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Ecco un articolo tratto da Tuttomercatoweb, a firma di Pierpaolo Marino, in cui l’ex direttore sportivo del Napoli assegna i voti alla campagna acquisti delle 20 squadre di Serie A a poche ore dalla fine della sessione estiva di Calcomercato .
Michele Criscitiello mi esorta a dare voti e giudizi alle campagne acquisti delle società di Serie A, a meno di 24 ore dalla chiusura del calciomercato. Non è un esercizio che mi piace, anzi, lo detesto, però il Direttore conosce bene cosa voi tutti volete leggere ed allora mi faccio violenza e per accontentarlo e, spero, fare felici anche voi lettori. Scrivo di getto, lasciando andare la penna più veloce del pensiero. Ne viene fuori una classifica, in cui i voti sono assegnati in proporzione alle possibilità di investimento ed ai bacini d’utenza dei club, nonché alle performance sportive cui le varie società devono, per blasone, mirare. Dopo la classifica, i giudizi servono a spiegare i voti.

Pierpaolo Marino, ex direttore sportivo del Napoli e grande esperto di calciomercato
Non posso, però, esimermi dal ringraziarvi per la passione e la costanza con cui seguite questo editoriale. La redazione di TMW mi comunica l’ennesimo record di lettori dell’ultima rubrica del “Calcio SottoMarino”. Avete battuto ogni primato e la capienza del nostro e vostro stadio virtuale ha dovuto raggiungere 130mila posti. Di questa attenzione che voi dedicate all’editoriale, mi sento orgoglioso e ricambio con 130mila grazie diretti ad ognuno di voi. Naturalmente è mio dovere ringraziare anche e soprattutto l’editore, il direttore, nonché tutta la redazione di Tuttomercatoweb.com, per lo straordinario e meraviglioso veicolo di comunicazione che, grazie al loro incessante lavoro, è diventato questo portale.
Classifica calciomercato 2010 ad un giorno dalla chiusura:
1° MILAN – VOTO 10
2° GENOA – Voto 8
3° PALERMO – Voto 7.5
4° LAZIO – Voto 7
5° BARI – Voto 6.5
CATANIA – Voto 6.5
PARMA – Voto 6.5
8° CAGLIARI – Voto 6
CHIEVO – Voto 6
FIORENTINA – Voto 6
JUVENTUS – Voto 6
NAPOLI – Voto 6
ROMA – Voto 6
SAMPDORIA – Voto 6
UDINESE – Voto 6
16° BOLOGNA – Voto 5.5
BRESCIA – Voto 5.5
INTER – Voto 5.5
19° CESENA – Voto 5
20° LECCE – Voto 4.5
1° MILAN – Berlusconi, vittima degli ingrati cori di fine stagione, da parte della tifoseria rossonera, risulta il vero re del mercato 2010. Bravissimo anche Galliani per la sagacia ed il tempismo dimostrati. La squadra si è rinforzata quasi in ogni reparto. Ibrahimovic è il vero grande colpo del mercato europeo 2010. Questa operazione è stata grandiosa, sia da un punto vista tecnico, che da un punto di vista economico. Se, alla fine, dovesse arrivare anche Robinho, al 10 aggiungo anche la lode.
2° GENOA – Preziosi vende tanto e compra molto e bene. Alla fine dei giochi mette a disposizione di Gasperini una rosa competitiva e ben equilibrata. Se il tecnico genoano saprà trovare la giusta miscela per aumentare, rispetto allo scorso campionato, il rendimento esterno della squadra, il Grifone può essere la vera sorpresa.
3° PALERMO – Strategia intelligente. Squadra giovane e con talenti che qualche grande squadra non ha. E’ partito Cavani, ma viene giustamente promosso il talentino Hernandez, arrivano, poi, altri due buoni attaccanti che rispondono ai nomi di Maccarone e Pinilla. Non dimentichiamo che il reparto offensivo è completato dal piccolo grande Miccoli. In difesa parte il biondissimo Kjaer, ma l’argentino Munoz potrebbe sorprendere tutti. A centrocampo, è stata costruita una squadra con gamba e qualità.
4° LAZIO – Sotto le sagge direttive di Reja, ha portato a termine un mercato logico e ben bilanciato da un punto di vista finanziario. Riscatta Floccari, “ricompra” Ledesma, mette le mani sul “Profeta” Hernanes e completa l’attacco con un bomber tecnico, elegante e possente come Roque Santacruz. La sola “dolorosa” partenza, quella di Kolarov, viene ben gestita dal punto di vista economico, tanto che, da sola, riequilibra una buona parte dei costi per le acquisizioni. Centrocampo fortissimo, attacco competitivo. Una sola grande perplessità, la discontinuità di Muslera.
