Articoli marcati con tag ‘acquisti juve’

Juv-Udinese, Juve-Doria: le definizioni affibiate alla Juve da molti critici non sono prioprio piaciute al direttore generale bianconero Beppe Marotta il quale, a margine della presentazione degli ultimi due acquisti Traorè e Rinaudo, ha voluto chiudere ogni discorso con una battuta:
ho letto tante inesattezze in questi giorni, ma abbiamo realizzato tutti i nostri obiettivi.

Beppe Marota, nuovo direttore sportivo della Juventus

Beppe Marota, nuovo direttore sportivo della Juventus


La creatura si difende fino in fondo, Marotta è troppo esperto per cadere nelle trappole giornalistiche. Le critiche costruttive fanno crescere, il disfattismo porta a vedere sempre negativo. La Juve ha comprato tanto, forse troppo, ma al momento è impossibile sapere se questa squadra sia stata costruita con criterio o meno. Non c’è dubbio che sia stata allestita una rosa a misura di Delneri: tanti esterni, un difensore di belle speranze, Bonucci, un centrocampista di qualità, Aquilani, un vice Buffon all’altezza , Storari, e Quagliarella al posto di Diego, svenduto forse un po’ troppo presto al Wolfsburg dopo un precampionato in cui, almeno a parole, si era puntato sul brasiliano come seconda punta.


Ma tant’è, questa Juventus deve crescere e lavorare con pazienza, anche se i tifosi di pazienza, dopo lo scandalo calciopoli che ha distrutto quella che era una vera e proprio corazzata, non ne hanno più moltissima. Ma un rinnovamento totale come è stato fatto da Marotta porta gioco forza con sè dubbi, perplessità e incertezza. Marotta ha sottolineato l’aspetto economico delle varie operazioni: tanti prestiti con diritto di riscatto per avere una buona squadra a costi contenuti. La Juve deve dare di più rispetto al potenziale valore dell’organico per poter sopperire alla carenza di fuoriclasse rispetto a Inter, Milan e Roma. Delneri ci crede anche se il pragmatismo viene prima di ogni cosa: inutile illudere i tifosi, per quest’anno si punta alla zona Champions. Anche l’anno scorso pero’ la sua Samp puntava all’Europa League e poi sappiamo come è andata a finire…

Fonte: Telelombardia – qsvs.it – tuttomercatoweb

Sono tante le scommesse che hanno voluto affrontare quest’anno a Torino. Una serie di cambiamenti importanti, una rosa rivoluzionata e alcuni giocatori che cercano il rilancio o la definitiva consacrazione. Partito un potenziale campione o presunto tale come Diego, sono arrivati giocatori che hanno rinforzato i vari ruoli ma che per un motivo o per l’altro non sono campioni veri, ma potenziali scommesse.

La Juventus ha impostato la sua campagna acquisti con lidea di rafforzare la rosa andando a comprare non dei fenomeni ma dei giocatori funzionali alla causa

La Juventus ha impostato la sua campagna acquisti con l'idea di rafforzare la rosa andando a comprare non dei fenomeni ma dei giocatori funzionali alla causa


E’ il caso di Bonucci, Motta, Aquilani, Krasic, Martinez e Quagliarella. Tutti questi giocatori sono nel giro delle rispettive nazionali, ma non hanno ancora compiuto il definitivo salto che li può consacrare a livello internazionale. Tra questi, la scommessa più intrigante del mercato è stata sicuramente quella di Alberto Aquilani. L’ex romanista rappresentava potenzialmente fino a due anni fa il miglior centrocampista italiano quasi al pari De Rossi. Diversi problemi fisici ne hanno minato continuità e convinzione. Se il giocatore fosse quello della prima stagione a Roma, quei 16 milioni sarebbero il miglior investimento possibile per il futuro.


Una scommessa, ma quasi una certezza è invece rappresentata da Leonardo Bonucci. Il centrale della nazionale ha dimostrato nelle prime partite di non essere arrivato per caso alla Juventus. Il gol in Europa League e in nazionale, hanno confermato poi le doti realizzative non comuni. Se raggiungerà presto l’affiatamento completo con Chiellini, la Juventus avrà trovato la coppia d’oro del futuro. Sempre in difesa, a destra si trova un’altra scommessa: Marco Motta. Anche in questo caso, si parla di uno dei migliori esterni destri italiani, forse il migliore, che però non ha ancora dimostrato, nelle precedenti squadre la continuità necessaria per impossessarsi stabilmente della fascia. Starà a lui confermare i progressi del ritiro estivo anche in queste partite, anche perchè la concorrenza non è grandissima.


