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Alzi la mano chi si sarebbe aspettato un mercato come quello appena terminato dalla nuova Juventus targata Andrea Agnelli, Marotta, Paratici e Delneri?
Io passo a mani basse.

Seguo con passione la squadra bianconera da 30 anni, praticamente da quando sono capace di intendere e volere. Eppure ad un mercato come questo non avevo mai assistito.
D’accordo, la drammatica stagione sportiva dell’anno passato suggeriva cambi drastici, ma mai mi sarei aspettato fino a questo punto e in questo modo.


La Juventus è la squadra che ha vinto più scudetti in Serie A

La Juventus è la squadra che ha vinto più scudetti in Serie A


Soprattutto gli ultimi giorni di calciomercato sono stati seguiti dalla tifoseria juventina con assoluto senso di stupore ed impotenza, al punto che sono stato tempestato di e-mail e messaggi, con la mia bacheca su Facebook praticamente impazzita per le domande poste al sottoscritto.

Se andiamo ad analizzare bene l’operato della dirigenza scopriremo che, tra acquisti e prestiti con diritto di riscatto, la Juventus ha investito potenziali 100 milioni di euro nel mercato in entrata per i cartellini dei giocatori. Alla fine sono arrivati ben 11 giocatori, una squadra intera.

Quello che però resta sotto gli occhi di tutti è una cosa lampante: dei nuovi arrivi nessuno accende la fantasia dei tifosi, ne sarà in grado di poter far la differenza in futuro.
Ci sono persino bambini che si chiedono: e di chi mi compro la maglia quest’anno io?
Serviva davvero questa rivoluzione? No, parer mio, assolutamente no.
Nonostante la tragica stagione dell’anno passato le ragioni del fallimento andavano ricercate sopratutto nella catena impressionante di infortuni susseguitesi e nel fallimento tattico del cambiamento apportato da Ciro Ferrara al modulo 4-4-2 tanto caro alla Juve di Ranieri che ben aveva fatto in passato.


Non andava smembrata in questo modo la squadra che l’anno scorso di questo periodo veniva accreditata dalla maggioranza degli addetti ai lavori come potenziale candidata allo scudetto facendo parlare l’allora presidente Blanc di “terza stella”.
Andavano solo inseriti 3-4 giocatori di prospettiva e valore sopra la media, liberandosi degli ingaggi pesanti di quei giocatori ormai fuori dal progetto che ostacolavano la riprogrammazione futura.

Serviva davvero spendere quasi 10 miliardi di vecchie lire per un portiere 33enne che dovrà rimpiazzare Buffon per soli 4 mesi, avendo inoltre già in rosa Manninger?
Siamo così sicuri che Motta sia meglio di Caceres?
Vedendo l’acquisto finale di Rinaudo per completare il reparto difensivo non era forse il caso di fare un ulterione anno di contratto a Cannavaro o tenere in rosa Ariaudo?
Serviva davvero investire 12 milioni di euro su un giocatore come Martinez, di difficile collocazione tattica e di dubbia qualità?

Serviva prendere Pepe e Krasic a quelle cifre quando oltre al rientrante Lanzafame si poteva puntare di più sulla classe del talento a costo zero di Giovinco, magari richiamando Palladino e mantenendo il tesoretto per colpi di spessore?

Vedendo l’attuale De Ceglie titolare da terzino sinistro siamo così certi che la Juventus abbia fatto bene a liberarsi di Criscito e Molinaro?

Siamo certi che Candreva non sarebbe servito a questa Juventus?
Il colpo di grazia per l’umore dei tifosi è stato, innegabile, l’aver ceduto Diego per poco più di 15 milioni di euro ed aver investito la stessa somma su Quagliarella.
D’accordo, Diego non era Platini ne Zidane ma nell’attuale Juve sarebbe stato innegabilmente l’uomo dotato di più qualità.

I tifosi hanno sognato per un’estate intera la coppia Dzeko-Diego et voilà la coppia si è invece composta in Germania, proprio da quel Wolfsburg che ha sbeffeggiato la Juventus nella trattativa Dzeko. Rassegnazione.
L’unico giocatore che potrebbe apportare un minimo di qualità alla Juventus è il redivivo Aquilani.