5° BARI – Due grandi imprese, i riscatti di Almiron e Barreto. Perde, in un sol colpo, due giganti come Bonucci e Ranocchia, ma quasi non se ne accorge con lo spostamento dall’esterno verso il centro di Andrea Masiello. Inoltre, arriva il grintoso e granitico Rinaudo. L’acquisto di Ghezzal è un’altra mossa molto intelligente.
CATANIA – Mantiene, in pratica, l’intelaiatura dello scorso anno (e non è poco). Nello “scambio” tra Gomez (vera e propria scommessa di Pietro Lo Monaco) e Martinez (partito per Torino), fa il miracolo di portare a casa oltre 10 milioni di utili. Antenucci, se riconfermato, anche dopo ultime ore di mercato, può essere una lieta sorpresa.
PARMA – Giovinco è la stella di una campagna acquisti logica e talentuosa. Candreva, pupillo di Pasquale Marino, costituisce la chiusura col botto.
8° CAGLIARI – La squadra di Cellino merita la sufficienza per le tante riconferme importanti ed un’operazione pesante che comporta l’uscita dell’impalpabile e troppo difeso Larrivey a vantaggio del più pragmatico Acquafresca.
CHIEVO – Perde Pinzi, una pedina importante, ma riconferma i migliori giocatori già in organico (Pellissier su tutti). Ottima la scelta di Pioli per la conduzione tecnica.
FIORENTINA – Ottimo l’acquisto di D’Agostino. Cerci e Boruc sono le ultime, in ordine di tempo, due scommesse di Corvino. Se Mutu non risolverà la miriade di problemi che lo assilla, al momento manca una punta dello stesso livello del rumeno. Non è stato rimpiazzato l’infortunato Jovetic.
JUVENTUS – Tanti giocatori acquistati, ma nessuno in grado di far compiere un vero salto di qualità alla squadra. Si è perso inutilmente tanto tempo per rincorrere Dzeko. Troppo lungo quel mese di ibernazione dalle trattative a cavallo tra la fine di luglio e la prima metà di agosto. Troppi milioni spesi per Krasic, Storari, Martinez, Motta e Pepe. L’acquisto di Quagliarella è stato quasi estemporaneo. Si voleva rifondare la squadra con campioni animati da nuovi stimoli, ma, a Bari, non si sono viste né la qualità né le motivazioni dei nuovi. Non resta che sperare nell’arrivo in extremis di Borriello e nelle capacità di Delneri di dare un’impronta di gioco collettivo alla squadra, perché i fuoriclasse che già hanno in organico le altre due concorrenti dei bianconeri, vale a dire Inter e Milan, non sono per ora arrivati.
NAPOLI – Grande colpo l’acquisto di Cavani, ma il suo arrivo comporta la traumatica partenza di Quagliarella. A centrocampo, arriva Yebda, ma parte Cigarini. La rinuncia (dolorosa secondo il sottoscritto) a Denis apre la porta a Lucarelli, mentre Josè Ernesto Sosa arriva come una sorta di vice Lavezzi (con meno gamba) o di vice Hamsik (con meno geometria). Se non ci saranno, oggi, altri arrivi, la rosa si è molto ristretta, proprio mentre la squadra conquista il diritto a partecipare alla faticosa fase a gironi dell’Europa League. Dimenticavo, che anche Dossena, va considerato alla stregua di un nuovo acquisto, visto che, nello scorso campionato, aveva giocato poco perché non era in condizioni fisiche decorose.
ROMA – Il 6 è dovuto al probabile arrivo di Borriello. Se il bomber rossonero dovesse invece prendere la strada per Torino, non sarei in grado di dare un voto al mercato della società capitolina. Non posso però esimermi da dedicare un encomio solenne a Ranieri ed a tutti i dirigenti della Roma, per la serietà, la professionalità e l’abnegazione che hanno dimostrato in un momento societario così delicato e difficile.
SAMPDORIA – Il mercato blucerchiato merita la sufficienza per quelle che, al momento, sono le riconferme del tris d’assi Pazzini, Cassano, Palombo. Questi fuoriclasse, con la loro permanenza, equivalgono a tre grandi colpi di mercato, altrimenti…
UDINESE – Molti milioni, intelligentemente incassati da cessioni arrivate al momento giusto ed al prezzo migliore (Pepe, Motta, D’Agostino). Il ricavato, come sempre, incentiverà la saggia politica di investimenti futuri. Il gradito ritorno di Guidolin e l’arrivo di un bomber Denis sono i veri colpi in entrata, mentre la sorpresa positiva potrebbe essere costituita dall’acquisto del colombiano Armero.
17° BRESCIA – Troppo poco gli acquisti dei pur talentuosi Diamanti ed Eder per garantire la giusta competitività per una salvezza tranquilla.
