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Alzi la mano chi si sarebbe aspettato un mercato come quello appena terminato dalla nuova Juventus targata Andrea Agnelli, Marotta, Paratici e Delneri?
Io passo a mani basse.
Seguo con passione la squadra bianconera da 30 anni, praticamente da quando sono capace di intendere e volere. Eppure ad un mercato come questo non avevo mai assistito.
D’accordo, la drammatica stagione sportiva dell’anno passato suggeriva cambi drastici, ma mai mi sarei aspettato fino a questo punto e in questo modo.

La Juventus è la squadra che ha vinto più scudetti in Serie A
Soprattutto gli ultimi giorni di calciomercato sono stati seguiti dalla tifoseria juventina con assoluto senso di stupore ed impotenza, al punto che sono stato tempestato di e-mail e messaggi, con la mia bacheca su Facebook praticamente impazzita per le domande poste al sottoscritto.
Se andiamo ad analizzare bene l’operato della dirigenza scopriremo che, tra acquisti e prestiti con diritto di riscatto, la Juventus ha investito potenziali 100 milioni di euro nel mercato in entrata per i cartellini dei giocatori. Alla fine sono arrivati ben 11 giocatori, una squadra intera.
Quello che però resta sotto gli occhi di tutti è una cosa lampante: dei nuovi arrivi nessuno accende la fantasia dei tifosi, ne sarà in grado di poter far la differenza in futuro.
Ci sono persino bambini che si chiedono: e di chi mi compro la maglia quest’anno io?
Serviva davvero questa rivoluzione? No, parer mio, assolutamente no.
Nonostante la tragica stagione dell’anno passato le ragioni del fallimento andavano ricercate sopratutto nella catena impressionante di infortuni susseguitesi e nel fallimento tattico del cambiamento apportato da Ciro Ferrara al modulo 4-4-2 tanto caro alla Juve di Ranieri che ben aveva fatto in passato.
Non andava smembrata in questo modo la squadra che l’anno scorso di questo periodo veniva accreditata dalla maggioranza degli addetti ai lavori come potenziale candidata allo scudetto facendo parlare l’allora presidente Blanc di “terza stella”.
Andavano solo inseriti 3-4 giocatori di prospettiva e valore sopra la media, liberandosi degli ingaggi pesanti di quei giocatori ormai fuori dal progetto che ostacolavano la riprogrammazione futura.
Serviva davvero spendere quasi 10 miliardi di vecchie lire per un portiere 33enne che dovrà rimpiazzare Buffon per soli 4 mesi, avendo inoltre già in rosa Manninger?
Siamo così sicuri che Motta sia meglio di Caceres?
Vedendo l’acquisto finale di Rinaudo per completare il reparto difensivo non era forse il caso di fare un ulterione anno di contratto a Cannavaro o tenere in rosa Ariaudo?
Serviva davvero investire 12 milioni di euro su un giocatore come Martinez, di difficile collocazione tattica e di dubbia qualità?
Serviva prendere Pepe e Krasic a quelle cifre quando oltre al rientrante Lanzafame si poteva puntare di più sulla classe del talento a costo zero di Giovinco, magari richiamando Palladino e mantenendo il tesoretto per colpi di spessore?
Vedendo l’attuale De Ceglie titolare da terzino sinistro siamo così certi che la Juventus abbia fatto bene a liberarsi di Criscito e Molinaro?
Siamo certi che Candreva non sarebbe servito a questa Juventus?
Il colpo di grazia per l’umore dei tifosi è stato, innegabile, l’aver ceduto Diego per poco più di 15 milioni di euro ed aver investito la stessa somma su Quagliarella.
D’accordo, Diego non era Platini ne Zidane ma nell’attuale Juve sarebbe stato innegabilmente l’uomo dotato di più qualità.
I tifosi hanno sognato per un’estate intera la coppia Dzeko-Diego et voilà la coppia si è invece composta in Germania, proprio da quel Wolfsburg che ha sbeffeggiato la Juventus nella trattativa Dzeko. Rassegnazione.