Non vorremmo parlare di scommesse, per Krasic e Martinez. Entrambi gli esterni hanno un prezzo abbastanza alto e i tifosi si aspettano che dimostrino il valore della loro quotazione. Su Krasic ci si aspetta lo stesso rendimento evidenziato al CSKA, su Martinez che confermi le doti di imprevedibilità e di velocità mostrate a Catania. Infine due parole sull’acquisto più chiaccherato di fine mercato: Quagliarella. Il giocatore campano dovrà con i fatti, dimostrare che a Napoli si stanno sbagliando. L’aver puntato su di lui e non su Cavani, come a Napoli, dovrebbe caricare il giocatore e farlo tornare sui livelli del periodo doriano e udinese, del resto molti chiamano questa squadra Ju-doria o Ju-dinese no?

fonte:tuttomercatoweb

Alzi la mano chi si sarebbe aspettato un mercato come quello appena terminato dalla nuova Juventus targata Andrea Agnelli, Marotta, Paratici e Delneri?
Io passo a mani basse.

Seguo con passione la squadra bianconera da 30 anni, praticamente da quando sono capace di intendere e volere. Eppure ad un mercato come questo non avevo mai assistito.
D’accordo, la drammatica stagione sportiva dell’anno passato suggeriva cambi drastici, ma mai mi sarei aspettato fino a questo punto e in questo modo.


La Juventus è la squadra che ha vinto più scudetti in Serie A

La Juventus è la squadra che ha vinto più scudetti in Serie A


Soprattutto gli ultimi giorni di calciomercato sono stati seguiti dalla tifoseria juventina con assoluto senso di stupore ed impotenza, al punto che sono stato tempestato di e-mail e messaggi, con la mia bacheca su Facebook praticamente impazzita per le domande poste al sottoscritto.

Se andiamo ad analizzare bene l’operato della dirigenza scopriremo che, tra acquisti e prestiti con diritto di riscatto, la Juventus ha investito potenziali 100 milioni di euro nel mercato in entrata per i cartellini dei giocatori. Alla fine sono arrivati ben 11 giocatori, una squadra intera.

Quello che però resta sotto gli occhi di tutti è una cosa lampante: dei nuovi arrivi nessuno accende la fantasia dei tifosi, ne sarà in grado di poter far la differenza in futuro.
Ci sono persino bambini che si chiedono: e di chi mi compro la maglia quest’anno io?
Serviva davvero questa rivoluzione? No, parer mio, assolutamente no.
Nonostante la tragica stagione dell’anno passato le ragioni del fallimento andavano ricercate sopratutto nella catena impressionante di infortuni susseguitesi e nel fallimento tattico del cambiamento apportato da Ciro Ferrara al modulo 4-4-2 tanto caro alla Juve di Ranieri che ben aveva fatto in passato.


Non andava smembrata in questo modo la squadra che l’anno scorso di questo periodo veniva accreditata dalla maggioranza degli addetti ai lavori come potenziale candidata allo scudetto facendo parlare l’allora presidente Blanc di “terza stella”.
Andavano solo inseriti 3-4 giocatori di prospettiva e valore sopra la media, liberandosi degli ingaggi pesanti di quei giocatori ormai fuori dal progetto che ostacolavano la riprogrammazione futura.

Serviva davvero spendere quasi 10 miliardi di vecchie lire per un portiere 33enne che dovrà rimpiazzare Buffon per soli 4 mesi, avendo inoltre già in rosa Manninger?
Siamo così sicuri che Motta sia meglio di Caceres?
Vedendo l’acquisto finale di Rinaudo per completare il reparto difensivo non era forse il caso di fare un ulterione anno di contratto a Cannavaro o tenere in rosa Ariaudo?
Serviva davvero investire 12 milioni di euro su un giocatore come Martinez, di difficile collocazione tattica e di dubbia qualità?

Serviva prendere Pepe e Krasic a quelle cifre quando oltre al rientrante Lanzafame si poteva puntare di più sulla classe del talento a costo zero di Giovinco, magari richiamando Palladino e mantenendo il tesoretto per colpi di spessore?