BOLOGNA – Grande coraggio e determinazione nelle scelte dei giovani acquisti. Tuttavia non assegno la sufficienza perché i Felsinei perdono un tecnico come Colomba che conosceva a menadito la chimica della squadra e della città.
INTER – Moratti, decide di vivere di rendita, sugli indovinati e generosi investimenti degli anni scorsi, per affrontare le sfide che vedono i nerazzurri obbligati a vincere in tante competizioni. La partenza di Balotelli è tecnicamente e praticamente indolore. La vera scommessa e quindi anche l’incognita, è il placido Benitez, che sembra troppo compassato, per una squadra che, in Europa, è tornata a vincere solo quando Mourinho ha generato corrente ad alta tensione…
19° CESENA – Le uniche note positive sono le riconferme dei due talenti Giaccherini e Schelotto. Basteranno, insieme all’entusiasmo delle prime giornate del tanto desiderato ritorno in Serie A?
20° LECCE – Tanti acquisti, ma non tutti di eccelsa qualità. La squadra, per essere competitiva per la salvezza, resta incompleta in ogni reparto. Appare solo “romantica” la mossa Chevanton.
fonte:tuttomercatoweb
Dopo il 4-0 del Milan rifilato al Lecce nella prima di campionato, Silvio Berlusconi ha scelto di festeggiare con una cena assieme ad Adriano Galliani, all’allenatore Massimiliano Allegri e agli altri ospiti, come il direttore del Tg4 Emilio Fede in un ristorante nei pressi della Stazione centrale di Milano, consueto ritrovo dei rossoneri. Non è escluso che a cena si sia discusso anche di un nuovo colpo di mercato dopo l’arrivo di Ibrahimovic.

Robinho, giocatore che interessa molto il Milan e che Berlusconi stà per regalare ai suoi tifosi per una campagna acquisti faraonica
Il nome più caldo e’ quello dell’attaccante del Manchester City Robinho, che potrebbe arrivare qualora oltre a Huntelaar, in procinto di trasferirsi in Bundesliga, dovesse essere ceduto anche Borriello. Intanto sarebbero già state fissate le visite mediche di Kalaze con il Genoa, il cui presidente Enrico Preziosi si trova a cena nello stesso ristorante.
All’esterno del locale si è radunata anche una trentina di membri della Curva Sud del Milan che durante la partita col Lecce si è praticamente riappacificata con Berlusconi e la società ringraziandoli per l’acquisto di Ibrahimovic.
fonte:tuttomercatoweb
Lo avevamo scritto in tempi non sospetti, quando il campionato ancora doveva finire: non è un auto-elogio, ma solo la testimonianza che marcare l’agente più scatenato del mercato alla fine paga, esattamente come successo con l’affare Balotelli-City. Tra Zlatan Ibrahimovic ed il Milan, la passione è ormai travolgente: restano gli ultimi 10 giorni di mercato per trasformare la scappatella in matrimonio, con buona pace di tutte le parti. E’ un affare complesso più che complicato, le tessere da far quadrare sono tante ed il mercato insegna che gli affari a più firme ed incastri spesso saltano per minimi dettagli: eppure questa volta sembra davvero che il puzzle sia facile da costruire.
Ibrahimovic, sempre più vicino al Milan
Il Barcellona ha chiare le esigenze del Milan e quelle del giocatore: il prestito con diritto (obbligo?) di riscatto è la formula giusta, quella usata ormai in tutta Europa per camuffare gli acquisti a titolo definitivo ma con pagamenti dilazionati negli anni, con il famoso metodo spalmaperdite. Per il Barcellona, la cessione di Ibra sarebbe un salasso al bilancio: qualunque sia il prezzo che il Milan riuscirà a strappare (si parla di 6 milioni subito, 10 entro il 30 giugno 2011, 8 entro il 2012), per i blaugrana si creerà una minusvalenza, visto che lo svedese è vittima di una ipervalutazione economica avuta 12 mesi fa per massimizzare la plusvalenza Eto’o. Se c’è una società che può permettersi queste operazioni però, è proprio quella di Rosell: il Real ha cannoneggiato con Ozil, Guardiola punta i piedi e chiede un esterno d’attacco a completare il tridente con Messi e Villa, un uomo che ben si abbini al Tiki-Taka, la versione catalana del Futbol Bailado. Piacciono Neymar e Ganso, ma a Barcellona bruciano ancora le piaghe Riquelme-Quaresma & co: Rosell, ex presidente della Nike in Spagna, punta tutto su Robinho che della casa americana è un testimonial di spicco, esattamente quello che manca nell’attacco blaugrana firmato Adidas.
