sicuro del posto sia Iaquinta. Con Del Piero che partirà dalla panchina e Trezeguet ed Amauri in lista partenti, la necessità è quella di trovare una spalla al nazionale italiano. In pole position c’era Dzeko, ma tra prezzo – 30 milioni – e ingaggio – almeno 4 a stagione – la Juve sembra aver dirottato le proprie attenzioni altrove. In Italia per la precisione. Due gli obiettivi: Pazzini e Gilardino. Sul doriano, tutavia, c’è una sorta di veto del presidente Garrone, che non lo vuole vendere a nessuna cifra. Il bomber viola, invece, sembra essere più abbordabile, vuoi perché a Firenze si sta cambiando molto, vuoi anche perché le non splendide prestazioni in maglia Italia potrebbero aver abbassato il valore del suo cartellino al di sotto dei 20 milioni richiesti dai Della Valle fino a qualche settimana fa. Come si può notare, quindi, al 22 di giugno la squadra bianconera manca ancora di sei titolari su undici. Vero che prima di compare si deve vendere – e nella lista dei partenti c’è praticamente tutta la rosa a eccezione di Buffon, Chiellini, Marchisio e Del Piero – ma come detto all’inizio, il ritiro inizierà il 3 luglio. E se non si vuole cominciare un’altra stagione in salita, questa settimana rischia di diventare il crocevia per il mercato estivo targato Juventus.
fonte: tuttojuve.com – Alessio Fontanesi
Potrebbe essere a Milano o Torino il futuro dell’estremo difensore del Cagliari Federico Marchetti (27). Secondo le ultime indiscrezioni, il presidente rossoblu Cellino vorrebbe inserire il nazionale azzurro nella trattativa che comprende anche il difensore Astori ed i rossoneri da sempre hanno un occhio di riguardo per Marchetti stesso. All’orizzonte, però, si profila anche la concorrenza della Juventus, che si starebbe guardando intorno nel caso in cui si concretizzasse l’addio di Gianluigi Buffon.
Era stato uno dei colpi più attesi dalla sua tifoseria. E’ uno dei giocatori più rimpianti dalla sua ex squadra. E’ stata attesa per mesi la sua naturalizzazione come la panacea per tutti i mali offensivi della Nazionale azzurra. Parliamo, evidentemente, di Carvalho de Oliveira Amauri, uno dei flop più fragorosi della stagione (non solo questa in realtà) della Juventus.

Amauri-Huntelaar scambio fra giocatori
Da idolo della curva a capro espiatorio il passo è breve, soprattutto se il ruolino di marcia stagionale recita 40 presenze complessive accompagnate dalla penuria di 7 realizzazioni, ed è così che il centravanti italo-brasiliano si ritrova con il sogno mondiale sfumato e con il nome nella lista dei giocatori cedibili.
Situazione paradossale, se vogliamo, soprattutto perchè è noto che un gioco arioso e che sfrutta le fasce come quello che da sempre contraddistingue le squadre di Delneri, non potrebbe che agevolare le caratteristiche dell’ex centravanti palermitano, ma tant’è.
E’ tra l’altro notizia di oggi, quella di un avvicendamento nella procura del giocatore, gestita dal duo Pocetta-Bronzetti. Nome, il secondo, che potrebbe finire per avvicinare sensibilmente Amauri al Milan, società che al di là degli ultimi passaggi a vuoto, ha sempre palesato grande ammirazione per l’attaccante.
Si parla di un possibile scambio con Huntelaar, altro mezzo fallimento stagionale, in un’operazione che potrebbe trasformare due volti scontenti in due sorrisi grandi così…

Benitez,nuovo allenatore della Juve
Si potesse resettare l’intera stagione, un po’ come accade per quelle pellicole cinematografiche interrotte a metà del primo tempo perché giudicate poco coinvolgenti, arrotolando in strati, ben spessi, di indifferenza il contenuto osservato, la catastrofica annata vissuta dalla Juventus salverebbe, seppur a stento, quella dignità smarrita in vuoti di rendimento, da squadra provinciale, e risultati a singhiozzo collezionati sino al mese di maggio. Certo, dover fronteggiare la ricostruzione societaria, finalmente in atto, con la nomina di Andrea Agnelli a nuovo presidente, destituendo da ogni superfluo incarico l’economo Blanc, uno che per mestiere, o per vocazione, farebbe persino il testimone di nozze in matrimoni di sconosciuti pur di occupare un posto in poltrona, non avrà alleggerito il processo di rinnovamento di una formazione oramai svuotata di stimoli. Giunta al termine di un ciclo, con gran parte degli elementi in organico abbondantemente oltre i trenta anni. Pronti ad infilzare le pantofole per comode serate da trascorrere davanti ad un televisione, e non dietro ad un pallone. Il pareggio, figlio di una prestazione scialba ed assai irritante, ottenuto con il Catania, nuova colonia argentina in attesa di un riconoscimento istituzionale, se non altro, consentirà di accelerare le operazioni di mercato al momento rimaste abbozzate al fine di non distrarre la truppa, o ciò che ne resta, dall’utopistico sogno chiamato Coppa dei Campioni.