L’unico giocatore che potrebbe apportare un minimo di qualità alla Juventus è il redivivo Aquilani.
Ma qualcuno di noi è pronto a scommettere sulla sua integrità fisica, vedendo statistiche alla mano le sue presenze in campo negli ultimi 4 anni?
La nuova Juventus è una totale incognita. L’11 titolare, sembrerà impossibile, è stato notevolmente indebolito rispetto a quello della passata stagione.
La differenza con l’Inter è praticamente rimasta immutata (distanza anni luce), mentre è nettamente aumentata nei confronti del Milan e della Roma.
E mentre l’anno scorso si partiva con speranze di scudetto, quest’anno l’obiettivo massimo potrà esser forse il quarto posto. E non è nemmeno detto sia così facile da raggiungere, guardando come si sono rinforzate le altre pretendenti, Genoa in primis.
No, i tifosi della Juventus proprio non se l’aspettavano un mercato così.
L’avesse gestito Alessio Secco, all’uomo che “preparava le distinte” nella Juventus della Triade l’avrebbero crocefisso in sala Mensa.
Marotta e Andrea Agnelli invece dicono che va bene così, contenti loro.
Alla Juve un colpo da 24 milioni alla Ibrahimovic o uno da 18 alla Robinho avrebbe fatto schifo? Hanno ritenuto fosse meglio spendere 40 milioni di euro per 3 esterni che non fanno la differenza…. Un mercato che tanto ricorda quelli dell’Inter pre-calciopoli quando si compravano 3 terzini sinistri, 4 ali destre e si sommavano giocatori di dubbia qualità, quantità e quantità. Ma per vincere, la storia insegna, servono sopratutto qualità e campioni che fanno la differenza.
La Juventus si ritrova ad iniziare la stagione con in attacco Amauri che non è mai stato un bomber, Quagliarella che non è mai stato un bomber, Iaquinta che ormai passa più tempo in infermeria che in campo e l’immortale 36 enne Alessandro Del Piero. Siamo sicuri che non sia stato un azzardo mandare via Trezeguet senza rimpiazzarlo con un adeguato sostituto?
Conclusione.
In questi giorni va molto di moda lo spot juventino per il nuovo stadio “accendi una stella”.
Vista invece la fine che fatto la Juventus rifiutata persino dai Burdisso, Di Natale, Kaladze e Borriello forse sarebbe il caso tutti di accendere…un cero!!
Fonte: Stefano Discreti per Tuttojuve
Milan e Juventus, secondo quanto riportato da Sky Sport 24, hanno raggiunto l’accordo per il trasferimento di Marco Borriello in bianconero: la formula è quella del prestito con diritto di riscatto a favore del club piemontese. Mancherebbe solo la firma del giocatore per sancire la conclusione dell’operazione.

Marco Borriello sarà il prossimo attaccante della Juventus
Parallelamente degli emissari rossoneri sono in viaggio verso Manchester, pronti a chiudere la trattativa con il City per il passaggio di Robinho al Diavolo. Nel frattempo si attende ancora la firma di Huntelaar allo Schalke 04 che, stando alle ultime indiscrezioni, non sarebbe ancora arrivata.
fonte:tuttomercatoweb
Forse a volte, le tribune sono comodi luoghi dove soggiornare e passare momenti lieti. Forse le panchine, soprattutto quelle riscaldate, o le poltroncine dell’Olimpico sono adatte per rilassarsi e magari c’è pure qualche programma con il massaggio incorporato. Fatto sta che da qualche anno, per la Juventus è diventato impossibile o quasi piazzare alcuni degli indesiderati in Italia o all’estero.

Mauro Camoranesi, giocatore dall'ingaggio importante che frena il mercato juventino
Vuoi per un motivo o per l’altro i giocatori rifiutano qualsiasi opportunità e occasione.
In panchina o in tribuna si sta comodi comodi, proprio come sul divano di casa.
Sono tantissimi i giocatori che per un motivo o per l’altro stanno rifiutando le opportunità offerte, indipendentemente dalla squadra o dal fatto che la località sia di mare, oppure no.