Guardiola chiude un occhio (avrebbe preferito un carattere più gestibile), Mancini gioisce: forse con la cessione del brasiliano si può regalare ancora un puntello. Gioiscono anche e soprattutto il Milan ed Ibrahimovic, che a quel punto avrebbero la strada spianata: ci sarebbe ancora qualche problema non di poco conto, in primis l’ingaggio da quasi 12 milioni di euro netti. A sostegno, stranamente, può arrivare la Fininvest, o meglio Mediaset: nella guerra all’abbonamento, la paytv satellitare ha piazzato il colpo Pato come testimonial, quella terrestre può rispondere con lo svedese, storico volto di una delle più riuscite pubblicità dell’azienda di Cologno, ai tempi dell’Inter. In pratica un paio di milioncini ce li metterebbe indirettamente Piersilvio, tra un’ospitata a “C’è posta per te” ed un giro da Chiambretti: a quel punto però un sacrificio dovrà farlo anche Ibra, che anche solo con uno sconto del 10-15% può agevolare non di poco il Milan, scendendo così a livelli non lontanissimi da Pirlo e Ronaldinho. L’ultimo nodo, la famosa variabile capace di far saltare tutto, è il famoso Huntelaar su cui però sta lavorando addirittura Raul: l’ex fuoriclasse del Real, in nome dei bei tempi (sei mesi, ma intensi) con la maglia blanca, starebbe spingendo sull’olandese per il trasferimento allo Schalke, dove il numero 7 si è ben ambientato, ma rischia di morire in fretta di solitudine, visto l’inadeguatezza delle spalle d’attacco.
A quel punto il Milan stravincerebbe, potendosi concentrare su un ultimissimo ritocco che trasformerebbe il mercato 2010 nella migliore sessione d’acquisti post 2002: un terzino di spinta, a patto che costi poco e che parta uno tra Jankulovski e Kaladze. Chi vuole stravincere direbbe addirittura Maxwell: se n’è parlato, ma sarebbe un problema in più da mettere sul fuoco. Il tempo stranamente gioca per i rossoneri: ha più fretta il Barça, che rischia di perdere già il suo primo trofeo con il Siviglia, di acquistare un altro attaccante, che il Milan di regalare Ibra ai suoi tifosi. A proposito, i tifosi. Se qualcuno avesse dei dubbi, tecnici, tattici o caratteriali che siano sullo svedese, pregasi di analizzare un dato: Ibrahimovic ha vinto gli ultimi sette campionati nazionali a cui ha preso parte tra Olanda, Italia e Spagna. Non si sposa bene con Pato e Ronaldinho? Spaccherebbe lo spogliatoio di Milanello? “Ma lascia stare” risponderebbe il gigante con aria annoiata: esattamente come faceva tra Uma Thurman, Topolino ed il Dottor House in quel famoso spot che rischia di tornare a breve di grande moda.
fonte:tuttomercatoweb
C’è un equivoco di fondo nei sentimenti di chi ha a cuore il Milan, in questa estate di vacche anoressiche. Un equivoco che crea tensioni, divisioni, spaccature profonde nella tifoseria e che raggiungono picchi anche cruenti, sia pure solo verbali. Da una parte chi sostiene la squadra a prescindere, quelli che il Milan viene prima di tutto, non importa chi ci giochi. Dall’altra chi è profondamente deluso, sfiduciato e incredulo rispetto a una campagna acquisti che ha avuto solo un paio di grandi acquisti, Fede e Speranza, prima dell’ultimo “botto”, Carità (Boateng, grazie al Genoa, società di cui via Turati sembra essere diventata gemella, o satellite per i meno ottimisti).
Sembra che chi tifa comunque Milan senza scagliarsi contro Berlusconi o Galliani, sia una scimmietta che non vede, non sente, non parla, una specie di lobotomizzato incapace di prendere una posizione contro una società che ha smantellato ambizioni, programmi, progetti. Sembra, per contro, che chi invece non accetta l’idea di una società distaccata, una squadra dimessa fatta con gli scarti di Preziosi, gli svincolati del Chievo e un fantasma americano, sia un disfattista, un rivoluzionario (o un tifoso “non evoluto”), uno che non ha a cuore i colori rossoneri. Il dibattito tra le due fazioni è fitto di insulti, acredine, ha toni più accesi che in politica. Dove, guarda caso, in assenza ormai da decenni di statisti, programmi, riforme, la dialettica è da cortile.
L’equivoco di fondo è che entrambe le componenti hanno a cuore eccome il Milan, il suo destino. Non ci sono dubbi che sugli spalti tutti si comporterebbero alla stessa maniera, nei confronti di un allenatore entusiasta e una squadra rattoppata alla meno peggio ma pur sempre ricca di talenti senza eguali. Ma è un fatto che nella passata stagione, anche quando sembrava che le ciance di scudetto fossero più di una chimera, a San Siro non ci andavano in molti.