Ma qualcuno di noi è pronto a scommettere sulla sua integrità fisica, vedendo statistiche alla mano le sue presenze in campo negli ultimi 4 anni?
La nuova Juventus è una totale incognita. L’11 titolare, sembrerà impossibile, è stato notevolmente indebolito rispetto a quello della passata stagione.
La differenza con l’Inter è praticamente rimasta immutata (distanza anni luce), mentre è nettamente aumentata nei confronti del Milan e della Roma.

E mentre l’anno scorso si partiva con speranze di scudetto, quest’anno l’obiettivo massimo potrà esser forse il quarto posto. E non è nemmeno detto sia così facile da raggiungere, guardando come si sono rinforzate le altre pretendenti, Genoa in primis.
No, i tifosi della Juventus proprio non se l’aspettavano un mercato così.
L’avesse gestito Alessio Secco, all’uomo che “preparava le distinte” nella Juventus della Triade l’avrebbero crocefisso in sala Mensa.

Marotta e Andrea Agnelli invece dicono che va bene così, contenti loro.
Alla Juve un colpo da 24 milioni alla Ibrahimovic o uno da 18 alla Robinho avrebbe fatto schifo? Hanno ritenuto fosse meglio spendere 40 milioni di euro per 3 esterni che non fanno la differenza…. Un mercato che tanto ricorda quelli dell’Inter pre-calciopoli quando si compravano 3 terzini sinistri, 4 ali destre e si sommavano giocatori di dubbia qualità, quantità e quantità. Ma per vincere, la storia insegna, servono sopratutto qualità e campioni che fanno la differenza.

La Juventus si ritrova ad iniziare la stagione con in attacco Amauri che non è mai stato un bomber, Quagliarella che non è mai stato un bomber, Iaquinta che ormai passa più tempo in infermeria che in campo e l’immortale 36 enne Alessandro Del Piero. Siamo sicuri che non sia stato un azzardo mandare via Trezeguet senza rimpiazzarlo con un adeguato sostituto?

Conclusione.
In questi giorni va molto di moda lo spot juventino per il nuovo stadio “accendi una stella”.
Vista invece la fine che fatto la Juventus rifiutata persino dai Burdisso, Di Natale, Kaladze e Borriello forse sarebbe il caso tutti di accendere…un cero!!

Fonte: Stefano Discreti per Tuttojuve

Beppe Marotta commissario tecnico della Juve-Nazionale. Non é follia estiva. Seguiteci, poche mosse e si arriva a dama.
Chi ama il calcio non può che invidiare il nuovo, educato e colto (anche musicalmente) manager della Juventus. Esistono giochi in proposito: fate finta di essere un dirigente e costruite una squadra dal niente. Budget? Illimitato. Oppure, facciamo, un centinaio di milioni di euro. Ci sono eserciti di giovani che non fanno altro. Se giovani non sono, fa lo stesso.

Beppe Marotta, unico e grande protagonista di questo calciomercato

Beppe Marotta, unico e grande protagonista di questo calciomercato


A Marotta é stato detto: questa é la Juve; non ci piace, ne faccia un’altra. Se ha bisogno di danaro, ci chiami. Un sogno. Un premio alla carriera per Marotta, che ricordiamo giovane e quasi imberbe a Varese, a Venezia, a Monza. Guidava proprio il Monza, allenato allora da Frosio, quando al mercato mi chiese il nome di qualche primavera laziale buono per la serie C. Dissi: Gigi Di Biagio, ha qualità, forza fisica e carattere. Lo prese e davanti a Gigi si aprì una carriera brillantissima.
A quei tempi, Marotta doveva arrangiarsi. E lo faceva bene. Adesso può tutto e non é stato facile per i cronisti seguirlo, studiarlo, leggerne le tracce, capirne la strategia. Come se Marotta in questi suoi primi anni di vita calcistica non avesse fatto altro che incamerare energie da utilizzare in un mese in bianconero. La Juve non si riconosce. Ed é sicuramente migliore di quella precedente. Dove potrà arrivare neppure Marotta lo sa. Quando si cambia e si riparte, il calcio si può trovare subito o strada facendo. Non ci sono regole o certezze.