Prima Tiago, che per motivi di ingaggio non è ancora partito in direzione Madrid.
Poi Poulsen che l’anno passato ha rifiutato più volte le destinazioni turche e inglesi e anche quest’anno non sembra propenso ad accettarle.
Ora probabilmente alla lista dei giocatori comodi comodi a Torino c’è da aggiungere anche Camoranesi, intenzionato a rifiutare le mete della Grecia, sponda Olympiakos, sempre per motivi contrattuali.
A loro, poi, come non aggiungere Grosso e in un certo senso anche Trezeguet.
Il terzino ex campione del mondo ha rifiutato l’Atletico Madrid, mentre Trezeguet è indeciso proprio come la Juventus sulle decisioni da prendere per il futuro.
Molti, quindi, preferiranno le comode panchine, oppure le comode tribune, piuttosto che tentare nuove avventure. Su quelle panchine si trovano proprio bene, comodi comodi come se fosse un bel divano.
fonte: tuttojuve
Ecco l’interessante editoriale di Stefano Discreti per tuttomercatoweb circa il mercato e la campagna acquisti / cessioni della Juventus
Edin Dzeko.
Il giudizio finale sul mercato 2010 della Juventus dipenderà quasi esclusivamente da lui.
Se il talentuoso attaccante bosniaco l’anno prossimo giocherà a Torino, la prima campagna acquisti gestita da Marotta sarà giudicata sicuramente buona.
In caso contrario, tutte le perplessità che circondano l’operato del nuovo DG juventino rimarranno invece tali.

Dzeko,sogno dei tifosi juventini per l'attacco della Juventus
La settimana scorsa scherzando (ma non troppo) in diretta televisiva con Josè Altafini e Bruno Bernardi mi sono permesso di lanciare una provocazione sul mercato effettuato sino ad oggi dalla Juventus: “con i nuovi acquisti la panchina è sistemata, adesso serve solo di comprare i titolari!”
E’ evidente che i giocatori comprati da Marotta fino ad oggi non bastano ne a soddisfare le richieste degli esigenti tifosi juventini ne a rendere la squadra più competitiva rispetto all’anno scorso ne soprattutto ad avvicinare l’Inter.
Su Facebook ho voluto chiedere, ai tanti tifosi bianconeri che ogni giorno mi scrivono e dibattono con me, che cosa manca ancora alla Juventus per poter esser considerata una squadra vera.
E’ stato quasi un plebiscito di vedute comuni.
Partendo dalla difesa, il primo obiettivo è un terzino sinistro. Con Grosso da rottamare, la presenza del solo De Ceglie non tranquillizza nessuno e non potrebbe esser altrimenti. Ed allora i nomi più gettonati sono quelli di Clichy (”da scambiare con Melo, che non si deve più presentare a Torino!”), Taiwo, Jansen, Bale e Kolarov.
Sul versante destro, l’arrivo di Motta per ora ha generato solamente rimpianti tra quelli che caldeggiavano la conferma invece di Caceres (”Martin è uno tosto che non molla mai”)nella speranza che una volta ceduti Zebina e Grygera si possa provare poi ad arrivare ad uno tra Rafinha, Lichtsteiner o addirittura Sagna.
Al centro con l’arrivo di Bonucci piace anche l’ipotesi Mexes, ma non si pensi minimamente a sacrificare Chiellini (”Giorgio è il futuro capitano della Juventus”). Le altre alternative sono per tutti i gusti, si va dall’usato sicuro di Marquez, passando per i giovani Sakho e Ranocchia, sino ad arrivare all’ex prodotto del vivaio bianconero Masiello.
A centrocampo pochi dubbi. Serve un regista ad ogni costo “si sono dimenticati che abbiamo giocato un anno con Melo a fare lanci lunghi?” o ancora ” ma se lo ricordano che abbiamo comprato Poulsen invece di Xabi Alonso?” Le certezze in questo reparto centrale sono Marchisio e Sissoko, quest’ultimo che ha pagato solo un’annata sfortunata ma di cui i tifosi non vogliono fare a meno. Discorso diverso invece per Melo, al quale i tifosi augurano di non presentarsi più a Torino.