Vedendo l’attuale De Ceglie titolare da terzino sinistro siamo così certi che la Juventus abbia fatto bene a liberarsi di Criscito e Molinaro?

Siamo certi che Candreva non sarebbe servito a questa Juventus?
Il colpo di grazia per l’umore dei tifosi è stato, innegabile, l’aver ceduto Diego per poco più di 15 milioni di euro ed aver investito la stessa somma su Quagliarella.
D’accordo, Diego non era Platini ne Zidane ma nell’attuale Juve sarebbe stato innegabilmente l’uomo dotato di più qualità.

I tifosi hanno sognato per un’estate intera la coppia Dzeko-Diego et voilà la coppia si è invece composta in Germania, proprio da quel Wolfsburg che ha sbeffeggiato la Juventus nella trattativa Dzeko. Rassegnazione.
L’unico giocatore che potrebbe apportare un minimo di qualità alla Juventus è il redivivo Aquilani.


Ma qualcuno di noi è pronto a scommettere sulla sua integrità fisica, vedendo statistiche alla mano le sue presenze in campo negli ultimi 4 anni?
La nuova Juventus è una totale incognita. L’11 titolare, sembrerà impossibile, è stato notevolmente indebolito rispetto a quello della passata stagione.
La differenza con l’Inter è praticamente rimasta immutata (distanza anni luce), mentre è nettamente aumentata nei confronti del Milan e della Roma.

E mentre l’anno scorso si partiva con speranze di scudetto, quest’anno l’obiettivo massimo potrà esser forse il quarto posto. E non è nemmeno detto sia così facile da raggiungere, guardando come si sono rinforzate le altre pretendenti, Genoa in primis.
No, i tifosi della Juventus proprio non se l’aspettavano un mercato così.
L’avesse gestito Alessio Secco, all’uomo che “preparava le distinte” nella Juventus della Triade l’avrebbero crocefisso in sala Mensa.

Marotta e Andrea Agnelli invece dicono che va bene così, contenti loro.
Alla Juve un colpo da 24 milioni alla Ibrahimovic o uno da 18 alla Robinho avrebbe fatto schifo? Hanno ritenuto fosse meglio spendere 40 milioni di euro per 3 esterni che non fanno la differenza…. Un mercato che tanto ricorda quelli dell’Inter pre-calciopoli quando si compravano 3 terzini sinistri, 4 ali destre e si sommavano giocatori di dubbia qualità, quantità e quantità. Ma per vincere, la storia insegna, servono sopratutto qualità e campioni che fanno la differenza.

La Juventus si ritrova ad iniziare la stagione con in attacco Amauri che non è mai stato un bomber, Quagliarella che non è mai stato un bomber, Iaquinta che ormai passa più tempo in infermeria che in campo e l’immortale 36 enne Alessandro Del Piero. Siamo sicuri che non sia stato un azzardo mandare via Trezeguet senza rimpiazzarlo con un adeguato sostituto?

Conclusione.
In questi giorni va molto di moda lo spot juventino per il nuovo stadio “accendi una stella”.
Vista invece la fine che fatto la Juventus rifiutata persino dai Burdisso, Di Natale, Kaladze e Borriello forse sarebbe il caso tutti di accendere…un cero!!

Fonte: Stefano Discreti per Tuttojuve

Ecco un articolo tratto da Tuttomercatoweb, a firma di Pierpaolo Marino, in cui l’ex direttore sportivo del Napoli assegna i voti alla campagna acquisti delle 20 squadre di Serie A a poche ore dalla fine della sessione estiva di Calcomercato .

Michele Criscitiello mi esorta a dare voti e giudizi alle campagne acquisti delle società di Serie A, a meno di 24 ore dalla chiusura del calciomercato. Non è un esercizio che mi piace, anzi, lo detesto, però il Direttore conosce bene cosa voi tutti volete leggere ed allora mi faccio violenza e per accontentarlo e, spero, fare felici anche voi lettori. Scrivo di getto, lasciando andare la penna più veloce del pensiero. Ne viene fuori una classifica, in cui i voti sono assegnati in proporzione alle possibilità di investimento ed ai bacini d’utenza dei club, nonché alle performance sportive cui le varie società devono, per blasone, mirare. Dopo la classifica, i giudizi servono a spiegare i voti.