In avvio di mercato gli mandammo a dire che stava facendo una Sampdoria più forte. Insomma: non bastava per rinnovare fasti e feste. Ha cambiato ritmo e bersagli, pescando pesci più rari e preziosi. E mostrando chiaramente il disegno che aveva in testa: realizzare una squadra possibilmente di italiani. L’opposto dell’Inter, nei confronti della quale la Juve ha appena mostrato, rispondendo, azioni di guerriglia calcistica. Nerazzurri che per nazionalità potrebbero anche essere marziani, bianconeri sicuramente italiani. Con vantaggi evidenti: i calciatori non spariscono per Coppe d’Africa o America; rientrano facilmente dopo le convocazioni in Nazionale; hanno, di solito, un più accentuato senso della squadra. Benissimo dunque. C’è un lieve, impercettibile, però.


Però la Juve, eccoci a dama, sembra la nazionale italiana, a metà tra quella appena eliminata dai mondiali e l’altra che sta mettendo insieme Prandelli. Buffon in porta, Motta terzino, Chiellini e Bonucci centrali, De Ceglie a sinistra (sostituto in bianconero dell’azzurro Molinaro); Pepe, Marchisio, Di Natale e Aquilani (che in Nazionale sarebbe andato, senza infortuni) a centrocampo; Amauri e Iaquinta davanti. Togliete il bianconero, date una mano d’azzurro e ci siamo. Non é un giudizio negativo e neppure un giudizio estetico. E’ solo un’osservazione. E ognuno giudichi come vuole.
Personalmente, visto che ci siamo, avremmo, e ci scusi Marotta, scelto una strada diversa: un grande difensore, un grande centrocampista, un grande attaccante. Tre acquisti ma di sicuro spessore internazionale. Non é facile, ma si può fare: del resto, se l’Inter vende Balotelli e il Liverpool tratta Mascherano, non dobbiamo più porci limiti. Davanti al danaro, evapora il termine “incedibilità”.

fonte:tuttomercatoweb.com

Tempo di mercato, tempo di colpi, magari a poco prezzo. In questo editoriale, proverò a dispensare qualche consiglio utile ai miei colleghi direttori sportivi, sperando di poter fornire qualche spunto interessante da seguire in questa fase di mercato che si preannuncia bollente.
Parto con il Bologna, consigliando all’ottimo Longo di tesserare i due ragazzi africani che ha in prova proprio in questi giorni. Marco Grbassin proveniente dall’Anversa ed il ventenne Givestin N’Suki, di cui mi hanno parlato molto bene. Questa è la strada da percorrere in un momento di crisi come quello che sta attanagliando il calcio italiano. Un tempo gli allenatori erano restii ad aggregare al ritiro dei giocatori in prova, però ormai i tempi sono cambiati.


E tutte le componenti del calcio moderno si devono adeguare. Restando in rossoblu, parliamo del Genoa. Il club di Preziosi sta facendo i botti: il mio consiglio è di non mollare ugualmente Boateng, un giocatore davvero eccezionale al di là di quanto dimostrato al mondiale, e di provare a prendere un altro ghanese, Annan, come alternativa a Milanetto. Sarebbe il regista classico che manca alla rosa di Gasperini, e non credo che il Rosemborg farà richieste troppo esose per lui.
La Juve è sempre alla ricerca di un esterno di ruolo, veloce e dinamico. Io punterei tutta la vita su Elia, lasciando da parte Krasic. L’olandese è perfetto per gli schemi di Delneri, ha un costo simile al serbo, ed è molto più giovane. Non c’è paragone.
Al Napoli, invece, manca un centrocampista di valore assoluto. Gli azzurri devono puntare su giocatori affermati nel giro del nostro campionato. Inler è la soluzione ideale, in giro per l’Europa non vedo niente di meglio. Sarebbe il Cavani della mediana, un colpo in grado di garantire il salto di qualità definitivo. Occhio alla concorrenza inglese però, che mi dicono essere fortissima.