Sfumata, aritmeticamente, la possibilità di accedere nell’Europa nobile ed imperitura, quella dei milioni, del jingle sinfonico ispirato ai canoni della musica classica e degli stadi esauriti in ogni ordine di posto, in favore di un probabile, ma non ancora certo, approdo in Coppa Uefa, bistrattata persino dalla nomenclatura societaria in pectore, il principale obiettivo della dirigenza sarà quello di delineare il futuro sportivo ed economico della società. L’avvento di Andrea Agnelli, garanzia di investimento da parte della Exor, accomandita di “Famiglia” pronta a riversare ottanta milioni sul mercato, in aggiunta ai preventivabili venticinque milioni provenienti dalle cessioni dei giocatori in disuso, costituirà la pietra miliare sulla quale edificare la nuova gestione della Juventus. Che avrà in Marotta il collettore sportivo fra campo e dirigenza, ed in Gai, uomo fidato di Giraudo, grande amico e collaboratore di Andrea Agnelli, il responsabile dell’area commerciale. La scelta di Benitez, fuor di dubbio, sia per le parziali ammissioni di Roberto Bettega, ben saldo nella posizione di factotum operativo, il quale, in camera caritatis, si sarebbe attribuito gran parte dei meriti legati all’ingaggio del tecnico spagnolo, sia per la scrittura privata firmata dall’avvocato Briamonte con i legali del Liverpool. L’avvocato bianconero, uomo di fiducia dell’amministratore delegato Blanc, sarebbe infatti tornato dall’Inghilterra con la preziosa bozza, firmata, dell’accordo per la rescissione del contratto di Benitez.
In piena sintonia fra le parti in causa, grazie all’intervento economico garantito da Andrea Agnelli, autore del primo vero regalo per la sua Juventus, il presidente bianconero avrebbe assicurato al Liverpool un contributo di sei milioni, ovvero la metà della clausola inserita da Quilon, agente di Benitez, pur di liberare l’allenatore dal contratto con gli inglesi. Un intervento deciso, forse risolutore, destinato a sbloccare definitivamente gli esiti della trattativa. Ricuciti i rapporti con il Liverpool, scocciato dal corteggiamento, spudorato, da parte di Blanc nei confronti del proprio tecnico nel mese di gennaio, la Juventus potrà così annunciare l’ingaggio di Benitez entro dieci giorni dalla conclusione del campionato. Potendo esercitare, come se non bastasse, una certa pressione sullo stesso Benitez, accontentato economicamente con una munifica “buona entrata”, sul numero dei collaboratori da far traslocare sulle rive del Po. Certi gli arrivi di Paco Miguel, preparatore atletico, presumibilmente affiancato da Pintus, gradito anche allo spagnolo, Pellegrino e Macia, sembrerebbero sorgere problemi imprevisti legati al tesseramento di Lee. Oltre che di altri tre elementi stabilmente inseriti nell’organico tecnico del Liverpool, non graditi alla Juventus. Più propensa a ridare fiducia ad alcuni membri del proprio staff. Da Rampulla a Carrera, passando per Nedved ed Alessio Secco. Il quale dovrebbe, salvo clamorosi colpi di scena, abbandonare il ruolo di direttore sportivo, acquisito da Marotta, oltre che da Macia, in favore di un ritorno alle origini. Magari con un ruolo in società, meno ingombrante per l’uomo capace di richiedere Osvaldo al Bologna due settimane dopo la sua cessione all’Espanyol.