Pierpaolo Marino, ex direttore sportivo del Napoli e grande esperto di calciomercato

Pierpaolo Marino, ex direttore sportivo del Napoli e grande esperto di calciomercato


Non posso, però, esimermi dal ringraziarvi per la passione e la costanza con cui seguite questo editoriale. La redazione di TMW mi comunica l’ennesimo record di lettori dell’ultima rubrica del “Calcio SottoMarino”. Avete battuto ogni primato e la capienza del nostro e vostro stadio virtuale ha dovuto raggiungere 130mila posti. Di questa attenzione che voi dedicate all’editoriale, mi sento orgoglioso e ricambio con 130mila grazie diretti ad ognuno di voi. Naturalmente è mio dovere ringraziare anche e soprattutto l’editore, il direttore, nonché tutta la redazione di Tuttomercatoweb.com, per lo straordinario e meraviglioso veicolo di comunicazione che, grazie al loro incessante lavoro, è diventato questo portale.

Classifica calciomercato 2010 ad un giorno dalla chiusura:

1° MILAN – VOTO 10

2° GENOA – Voto 8
3° PALERMO – Voto 7.5
4° LAZIO – Voto 7
5° BARI – Voto 6.5
CATANIA – Voto 6.5
PARMA – Voto 6.5
8° CAGLIARI – Voto 6
CHIEVO – Voto 6
FIORENTINA – Voto 6
JUVENTUS – Voto 6
NAPOLI – Voto 6
ROMA – Voto 6
SAMPDORIA – Voto 6
UDINESE – Voto 6
16° BOLOGNA – Voto 5.5
BRESCIA – Voto 5.5
INTER – Voto 5.5
19° CESENA – Voto 5
20° LECCE – Voto 4.5


1° MILAN – Berlusconi, vittima degli ingrati cori di fine stagione, da parte della tifoseria rossonera, risulta il vero re del mercato 2010. Bravissimo anche Galliani per la sagacia ed il tempismo dimostrati. La squadra si è rinforzata quasi in ogni reparto. Ibrahimovic è il vero grande colpo del mercato europeo 2010. Questa operazione è stata grandiosa, sia da un punto vista tecnico, che da un punto di vista economico. Se, alla fine, dovesse arrivare anche Robinho, al 10 aggiungo anche la lode.

2° GENOA – Preziosi vende tanto e compra molto e bene. Alla fine dei giochi mette a disposizione di Gasperini una rosa competitiva e ben equilibrata. Se il tecnico genoano saprà trovare la giusta miscela per aumentare, rispetto allo scorso campionato, il rendimento esterno della squadra, il Grifone può essere la vera sorpresa.

3° PALERMO – Strategia intelligente. Squadra giovane e con talenti che qualche grande squadra non ha. E’ partito Cavani, ma viene giustamente promosso il talentino Hernandez, arrivano, poi, altri due buoni attaccanti che rispondono ai nomi di Maccarone e Pinilla. Non dimentichiamo che il reparto offensivo è completato dal piccolo grande Miccoli. In difesa parte il biondissimo Kjaer, ma l’argentino Munoz potrebbe sorprendere tutti. A centrocampo, è stata costruita una squadra con gamba e qualità.

4° LAZIO – Sotto le sagge direttive di Reja, ha portato a termine un mercato logico e ben bilanciato da un punto di vista finanziario. Riscatta Floccari, “ricompra” Ledesma, mette le mani sul “Profeta” Hernanes e completa l’attacco con un bomber tecnico, elegante e possente come Roque Santacruz. La sola “dolorosa” partenza, quella di Kolarov, viene ben gestita dal punto di vista economico, tanto che, da sola, riequilibra una buona parte dei costi per le acquisizioni. Centrocampo fortissimo, attacco competitivo. Una sola grande perplessità, la discontinuità di Muslera.

5° BARI – Due grandi imprese, i riscatti di Almiron e Barreto. Perde, in un sol colpo, due giganti come Bonucci e Ranocchia, ma quasi non se ne accorge con lo spostamento dall’esterno verso il centro di Andrea Masiello. Inoltre, arriva il grintoso e granitico Rinaudo. L’acquisto di Ghezzal è un’altra mossa molto intelligente.

CATANIA – Mantiene, in pratica, l’intelaiatura dello scorso anno (e non è poco). Nello “scambio” tra Gomez (vera e propria scommessa di Pietro Lo Monaco) e Martinez (partito per Torino), fa il miracolo di portare a casa oltre 10 milioni di utili. Antenucci, se riconfermato, anche dopo ultime ore di mercato, può essere una lieta sorpresa.