Mi permetto di fare un paio di suggerimenti anche a Marco Branca. Una volta ceduto Balotelli, andrei al volo su Luis Suarez dell’Ajax. E’ perfetto per l’Inter di Benitez, ha dimostrato di avere temperamento, qualità, e segna caterve di gol. Non vedo perché non potrebbe continuare a mantenere questo trend anche nel nostro campionato. E’ una scommessa da tentare, per me è già vinta.
Qualora sfumasse il colpo Mascherano, poi l’alternativa perfetta sarebbe Bastian Schweinsteiger, giocatore che mi fa letteralmente impazzire. Forza, carattere e piedi buoni: è il leader ideale per qualsiasi squadra, anche per chi è campione d’Europa. Credo che sulla base di 18 milioni si possa intavolare un discorso serissimo con il Bayern. Per quanto riguarda l’affare Maicon, sono d’accordo su un eventuale sacrificio del brasiliano. È un’occasione troppo ghiotta per realizzare una plusvalenza eccezionale, specie per un giocatore che si affaccia ai 30 anni. Per sostituirlo, andrei dritto su Rod Fanni del Rennes. Lo vedo meglio ancora di Sagna, costa meno e spinge di più. E’ stato inserito nella lista dei 30 di Domenech, prima di essere tagliato all’ultimo dal Mondiale Sudafricano. Con la rivoluzione di Laurent Blanc sono certo che rientrerà tra i titolari. Meglio anticipare i tempi per evitare salassi a livello economico.


Stesso consiglio che do’ alla Lazio per il centrocampista Blaise Matuidi. E’ da prendere subito, tra un mese potrebbe costare almeno un paio di milioni in più.
In chiusura, una dritta alla Samp, che si appresta ad affrontare l’avventura in Champions League. Per la porta c’è uno svincolato di lusso come Timo Hildebrand: ha 31 anni ed una carriera che lo ha abituato a stare ai massimi livelli. E’ da prendere al volo!

fonte:tuttomercatoweb

Tempo di riflessioni in casa Juve! Dopo i primi contatti di qualche giorno fa con i dirigenti del Wolfsburg per Edin Dzeko (23), che almeno per il momento hanno lasciato intravedere non pochi problemi per l’approdo dell’attaccante bosniaco in bianconero, lo staff tecnico della Signora è ora impegnato nella definizione di un piano di rafforzamento alternativo, che dunque prescinde dall’ingaggio del bomber del club tedesco.


Beppe Marotta, direttore sportivo della Juventus

Beppe Marotta, direttore sportivo della Juventus


Stando alle indiscrezoni riportate ieri sera dall’emittente Sky Sport, il Direttore generale Beppe Marotta starebbe pensando, infatti, ad un tris di nomi per ultimare la campagna acquisti 2010: uno tra Andrea Barzagli (28) del Wolfsburg e Philippe Mexes (28) della Roma, Gael Clichy (24) dall’Arsenal e Giampaolo Pazzini (24) della Sampdoria.


Fonte: tuttojuve.com

Forse a volte, le tribune sono comodi luoghi dove soggiornare e passare momenti lieti. Forse le panchine, soprattutto quelle riscaldate, o le poltroncine dell’Olimpico sono adatte per rilassarsi e magari c’è pure qualche programma con il massaggio incorporato. Fatto sta che da qualche anno, per la Juventus è diventato impossibile o quasi piazzare alcuni degli indesiderati in Italia o all’estero.

Mauro Camoranesi, giocatore dallingaggio importante che frena il mercato juventino

Mauro Camoranesi, giocatore dall'ingaggio importante che frena il mercato juventino


Vuoi per un motivo o per l’altro i giocatori rifiutano qualsiasi opportunità e occasione.
In panchina o in tribuna si sta comodi comodi, proprio come sul divano di casa.
Sono tantissimi i giocatori che per un motivo o per l’altro stanno rifiutando le opportunità offerte, indipendentemente dalla squadra o dal fatto che la località sia di mare, oppure no.
Prima Tiago, che per motivi di ingaggio non è ancora partito in direzione Madrid.
Poi Poulsen che l’anno passato ha rifiutato più volte le destinazioni turche e inglesi e anche quest’anno non sembra propenso ad accettarle.
Ora probabilmente alla lista dei giocatori comodi comodi a Torino c’è da aggiungere anche Camoranesi, intenzionato a rifiutare le mete della Grecia, sponda Olympiakos, sempre per motivi contrattuali.