Il tifoso milanista travolto da Felice Colombo e Giussy Farina, andò in B riempiendo tutti gli stadi d’Italia per 2 stagioni, senza battere ciglia se non d’amore. Non è colpa dei reazionari non evoluti se invece, da 25 anni, sono stati abituati a un Presidente che voleva il Milan ai vertici dell’Italia, dell’Europa e del mondo e di conseguenza agiva. Togli l’aragosta al ricco e si incazzerà assai più del povero al quale togli il tozzo di pane, perché quest’ultimo è più abituato agli stenti, ad arrangiarsi. Ma il conflitto tra il ricco e il povero sarà sempre più aspro.
Basterebbe poco, basterebbe spendere due lire per Fede e Speranza senza attendere che siano svincolati. Basterebbe andare di persona a spendere due lire dal Portsmouth retrocesso invece di aspettare Carità via Genoa. Sarebbe tutto più semplice, tutto più chiaro, si metterebbero il cuore in pace le scimmiette e i disfattisti. Invece viene detto loro, mentre litigano furiosamente, che sapranno solo “tra 4 anni i perché di questa santa alleanza tra Milan e Genoa”. Possibilmente, non dovendolo leggere tra i saluti di una cartolina dalle Bahamas. Grazie.
Fonte: editoriale di Luca Serafini per MilanNews.it
Prima della partenza per Londra, il tecnico del Milan ha parlato del mercato rossonero ribadendo che questa squadra ha bisogno di un rinforzo sulla linea mediana del campo per essere competitiva in Italia ed Europa: “Serve un centrocampista in più, giocheremo con tre in mezzo al campo e per questo ne servono almeno sei. Sono convinto che la società porterà a casa un buon giocatore”.
Sull’infortunio di Ronaldinho: “Non sono preoccupato – prosegue Allegri – È un giocatore importantissimo, ha grandi qualità tecniche. Bisognerà cercare di tutelarlo quando non sta bene. In questo momento sta facendo lavoro differenziato”.
fonte:tuttomercatoweb
Parole, parole, parole… Non ne sprecherò per commentare la sconfitta nella prima amichevole stagionale contro il Varese, evidentemente giustificata dalla differente condizione atletica delle due squadre e dai duri carichi di lavoro imposti da Massimiliano Allegri nei primi quattro giorni di ritiro a Milanello. Resta il dispiacere per la brutta figura, ovvio, ma se è vero che il lavoro paga il tempo sarà galantuomo…
Parole, parole, parole… Se ne sono dette tante nel corso della prima settimana della stagione 2010/11: dichiarazioni (d’intenti), conferenze stampa, buoni propositi per il futuro, conferme, smentite o anche semplicemente le classiche chiacchiere da bar.
Hanno parlato proprio tutti tra martedì e domenica, dal proprietario/presidente/allenatore al suo fedele amministratore delegato, hanno parlato il tecnico ed i vecchi (tanti) e nuovi (pochissimi) volti della rosa rossonera; si sono fatti sentire spesso, talvolta anche troppo, procuratori e rappresentanti vari dei giocatori, esperti di mercato o presunti tali. Ma soprattutto si sono alzati forti e chiari i cori e le voci dei tifosi, mai come in questo momento delusi dalla politica messa in atto dalla loro “società del cuore”, capaci di fare decisamente più rumore di chi si è seduto di fronte alla compiacente platea della sala conferenze del centro sportivo di Carnago per sentirsi le solite verità e le sconvolgenti rivelazioni sul radioso futuro che attende il club più titolato al mondo (concetto sempre attuale e ribadito sino allo sfinimento da queste parti…).
Sentirsi promettere un Milan competitivo su tutti i fronti quanto (se non di più) chi, dall’altra parte del Naviglio può permettersi di ragionare serenamente su una doppia cessione eccellente senza curarsi delle conseguenze, è come una barzelletta che ti avranno raccontato un migliaio di volte e non fa più ridere.
Quando poi il discorso scivola sul capitolo giovani, sul rinnovamento radicale che investirà ogni reparto nell’anno della rivoluzione, il fatidico 2011, il tutto scivola nella più triste indifferenza mentre, nel frattempo, a turno i vari over 30 si presentano negli uffici di via Turati e prolungano i loro ricchi contratti per un altro anno. Quando va bene…
Parole, parole, parole… Facciamo fatica a starci dietro, tra scudetti e Champions League che sono pure formalità, tra giocatori migliori di tutti i tempi che si presentano in condizioni pietose (ma sì, in fondo quale atleta non si lascia un po’ andare durante le vacanze… Suvvia!), tra giocatori che vanno (nessuno), che restano (quasi tutti) e che arrivano (io sto ancora aspettando).