Ledesma, Montolivo, Gago, Lassana Diarra, Hernanes, lo stesso Xabi Alonso i nomi più gettonati ma non sono pochi a domandarsi il perché del mancato riscatto di Candreva.
Per quanto riguarda le fasce, Pepe, Martinez e Lanzafame non accendono per niente i sogni dei tifosi. Ci vuole ben altro. L’extracomunitario Krasic ormai è passato in secondo piano perché “Dzeko ad ogni costo” e allora sono i nomi di Joe Cole, Elia, Mata, Elano, Ozil, Hamsik a scaldare ma c’è anche chi si accontenta dei giovani Schelotto o Dzsudzsák.
Resta allora l’attacco e come già scritto c’è un obiettivo unico all’unanimità.
Alternative a Dzeko sono comunque Benzema (”ma si dovrebbe ridurre l’ingaggio”), Suarez, Van Persie (”scambiamolo con Melo” ), Adebayor, Forlan e Maxi Lopez. In merito a quest’ultimo nome mi viene però da fare un’osservazione: se Lo Monaco è riuscito a sfilare 12 milioni di euro a Marotta per il 27enne Martinez, quanto chiederebbe per il 26enne argentino? Si rischia assolutamente una nuova trappola “sola” Corvino-Melo.
Per il ruolo di seconda punta i tifosi non hanno dubbi, fiducia a Diego che “quest’anno ci stupirà”.
Quindi nonostante si sogni l’approdo di Dzeko, quasi nessuno è più disponibile a sacrificare Diego pur di averlo. Questo nuovo ruolo “alla Doni” o “alla Cassano” disegnato da Del Neri per il talento brasiliano in casa Juve piace praticamente a tutti.
In conclusione, un riepilogo per rendere più facile la lettura ai vertici dirigenziali bianconeri.
Per rendere felici i tifosi juventini quest’estate basta solo togliere dal mercato Diego, Sissoko e Chiellini, comprare Dzeko ad ogni costo e insieme lui anche un terzino sinistro, un regista ed un’ala di qualità.
Chiedono troppo? Dopo quanto subito con Calciopoli e i successivi 4 anni di gestione fallimentare di John Elkann, proprio no.
Caro Presidente Andrea Agnelli, visto che ti piace ripetere spesso verso i tifosi “la Juve siete voi”, allora ascoltali davvero questi tifosi, ascolta la voce di chi ama veramente la Juve incondizionatamente e ne sogna il ritorno nei posti dove merita.
Perché dopo tutte queste aspettative e speranze, veder arrivare poi gente come Ziegler, Manfredini, Padoin, Rivas, Palombo, Guberti, Gilardino o Pazzini i tifosi proprio non lo sopporterebbero!
fonte: Stefano Discreti per tuttomercatoweb
In conferenza stampa, alla vigilia della prima amichevole estiva, che la Juventus giocherà domani a Pinzolo contro una rappresentativa della Val Rendena, Luigi Del Neri fa il punto sul mercato: “Abbiamo portato nuovi elementi che facessero al caso nostro e ora mancano anche molti Nazionali. La rosa andrà ampliata nei settori che al momento sono deficitari, ma spendere per spendere, meglio tenere i giocatori che già abbiamo perché sono un patrimonio che non vogliamo disperdere. La gente ci ama e questo è importante. Vogliamo ricambiarli creando una squadra che abbia cuore, che lotti e che sudi. Vogliamo che la Juve sia una squadra di calcio”.

Gigi Del Neri, nuovo allenatore della Juve, promette una campagna acquisti per la Juve oculata
Poi il tecnico bianconero torna a parlare di Diego: “Deve potersi muovere sul campo liberamente, con pochi compiti tattici. Credo sia più una punta che un centrocampista. Un paragone con Cassano? A me sembra che ricordi più Doni, per parlare di un altro giocatore che ho allenato, anche se Cristiano è più attaccante. Diego è molto bravo quando ha spazio e può attaccare la porta frontalmente. Mi è parso molto volitivo e potrà avere spazio, come tutti del resto. Ho visto molto motivati i ragazzi più giovani, così come Trezeguet e i giocatori che sono al centro delle voci di mercato. Queste però non mi toccano, io sto monitorando tutti”.