A loro, poi, come non aggiungere Grosso e in un certo senso anche Trezeguet.
Il terzino ex campione del mondo ha rifiutato l’Atletico Madrid, mentre Trezeguet è indeciso proprio come la Juventus sulle decisioni da prendere per il futuro.
Molti, quindi, preferiranno le comode panchine, oppure le comode tribune, piuttosto che tentare nuove avventure. Su quelle panchine si trovano proprio bene, comodi comodi come se fosse un bel divano.


fonte: tuttojuve

In conferenza stampa, alla vigilia della prima amichevole estiva, che la Juventus giocherà domani a Pinzolo contro una rappresentativa della Val Rendena, Luigi Del Neri fa il punto sul mercato: “Abbiamo portato nuovi elementi che facessero al caso nostro e ora mancano anche molti Nazionali. La rosa andrà ampliata nei settori che al momento sono deficitari, ma spendere per spendere, meglio tenere i giocatori che già abbiamo perché sono un patrimonio che non vogliamo disperdere. La gente ci ama e questo è importante. Vogliamo ricambiarli creando una squadra che abbia cuore, che lotti e che sudi. Vogliamo che la Juve sia una squadra di calcio”.

Gigi Del Neri, nuovo allenatore della Juve, promette una campagna acquisti per la Juve oculata

Gigi Del Neri, nuovo allenatore della Juve, promette una campagna acquisti per la Juve oculata


Poi il tecnico bianconero torna a parlare di Diego: “Deve potersi muovere sul campo liberamente, con pochi compiti tattici. Credo sia più una punta che un centrocampista. Un paragone con Cassano? A me sembra che ricordi più Doni, per parlare di un altro giocatore che ho allenato, anche se Cristiano è più attaccante. Diego è molto bravo quando ha spazio e può attaccare la porta frontalmente. Mi è parso molto volitivo e potrà avere spazio, come tutti del resto. Ho visto molto motivati i ragazzi più giovani, così come Trezeguet e i giocatori che sono al centro delle voci di mercato. Queste però non mi toccano, io sto monitorando tutti”.


Infine, sugli obiettivi stagionali, il tecnico bianconero spiega: “L’importante è trovare la mentalità per lottare. A quel punto non ci sono risultati che non si possano raggiungere. Dobbiamo avere degli obiettivi e creare una squadra che abbia un’identità e una resa importante. Basta dire Andrea Agnelli, per capire cosa rappresentiamo. Abbiamo tutti grande fiducia nel presidente, nella dirigenza e nella dirigenza e dovremo portare quella stessa mentalità sul campo”.


fonte:calciomercato.com

Pubblichiamo un interessante editoriale di Luciano Moggi che trovate sul sito tuttomercatoweb.com

Nel nostro ormai consueto appuntamento settimanale, la Redazione di TMW mi ha chiesto di trattare argomenti di grande interesse, quali sicuramente sono il mercato della Juventus e quello del Napoli. Ovviamente, si tratta di due società alle quali sono tutt’ora molto legato, seppure in maniera diversa, ed ogni sorta di critica che vi capiterà di leggere nelle righe seguenti, va intesa come del tutto costruttiva. Parto dalla Juventus. L’elogio iniziale lo riservo tutto ad Andrea Agnelli, lui è il vero segreto di questo nuovo corso bianconero, una persona che già tempo addietro avevo indicato come grande intenditrice di calcio, l’unico profilo della Famiglia Agnelli adatto a prendere le redini del club bianconero. A livello dirigenziale, non a caso, sono stati fatti dei sostanziali passi avanti rispetto agli scempi compiuti negli anni passati, tuttavia, da appassionato juventino, non posso ritenermi del tutto soddisfatto.

Luciano Moggi, ex direttore sportivo di Napoli e Juventus

Luciano Moggi, ex direttore sportivo di Napoli e Juventus


Gli acquisti effettuati fin qui da Marotta, non mi sembrano da scudetto, l’unico possibile obiettivo a cui il club torinese deve guardare, almeno come obiettivo per i prossimi anni. Martinez, per fare un esempio, non consente un salto di qualità sostanziale, così come i vari Pepe e Storari. Bonucci, al contrario, è un difensore da Juve e di prospettiva. Nessun dubbio. Un buon innesto sarebbe certamente quel Krasic di cui tanto si parla, è un esterno di valore, ma diffido chiunque dal paragonarlo al “mio” Pavel Nedved… Si assomigliano solo per i capelli! Prima di qualsiasi altro acquisto, comunque, sarà necessario sfoltire la rosa. Leggo di qualcosa come 36 giocatori: troppi. Il lavoro di Delneri ne risentirebbe oltremisura.
Passando al Napoli, mi sembra inevitabile mettere in evidenza la scelta di un sostanziale immobilismo adottata dal Presidente De Laurentiis.