Parole, parole, parole… Soltanto parole, cantava Mina. E meno male che ha potuto esprimersi mister Allegri e fare capire a tutti che lui, come chi lo ha preceduto di recente sulla panchina, ha le sue idee e che le porterà avanti con la necessaria fermezza. Senza alcuna imposizione di sorta dai piani più alti. Lui e i sostenitori, più o meno evoluti, per adesso sono gli unici promossi con il massimo dei voti.
Fonte: editoriale di Andrea Distaso per MilanNews.it
Tempo di mercato, tempo di colpi, magari a poco prezzo. In questo editoriale, proverò a dispensare qualche consiglio utile ai miei colleghi direttori sportivi, sperando di poter fornire qualche spunto interessante da seguire in questa fase di mercato che si preannuncia bollente.
Parto con il Bologna, consigliando all’ottimo Longo di tesserare i due ragazzi africani che ha in prova proprio in questi giorni. Marco Grbassin proveniente dall’Anversa ed il ventenne Givestin N’Suki, di cui mi hanno parlato molto bene. Questa è la strada da percorrere in un momento di crisi come quello che sta attanagliando il calcio italiano. Un tempo gli allenatori erano restii ad aggregare al ritiro dei giocatori in prova, però ormai i tempi sono cambiati.
E tutte le componenti del calcio moderno si devono adeguare. Restando in rossoblu, parliamo del Genoa. Il club di Preziosi sta facendo i botti: il mio consiglio è di non mollare ugualmente Boateng, un giocatore davvero eccezionale al di là di quanto dimostrato al mondiale, e di provare a prendere un altro ghanese, Annan, come alternativa a Milanetto. Sarebbe il regista classico che manca alla rosa di Gasperini, e non credo che il Rosemborg farà richieste troppo esose per lui.
La Juve è sempre alla ricerca di un esterno di ruolo, veloce e dinamico. Io punterei tutta la vita su Elia, lasciando da parte Krasic. L’olandese è perfetto per gli schemi di Delneri, ha un costo simile al serbo, ed è molto più giovane. Non c’è paragone.
Al Napoli, invece, manca un centrocampista di valore assoluto. Gli azzurri devono puntare su giocatori affermati nel giro del nostro campionato. Inler è la soluzione ideale, in giro per l’Europa non vedo niente di meglio. Sarebbe il Cavani della mediana, un colpo in grado di garantire il salto di qualità definitivo. Occhio alla concorrenza inglese però, che mi dicono essere fortissima.
Mi permetto di fare un paio di suggerimenti anche a Marco Branca. Una volta ceduto Balotelli, andrei al volo su Luis Suarez dell’Ajax. E’ perfetto per l’Inter di Benitez, ha dimostrato di avere temperamento, qualità, e segna caterve di gol. Non vedo perché non potrebbe continuare a mantenere questo trend anche nel nostro campionato. E’ una scommessa da tentare, per me è già vinta.
Qualora sfumasse il colpo Mascherano, poi l’alternativa perfetta sarebbe Bastian Schweinsteiger, giocatore che mi fa letteralmente impazzire. Forza, carattere e piedi buoni: è il leader ideale per qualsiasi squadra, anche per chi è campione d’Europa. Credo che sulla base di 18 milioni si possa intavolare un discorso serissimo con il Bayern. Per quanto riguarda l’affare Maicon, sono d’accordo su un eventuale sacrificio del brasiliano. È un’occasione troppo ghiotta per realizzare una plusvalenza eccezionale, specie per un giocatore che si affaccia ai 30 anni. Per sostituirlo, andrei dritto su Rod Fanni del Rennes. Lo vedo meglio ancora di Sagna, costa meno e spinge di più. E’ stato inserito nella lista dei 30 di Domenech, prima di essere tagliato all’ultimo dal Mondiale Sudafricano. Con la rivoluzione di Laurent Blanc sono certo che rientrerà tra i titolari. Meglio anticipare i tempi per evitare salassi a livello economico.
Stesso consiglio che do’ alla Lazio per il centrocampista Blaise Matuidi. E’ da prendere subito, tra un mese potrebbe costare almeno un paio di milioni in più.
In chiusura, una dritta alla Samp, che si appresta ad affrontare l’avventura in Champions League. Per la porta c’è uno svincolato di lusso come Timo Hildebrand: ha 31 anni ed una carriera che lo ha abituato a stare ai massimi livelli. E’ da prendere al volo!
fonte:tuttomercatoweb
Il presidente che non si tirava indietro sugli acquisti se lo ricordano tutti i tifosi rossoneri. Il problema è che dal Berlusconi che diceva si per Alessandro Nesta sembrano essere passati secoli e per pensare ad un colpo nel prossimo mese di agosto ci vuole una buona dose di ottimismo.