Nella lista della spesa, Rafael Benitez avrebbe scartato il pupillo Torres, giudicato costoso e, aspetto non del tutto secondario per il Manchester City, vicino al suo acquisto per la modica cifra di settanta milioni, sprovvisto di una tenuta fisica idonea a sopportare determinati carichi di lavoro, inserendo prepotentemente il nome di Dzeko. A margine della conferenza stampa di presentazione, Andrea Agnelli avrebbe garantito un grande investimento nel settore avanzato, lasciando intendere la volontà di acquistare un bomber da venti centri a stagione da un campionato straniero. Il centravanti bosniaco, gli ricorderebbe quel John Charles che tanto piaceva a suo padre Umberto, ripresentando a Torino il clone di uno degli attaccanti più forti dell’ultracentenaria storia bianconera. Con trenta milioni, cifra fuori dalla portata del Milan, la Juventus ingaggerà uno dei più prolifici, oltre che promettenti, uomini d’area di rigore in circolazione. Sbaragliando anche il Chelsea, le cui manovre sul mercato sono ingolfate da lungaggini burocratiche legate al tesseramento di calciatori extracomunitari, a differenza della Juventus meno deciso ad operare una robusta restaurazione del parco attaccanti. Mentre a Torino, complici gli addii di Trezeguet ed Amauri, come conferma l’interessamento timido del Bayern Monaco, attratto dalla possibilità di tesserare un calciatore comunitario a prezzi di saldo, Dzeko sarà soltanto la prima di numerose novità…
fonte: Alvise Cagnazzo per Nesti Channel – carlonesti.it
La Juventus cambia pelle lo manda a dire Alberto Zaccheroni, lo psico-lavoro messo in cantiere dal neo tecnico bianconero sta iniziando a dare i primi segnali, autostima in crescita, Amauri sulla strada del recupero morale dopo il gol di domenica, tatticamente si vedono i primi segnali del lavoro di Zac, ed anche Diego sembra aver trovato una collocazione appropriata alle sue qualità, l’unica cosa che infastidisce sono polemiche e veleni, il gruppo è unito ascolta il mister e risponde attraverso la dirigenza alle polemiche, da una parte c’è il Genoa che si sente defraudato, la dinamica del rigore di Del Piero ha fatto sbottare nell’ordine il pacato tecnico Gasperini, poi il vulcanico presidente Preziosi, furbate e slealtà all’ordine del giorno, pronte le repliche di Alessio Secco, che manda a dire che nel calcio bisogna accettare il bene e il male, al resto ci pensa Roberto Bettega, che replica alle polemiche giunte da casa Inter rispondendo a Mourinho con un bel guarda i problemi di casa tua, mentre a Preziosi manda a dire che proprio lui non può dare del furbetto ad Alex.
In questa stagione la Juve fa parlare parecchio di se, prima con la parabola discendente di risultati, il crollo degli obiettivi stagionali, il benservito a Ferrara, la scelta di Zaccheroni e adesso le polemiche, è bastata la prima vittoria dell’era Zac ad aprire la prima crepa nei rapporti di collaborazione nati da tempo con il Genoa, e a far riaffiorare polemiche a distanza con l’Inter.
La Juve sta cambiando pelle, la primavera vince per la settima volta il Viareggio, e anche Buffon chiede scusa per le bestemmie tutto sembra destinato a tornare sulla retta via.
Forse a qualche tifoso bianconero, sarà venuta un po’ di nostalgia. Non per la vittoria ottenuta, ci mancherebbe, era l’ovvia conclusione di un periodo troppo disastroso per essere veramente parte della storia della Juventus. Sono state, piuttosto, le rocambolesche e discutibili modalità con le quali i torinesi sono riusciti a spezzare le reni al Genoa di Gasperini a ricordare i tempi che furono, con annesse le tante perplessità del foltissimo nugolo di avversari, sia storici che momentanei.
Il rigore inesistente concesso a Del Piero (ad un paio di settimane da quello altrettanto discutibile con la Lazio), ha in un sol colpo riportato in auge le velleità di Champions bianconere, e rinvigorito e rinforzato una schiera di nemici che forse da Torino temevano di aver perso.
A partire dal Genoa, certo, e dalle durissime parole di Gasperini prima “Del Piero ha fatto una furbata”, ai concetti ancora più ficcanti e velenosi del Presidente rossoblu Preziosi: “Se devono per forza andare in Europa ce lo dicano, quanti biglietti servono: 25? 28? Che fine ha fatto la lealtà?”, passando ovviamente per l’immancabile stangata di Josè Mourinho, ormai un vero e proprio cult per gli appassionati del genere: “E’ incredibile quello che sta accadendo a favore della Juve. Prima contro la Lazio Saccani ha concesso un rigore che in Europa non darebbero mai, ora Mazzoleni che vede un penalty inesistente contro il Genoa. Meno male che non siamo in lotta con loro per lo scudetto, altrimenti sarei molto preoccupato”.
Juve, tranquilla: ti odiano ancora.






