Infine, sugli obiettivi stagionali, il tecnico bianconero spiega: “L’importante è trovare la mentalità per lottare. A quel punto non ci sono risultati che non si possano raggiungere. Dobbiamo avere degli obiettivi e creare una squadra che abbia un’identità e una resa importante. Basta dire Andrea Agnelli, per capire cosa rappresentiamo. Abbiamo tutti grande fiducia nel presidente, nella dirigenza e nella dirigenza e dovremo portare quella stessa mentalità sul campo”.
fonte:calciomercato.com
Siamo rimasti tutti un po’ perplessi nel leggere sulla “Gazzetta dello Sport”, il quotidiano sportivo più celebre d’Italia, che il Milan era a due passi da Honda. Abbiamo pensato che forse Adriano Galliani avesse cambiato strategie sul mercato e volesse portare a termine delle operazioni mediatiche, più che calcistiche. Partendo dal presupposto che Honda è un buon giocatore, bisogna chiedersi se il Milan stia costruendo una squadra per puntare ai primi posti oppure abbia deciso di ridimensionare tutto.

Galliani sembra esprimere correttamente lo stato d'animo dei tifosi milanisti: con le mani fra i capelli
Percorriamo la via di mezzo, con l’augurio per la società di Via Turati che, durante il percorso, non ci siano numerosi intoppi per Max Allegri. Possiamo tranquillizzare i tifosi rossoneri: Honda non arriverà al Milan. Era un tranello, un’operazione di marketing, perché Galliani sta trattando i diritti televisivi con il Giappone; grazie a questa notizia (non confermata da nessuno e ripresa da pochissimi organi di informazione il giorno dopo la pubblicazione sulla rosea) potrebbe salire il prezzo della trattativa. Svelato l’arcano, possiamo occuparci di un problema molto più grave che riguarda l’A.S. Roma. Oggi è il giorno decisivo, può accadere di tutto. La famiglia Sensi ha gettato le basi per un addio pieno di tristezza, con il cuore in mano, ma inevitabile. Papà Franco da lassù starà vedendo tutto.
Quella squadra che per lui ha significato gioie (calcistiche) e dolori (economici). I Sensi si sono svenati per quei due colori. Hanno vinto e hanno avuto sempre grande dignità: l’ultimo campionato è stato emblematico dell’organizzazione e della fantasia sul mercato. Brava Rosella, bravissimi Ranieri, Pradè e Conti. Si volterà pagina, molto probabilmente, ma sarebbe bello e giusto vedere i tifosi della Roma dire almeno un “grazie” a questa famiglia, che ha anteposto il bene del club a quello personale. In quanti lo avrebbero fatto? Aspettiamo oggi e poi vedremo. Se la Dottoressa Sensi dovesse realmente uscire di scena, Unicredit entrerebbe in possesso del 100% delle quote societarie. Il giorno dopo, il Dottor Profumo, con o senza advisor, metterebbe sul mercato il primo 50% di azioni; tutto ciò prevedrebbe una scaletta di vendita fino al 2012/2013, anno in cui la banca dovrebbe uscire definitivamente di scena. Si cerca un nuovo patron. In molti hanno fatto dei sondaggi, ma uno solo, per il momento, ha dato un occhio ai libri contabili: Giampaolo Angelucci, il re delle cliniche laziali e pugliesi. Questi, che possedeva il 3% di Unicredit, è a capo di un impero, ha la barca più bella della Sardegna e probabilmente una voglia matta di entrare nel mondo dorato e pericoloso del calcio, ma c’è un solo problema: in famiglia non tutti sono favorevoli a questa nuova avventura. Vigileremo, ma vi preannunciamo che è un gran caos.