Luis Fabiano, obiettivo numero uno del mercato milanista
I tifosi intanto aspettano al confine tra il sogno e la realtà. Divertirsi ricercando “mister x” non costa nulla e allora da una parte ci sono i nomi di Luis Fabiano, Podolski e Klose, dall’altra quelli di Dzeko, Ibrahimovic, Robinho, Oezil e Balotelli. Con la partenza di Huntelaar infatti il famoso colpo sarà con tutta probabilità una seconda punta. Tra gli obiettivi possibili il nome più caldo è sempre quello di Luis Fabiano.
L’attaccante del Siviglia non ha ancora rinnovato e con 15 milioni circa potrebbe arrivare a Milanello. Ma questi sono nomi che non fanno eccitare i tifosi, a differenza dei desideri che oggi sembrano davvero impossibili: da Dzeko a Robinho, per non parlare di Balotelli. Sognare però non costa nulla e allora in fondo, aspettando agosto, per il Milan è sempre meglio sognare in grande.
fonte: qsvs.it
Confesso fin da subito che ieri pomeriggio, incassato l’incipit del discorso presidenziale basato sul consueto panegirico dei trofei e della corsa a due con Bernabeu, la tentazione di spegnere il televisore e tornare ad occuparmi di altro, per qualche secondo è stata molto forte, ma alla fine ha perso. Poi, l’ode è giunta al termine, e si è cominciato a trattare temi differenti, come la rosa del Milan, “adeguata per competere con chiunque e dovunque” (era meglio il panegirico!) , e decisamente più seri del gioco del calcio: la lotta alla criminalità organizzata condotta dal Ministro Maroni, presente alla conferenza.

Massimiliano Allegri, nuovo allenatore del semrpe più "povero" Milan
Poi Ronaldinho, ultima follia e “miglior calciatore di tutti i tempi”; Gattuso che “non può restare controvoglia” e i tifosi che lo vorrebbero più presente, non soltanto fisicamente allo stadio, ma affettivamente al fianco di una creatura alla quale – per ovvie ragioni – il Premier non può più dedicare il massimo dell’attenzione. Insomma, quella che doveva essere la prima conferenza stampa di Massimiliano Allegri (rimandata a oggi alle 13.30), si è trasformata in un vero e proprio one-man show, condotto dall’inizio alla fine con arte sopraffina da Berlusconi: presidente, tifoso e…allenatore.
Dall’incontro di ieri, a mio avviso, sono emersi pochi lampi di luce. Ciascuno è libero di giudicare buone o brutte notizie la determinazione del Presidente a rimanere al timone del Milan, piuttosto che l’imprescindibilità di Ronaldinho nella squadra del futuro o la porta chiusa in faccia a Ibrahimovic, ma difficilmente chi si aspettava rassicurazioni sul necessario adeguamento della rosa sarà soddisfatto dopo aver ascoltato il discorso del Cavaliere. In particolare, su alcuni aspetti, legati al campo e alla tattica, è molto facile eccepire. “Ronaldinho e Pato devono giocare più a ridosso dell’area di rigore”, oppure “Ronaldinho deve giocare dietro le punte”. R80 ha spesso giocato dietro le punte, ma sia a Barcellona che nelle due stagioni rossonere ha dato il meglio di sé partendo da lontano, a sinistra, per poi convergere verso il centro. Da quella posizione ha quasi sempre fatto valere al massimo le proprie doti tecniche e nel 2005 ha disputato una stagione impressionante, portando a casa il Pallone d’Oro. Quanto a Pato, personalmente non l’ho mai notato a disagio nel 4-2 fantasia di Leonardo, né visto partire troppo da lontano.
L’unico attaccante schierato fuori posizione da Leonardo è stato – e non si è trattato di un lazzo del brasiliano – Huntelaar, mandato in qualche occasione all’ala per sostituire Pato. Infine, quanto al “diktat” di “essere sempre padroni del giuoco e produrre un calcio di cui tutto il mondo possa godere” (quello che realizza il Barcellona, per intenderci), è rimasto un obiettivo negli ultimi anni, è attualmente una chimera, sarà la mission dell’hollywoodiano Max Allegri, al quale non può che andare il nostro più sincero “In bocca al lupo”.
Fonte: milannews.it
- Il Presidente chiude la conferenza stampa dopo averla condotta per la totale interezza intramezzando in alcuni casi anche dei commenti di stampo politico. Ringraziando nuovamente tutti i presenti, gli sponsor e coloro che lavorano per il Milan, ha augurato una buona stagione alla squadra e a mister Allegri.