Non sono d’accordo. Di questo passo, gli azzurri rischiano di trovarsi a disposizione solo gli scarti del mercato. Se posso rinnovare un consiglio al massimo dirigente partenopeo, lasciatemi dire che penserei due volte prima di rifiutare qualsiasi offerta per Quagliarella.
Il bomber di Castellammare di Stabia è un buon giocatore, è vero, ma non mi sembra determinante per le sorti del Napoli. Sostituirlo con un Trezeguet che la Juve sembra voler scaricare sarebbe un’operazione più che positiva.


Parliamo anche di Giancarlo Abete, Presidente della Figc: quanto pare sono in molti a chiedersi come mai e perché ad Abete sia venuta in testa la brillante idea di modificare la regola sul tesseramento dei giocatori extracomunitari, riducendoli da due ad uno. Immaginate la felicità di quelle squadre che ne avevano magari già comprato qualcuno. Le proteste sono salite e si tratta di cose serie perché attengono al mercato in fase avanzata: non si può scherzare in questo momento della stagione, per cui l’unica cosa ragionevole che resta ad Abete è fare retromarcia.

Cambiare le regole, quando il “gioco” è già cominciato, è sempre poco edificante, ed è il caso della riduzione da 2 a 1 degli extra-comunitari.
Il problema, per la Juve, non riguarda Dzeko e Klasic, perché era previsto arrivasse solo il primo, ma altre strategie già in fase di gestazione.


Krasic alla Juventus sembrava un affare già fatto: salta tutto?

Krasic alla Juventus sembrava un affare già fatto: salta tutto?


L’acquisto del bosniaco è fondamentale per trasformare un mercato da 6,5 in un mercato da 7,5: guai se non avvenisse.
Resto sempre in attesa di capire chi giocherà, nel 4-4-2 di Delneri, come terzino sinistro. La rosa può essere questa? Augo (Amburgo), Contento (Bayern), N’Zogbia (Wigan) e Riera (Liverpool).


Fonte: di Carlo Nesti per nestichannel – carlonesti.it

Secondo Tuttosport sarebbe Riccardo Montolivo il grande obiettivo della Juventus per il centrocampo della prossima stagione. Il ragazzo di Caravaggio, splendido protagonista in un Mondiale fino a qua deludente per il resto degli azzurri, piace da matti a Luigi Delneri e Beppe Marotta farà di tutto per accontentarlo.


La Juve stà cercando di cedere Diego per poter comprare nuovi giocatori

La Juve stà cercando di cedere Diego per poter comprare nuovi giocatori


La Juventus vuole liberarsi di Diego, e l’ultima idea è quella di offrirlo all’Amburgo per arrivare ad Elia ed Aogo. Il fantasista ex Werder Brema però non ne vuole sapere e accetterebbe un trasferimento solo in società come Manchester United o Bayern Monaco


fonte:tuttomercatoweb

Non teme l’affondo, e nemmeno l’affronto, Giuseppe Marotta.
In particolar modo quando le necessità del momento impongono un esercizio di umana virtù. Non si è lasciato abbindolare dalle richieste al rialzo del Cska Mosca, il neo direttore generale bianconero, evitando di cadere nel vuoto retorico delle opportunità di un mercato sempre in fermento. Non necessariamente destinato ad arenarsi per una qualsivoglia presa di posizione da parte di una società, quella russa, storicamente avvezza ai tranelli economici. Diciotto milioni, questo è certo, la nuova Juventus di Agnelli, non li spenderà per acquistare un tornante di buone prospettive, ma non ancora misuratosi in un campionato europeo.

Marotta, direttore sporivo della Juventus

Marotta, direttore sporivo della Juventus


Le prestazioni sinusoidali accusate al Mondiale, se non altro, consentiranno alla società di Corso Galileo Ferraris di trattare ulteriormente sulla riduzione di un investimento da stimare sulla valutazione attuale dell’Euro, e non su quella dei rubli sovietici. Così, in attesa che in galleggiante la smetta di solcare le onde, immergendosi completamente prima dell’ultimo, e decisivo, strattone, la dirigenza bianconera ha compiuto il primo vero blitz di mercato, acquistando l’esterno Jorge Martinez dal Catania. Ingag-giato per poco meno di dodici milioni dalla formazione etnea, il ventisettenne uruguayano rappresenta la declinazione perfetta del talento, ruvido ed incostante, di Camoranesi. Prossimo alla cessione, o ad una lenta agonia in panchina sino alla naturale scadenza del contratto, prevista per il giugno del 2011.