Meglio soffermarsi sul mercato della Juventus: 52 milioni spesi lo scorso anno, 24 quelli che già sono partiti in questa sessione estiva. La Juve è l’unica società che spende, l’unica che con un mercato intelligente potrebbe costruire qualcosa di importante per il futuro e rendere così maggiormente equilibrato il nostro campionato. La strategia di Marotta è interessante, ma in bianconero arrivano troppi calciatori validi e pochi campioni. Oggi Krasic tornerà a Mosca. Il campionato russo riprenderà con la dodicesima giornata, dopo la sosta mondiale.
In chiusura, un’osservazione sulle decisioni fuori luogo del Presidente Federale Giancarlo Abete. Passi il fallimento agli europei ed in Sudafrica, passi la figuraccia rimediata per l’assegnazione di Euro 2012 ed Euro 2016, ma come si fa a cambiare le regole del gioco, quando il gioco è già cominciato? La normativa degli extracomunitari sembra un rompipallone di Gene Gnocchi: simpatico ed irriverente. Adesso potrebbe far marcia indietro, perché la Lega e tutti i 20 club di serie A sono sul piede di guerra. Abete deve capire che lo sport italiano è in mano al calcio ed il calcio italiano è in mano alla serie A. Il filo è sottilissimo e di questo passo rischia di spezzarlo.
fonte: Michele Criscitiello per tmw
Cambiare le regole, quando il “gioco” è già cominciato, è sempre poco edificante, ed è il caso della riduzione da 2 a 1 degli extra-comunitari.
Il problema, per la Juve, non riguarda Dzeko e Klasic, perché era previsto arrivasse solo il primo, ma altre strategie già in fase di gestazione.

Krasic alla Juventus sembrava un affare già fatto: salta tutto?
L’acquisto del bosniaco è fondamentale per trasformare un mercato da 6,5 in un mercato da 7,5: guai se non avvenisse.
Resto sempre in attesa di capire chi giocherà, nel 4-4-2 di Delneri, come terzino sinistro. La rosa può essere questa? Augo (Amburgo), Contento (Bayern), N’Zogbia (Wigan) e Riera (Liverpool).
Fonte: di Carlo Nesti per nestichannel – carlonesti.it
Dopo una stagione fallimentare e una rivoluzione in sede di mercato ancora da completare, ieri la Juventus si è radunata al Principe di Piemonte. Tante le assenze, quasi tutte giustificate. Non lo era quella di Diego. Il brasiliano, causa coincidenze aeree, è infatti arrivato in serata. Il trequartista, tanto criticato e tanto discusso, così facendo non ha fatto che contribuire ad attirare a sè ulteriori malcontenti. Invece di partire col piede giusto con Delneri, si presenta qualche ora dopo come se non avesse nemmeno voglia di partire col gruppo per Pinzolo.

Diego, clamoroso flop juventino, atteso ad un pronto riscatto in questa nuova stagione
Oggi è iniziato il ritiro e gli interrogativi sono tanti. I principali riguardano proprio l’ex giocatore del Werder. Resta o parte? Se rimane a Torino potrà giocare nel modulo di Delneri? Diego non sembrerebbe proprio dell’idea di giocare ancora per la Juventus. Questo è quello che è trapelato ieri: quando gli è stato chiesto se fosse sua volontà quella di restare, il fantasista ha risposto svogliatamente “non lo so”. Risposta che lascia poco all’ immaginazione. Diego vuole cambiare aria: è stufo di Torino, non ha più stimoli e non crede in un suo rilancio in Italia.
Oggi è a Pinzolo ma è molto probabile che, se da parte sua non arriverà un cambio di rotta nell’atteggiamento ma soprattutto nel rendimento, Ribas da Cunha Diego potremmo vederlo presto indossare un’altra casacca. E a Torino non sarebbero in molti a versare lacrime per la sua partenza.
Fonte: di Davide Russo de Cerame per Telelombardia – qsvs.it
I soldi son finiti, non ci resta che piangere. E non ci resta che affidarci alle idee. Quelle sono tante, milioni di milioni. Come tanti sono i giovani dirigenti che saranno famosi, ci affidiamo a loro per colmare il gap con l’Europa che avanza. Piero Ausilio e Fabio Paratici: svegli, rampanti, gli occhi anche dietro la schiena, un passato da osservatori privilegiati, un futuro da manager, Inter e Juve possono stare tranquille, è roba buona. Oggi lavorano ai fianchi di Marco Branca e Beppe Marotta, sono gli uomini più fidati, quelli che hanno costruito i successi giovanili di Inter e Samp.