- Si torna a parlarei di Ronaldinho e il Presidente aggiunge: “Non l’ho sentito ultimamente, ma durante la stagione lo sentivo telefonicamente ogni settimana, lui è felice di stare al Milan e di giocare con noi”. Galliani inserendosi afferma: “Ricordo comunque che non ci sono pervenute offerte per il giocatore, ne lui e il fratello hanno fatto richieste particolari alla nostra società”

Show del presidente Berlusconi al raduno del Milan
- Sulla futura gestione della società il patron rossonero dice: “Punto sui nipotini, i miei figli sono già in sella da anni nella gestione di altre realtà, sono già oberati”
- Berlusconi su Ibra: “Non abbiamo mai fatto follie, tranne per Ronaldinho. E’ vero che Ibra era nostro nel 2006, poi Calciopoli cambiò le cose, però nutro qualche dubbio su un suo possibile inserimento nello spogliatoio rossonero”.
- Sulla possibilità di quotare il Milan in Borsa, il Presidente è contrario: “Non credo che la quotazione in Borsa di una società di calcio sia una cosa positiva, è troppo rischiosa, sono contrario”
- Berlusconi parla anche di Gattuso: “Non sono completamente informato, ma per Rino ho molta ammirazione, mi fa piacere se resta, ma come abbiamo sempre fatto non ci metteremo contro la volontà di un giocatore se sente il bisogno di andare”. Galliani aggiunge che al momento no ci sono offerte per il n°8 rossonero.
- Sulla contestazione e l’accusa di essere lontano dal Milan il Presidente afferma: “Dopo l’aggressione subita a Milano per la sicurezza sono stato costretto a non recarmi spesso allo stadio, certo vedere anche Huntelaar così lontano dall’area e sulla fascia mi faceva venire poca voglia”
- Berlusconi sulla squadra e il mercato: “Spero di vedere Dinho più centrale e che possa andare spesso al tiro perchè ha il gol nel sangue anche lui. Credo che faremo bene ne sono convinto e questa squadra ha già una buona rosa, difficile trovare nel mercato giocatori migliori, poi continuo a ribadire che punteremo sui giovani nel prossimo futuro. Nessuno andrà via dal Milan, poi se ci sono delle possibilità sul mercato, vedremo…”
- Il Presidente torna a parlare anche di Leo: “Leo è una grande persona, abbiamo avuto diverse visoni sul gioco della squadra, Pato per me era troppo defilato sull’esterno”
- Berlusconi su Ronaldinho: “E’ indiscutibilmente rossonero e resterà rossonero, gli rinnoveremo il contratto, è in assoluto il giocatore più decisivo che abbia mai visto, bisogna trovargli la posizione migliore perchè dia il massimo”
- Berlusconi parla anche dei nuovi sponsor, quest’anno sono ridotti, ma si è voluto puntare su sponsor di caratura internazionale che passano aumentare la già grande visibilità mondiale del Milan.
- Accenno importante al futuro da parte del Presidente: “Ho visto i contratti dei nostri giocatori, gli stipendi, abbiamo diversi giocatori in scadenza e dal prossimo anno invertiremo un po la rotta con grande attenzione per i giovani”
- Passaggio importante sul mercato, Berlusconi blinda Thiago Silva: “Il Real Madrid ci ha pressato per Thiago, ma noi lo teniamo”
- Ancora il Presidente: “Abbiamo una buona rosa, noi vogliamo restare in vetta in Italia, in Europa e nel Mondo. Per questo pensiamo molto anche al settore giovanile, stiamo investendo molto per i giovani e i risultati di quest’anno lo dimostrano. Per la prima squadra salutiamo con affetto Dida e Favalli che hanno dato molto a questa squadra e oggi presentiamo un grande portiere, mio pallino come Amelia, un difensore arcigno come Yepes e un giovane greco di fascia che ha annullato Messi al Mondiale come Sokratis”.
- Il Presidente passa al piano tecnico: “Oggi sono quì anche per presentare un allenatore che ha fatto molto bene a Cagliari, che ha vinto anche dei premi e che per noi aveva l’identikit giusto per allenare il Milan”.
- Berlusconi prosegue analizzando il piano economico: “Dobbiamo fare i complimenti all’Inter per le vittorie, ma Moratti ha utilizzato il 125% dei ricavi. Noi abbiamo negli ultimi 7 anni messo sul piatto 461 milioni di euro, 1 miliardo e 100 milioni di euro nei miei 25 anni, quindi non è vero che non ci sono finanziamenti per questa squadra, il mio è un amore e ho sempre cercato di dare il massimo anche dal punto di vista economico”
- Il Presidente passa ad elencare tutte le vittorie rossonere anche per i nuovi sponsor ribadendo il solito motto: “Sono il Presidente più vincente davanti a Bernabeu”.
- Si parte subito con il Presidente Berlusconi: “Ringrazio della presenza del Ministro Maroni, che oggi è quì come tifoso e lo ringrazio per la sua opera di governo”.
Fonte: Milannews.it






