Costato ben sei milioni in meno rispetto al serbo Krasic, ovvero un margine operativo sufficientemente ampio per garantire un ulteriore investimento, magari in difesa, “Malachia” Martinez dovrà presto metabolizzare la nuova posizione tattica studiata per lui da Gigi Delneri. Fanatico divoratore di ali, fondamentali nel suo 4-4-2, pronto a schierare Martinez nel ruolo di tornante destro, arretrandolo sulla linea di centrocampo. Ventidue reti in ottantacinque partite disputate con la casacca del Catania, se non altro, parrebbero mostrare la grande prolificità di un giocatore sotto certi aspetti atipico, poco incline alla disciplina tattica quanto efficace nel dribbling e nella corsa. Nella spasmodica attesa dell’annuncio di un difensore centrale, magari Gallas, svincolatosi dall’Arsenal o Bonucci, prigioniero del fagotto di comproprietà fra Juventus, Genoa e Bari, ideologicamente destinato ad occupare lo spazio liberato da Cannavaro, la terza mossa messa a segno da Marotta ha consentito di acquistare il cartellino di Marco Storari. Protagonista indiscusso della cavalcata europea della Sampdoria, ingaggiato per circa quattro milioni dal Milan, proprietario del cartellino. Il grave infortunio occorso a Buffon, reo di aver trascurato una protusione discale, successivamente trasformatasi in ernia del disco, costringerà infatti ad una lunga assenza il portiere titolare della Nazionale.


Desideroso di operarsi, non appena il Mondiale azzurro sarà terminato, debellando in maniera defi-nitiva la principale causa degli ultimi acciacchi patiti nell’ultimo biennio. L’arrivo di Storari, perlomeno inizialmente, non comprometterà la nomenclatura di portieri a disposizione di Delneri. Il preparatore Filippi, in passato di stanza a Siena, avrebbe già espresso la propria felicità nel tornare ad allenare l’austriaco Manninger. Senza dimenticare che l’addio di Chimenti, giunto finalmente in scadenza di contratto, renderà necessaria la coabitazione di tre portieri di ottimo livello. Perlomeno sino al completo recupero di Buffon, la cui assenza potrebbe oscillare fra i cinque ed i sei mesi di forzata inattività. In un mercato assai dinamico, con operazioni di mercato disposte e concluse nel giro di un amen, a destare perplessità nella gestione delle risorse a disposizione della nuova coppia formata da Marotta e dal fido Paratici, è la sino ad ora incomprensibile mancanza di elementi capaci di variare, concretamente, la qualità della manovra bianconera. Pepe, Martinez e Storari, in una sorta di ipotetica partita a scacchi, rappresentano i pedoni sui quali strutturare l’involucro basico della squadra. Ma non certo in grado di surrogare, nei modi e nei compiti, il ruolo delle torri e degli alfieri, dei quali la formazione bianconera è sprovvista.

Considerando anche l’età, sempre più imbarazzante, di gran parte dei senatori in organico, come Trezeguet, Del Piero, Camoranesi, Iaquinta ed Amauri, sul quale sembrerebbero raffreddargli gli entusiasmi del Tottenham e del Wolfsburg.
Così, pur plaudendo la volontà, presto tradotta in realtà, di costruire una squadra “socialista”, sprovvista di primedonne e cantori solitari, quanto forgiata su di un forte senso di autarchia, l’organico a disposizione di Delneri pare ancora mostrare le deficienze ed i vuoti tecnici partoriti nella gestione di Ferrara, prima, e Zaccheroni, poi. L’enigmatica posizione di “Houdini” Diego, che il tecnico bianconero potrebbe rilanciare nel ruolo di seconda punta, l’insensata polemica innescata da Felipe Melo, uno poco amato all’interno dello spogliatoio, e la stitichezza offensiva di Amauri e Iaquinta rappresentano dunque soltanto parte delle storture di una squadra ancora lontana dalla forma migliore…


Fonte: di Alvise Cagnazzo per carlonesti.it