Massimo Moratti, presidente dell'Inter campione d'Italia
Ausilio sarà per Moratti l’erede di Oriali, Paratici invece sarà il rimpianto di Garrone e per portare Pazzini alla Juve adesso Marotta dovrà fare gli straordinari. Ausilio e Paratici, il nuovo che avanza, il compito adesso di non sbagliare la pagella tecnica dei più grandi, una bella responsabilità. Ma anche una scommessa da vincere per raggiungere presto il livello di chi -come in Germania- ha costruito per esempio un vero e proprio trionfo. Vi stupisce Ozil ? Non fermatevi ai successi tedeschi in Sudafrica.
Pensate a questo dato e capirete perché: la Germania è campione in carica under 17 e under 21, in più la prima squadra ha un’età media che può durare ancora almeno per un mondiale sfiorando appena i trent’anni. E’ora dunque di metterci al passo, di lanciare Destro e i suoi fratelli, di puntare sul vivaio come ha fatto Guardiola con il Barcellona, come fece il primo Milan della triade Berlusconi-Galliani-Sacchi. C’erano gli olandesi è vero, ma c’erano anche quelli cresciuti in casa che hanno fatto la storia (Baresi, Costacurta, Maldini, Donadoni, Tassotti, mi perdoneranno quelli che non ho citato) e adesso ci vorrebbe lo stesso coraggio per rischiare un’altra rivoluzione. Per far vincere le idee contro la crisi, è l’unica soluzione. Nel frattempo, aspettiamo i soliti colpi.
Aspettiamo che Maicon vada al Real (perché ci andrà) e che Kolarov lasci la Lazio, speriamo rimanga nel nostro campionato: Del Neri lo ha messo in cima alla sua lista di terzini sinistri, la Juve ha memorizzato e prende però in considerazione anche altre ipotesi per non farsi trovare spiazzata. Coentrao, Taiwo, Clichy, l’erede di Grosso dovrebbe uscire da questa lista, così come l’erede di Maicon non sarà un altro specialista della fascia destra ma di quella opposta. Il sogno porterebbe a Londra, sponda Tottenham, fa rima con Bale, il massimo in quel ruolo. Se l’Inter lo prende, saremo pronti ad alzarci in piedi per la standing ovation. Sarà dura e allora la sfida con la Juve si ripeterà per Kolarov (attenzione anche a City e Real) e forse per Taiwo, Bastos infatti è considerato troppo offensivo, come Vargas. Che a questo punto rischia seriamente di restare a Firenze. Resterà a Napoli invece Fabio Quagliarella: il gol, quel gol, l’accoglienza della sua gente, le lacrime, la voglia di imporsi ancora nell’azzurro del suo cuore valgono più dei milioni –tanti- offerti dai russi. Lì i soldi non son finiti. Ma non potranno mai comprarsi l’anima e l’orgoglio dell’unico italiano che per un attimo ci ha fatto dimenticare la crisi del nostro calcio.
Secondo Tuttosport sarebbe Riccardo Montolivo il grande obiettivo della Juventus per il centrocampo della prossima stagione. Il ragazzo di Caravaggio, splendido protagonista in un Mondiale fino a qua deludente per il resto degli azzurri, piace da matti a Luigi Delneri e Beppe Marotta farà di tutto per accontentarlo.

La Juve stà cercando di cedere Diego per poter comprare nuovi giocatori
La Juventus vuole liberarsi di Diego, e l’ultima idea è quella di offrirlo all’Amburgo per arrivare ad Elia ed Aogo. Il fantasista ex Werder Brema però non ne vuole sapere e accetterebbe un trasferimento solo in società come Manchester United o Bayern Monaco
fonte:tuttomercatoweb






