PARMA – Giovinco è la stella di una campagna acquisti logica e talentuosa. Candreva, pupillo di Pasquale Marino, costituisce la chiusura col botto.

8° CAGLIARI – La squadra di Cellino merita la sufficienza per le tante riconferme importanti ed un’operazione pesante che comporta l’uscita dell’impalpabile e troppo difeso Larrivey a vantaggio del più pragmatico Acquafresca.

CHIEVO – Perde Pinzi, una pedina importante, ma riconferma i migliori giocatori già in organico (Pellissier su tutti). Ottima la scelta di Pioli per la conduzione tecnica.

FIORENTINA – Ottimo l’acquisto di D’Agostino. Cerci e Boruc sono le ultime, in ordine di tempo, due scommesse di Corvino. Se Mutu non risolverà la miriade di problemi che lo assilla, al momento manca una punta dello stesso livello del rumeno. Non è stato rimpiazzato l’infortunato Jovetic.


JUVENTUS – Tanti giocatori acquistati, ma nessuno in grado di far compiere un vero salto di qualità alla squadra. Si è perso inutilmente tanto tempo per rincorrere Dzeko. Troppo lungo quel mese di ibernazione dalle trattative a cavallo tra la fine di luglio e la prima metà di agosto. Troppi milioni spesi per Krasic, Storari, Martinez, Motta e Pepe. L’acquisto di Quagliarella è stato quasi estemporaneo. Si voleva rifondare la squadra con campioni animati da nuovi stimoli, ma, a Bari, non si sono viste né la qualità né le motivazioni dei nuovi. Non resta che sperare nell’arrivo in extremis di Borriello e nelle capacità di Delneri di dare un’impronta di gioco collettivo alla squadra, perché i fuoriclasse che già hanno in organico le altre due concorrenti dei bianconeri, vale a dire Inter e Milan, non sono per ora arrivati.

NAPOLI – Grande colpo l’acquisto di Cavani, ma il suo arrivo comporta la traumatica partenza di Quagliarella. A centrocampo, arriva Yebda, ma parte Cigarini. La rinuncia (dolorosa secondo il sottoscritto) a Denis apre la porta a Lucarelli, mentre Josè Ernesto Sosa arriva come una sorta di vice Lavezzi (con meno gamba) o di vice Hamsik (con meno geometria). Se non ci saranno, oggi, altri arrivi, la rosa si è molto ristretta, proprio mentre la squadra conquista il diritto a partecipare alla faticosa fase a gironi dell’Europa League. Dimenticavo, che anche Dossena, va considerato alla stregua di un nuovo acquisto, visto che, nello scorso campionato, aveva giocato poco perché non era in condizioni fisiche decorose.

ROMA – Il 6 è dovuto al probabile arrivo di Borriello. Se il bomber rossonero dovesse invece prendere la strada per Torino, non sarei in grado di dare un voto al mercato della società capitolina. Non posso però esimermi da dedicare un encomio solenne a Ranieri ed a tutti i dirigenti della Roma, per la serietà, la professionalità e l’abnegazione che hanno dimostrato in un momento societario così delicato e difficile.

SAMPDORIA – Il mercato blucerchiato merita la sufficienza per quelle che, al momento, sono le riconferme del tris d’assi Pazzini, Cassano, Palombo. Questi fuoriclasse, con la loro permanenza, equivalgono a tre grandi colpi di mercato, altrimenti…

UDINESE – Molti milioni, intelligentemente incassati da cessioni arrivate al momento giusto ed al prezzo migliore (Pepe, Motta, D’Agostino). Il ricavato, come sempre, incentiverà la saggia politica di investimenti futuri. Il gradito ritorno di Guidolin e l’arrivo di un bomber Denis sono i veri colpi in entrata, mentre la sorpresa positiva potrebbe essere costituita dall’acquisto del colombiano Armero.

17° BRESCIA – Troppo poco gli acquisti dei pur talentuosi Diamanti ed Eder per garantire la giusta competitività per una salvezza tranquilla.

BOLOGNA – Grande coraggio e determinazione nelle scelte dei giovani acquisti. Tuttavia non assegno la sufficienza perché i Felsinei perdono un tecnico come Colomba che conosceva a menadito la chimica della squadra e della città.

INTER – Moratti, decide di vivere di rendita, sugli indovinati e generosi investimenti degli anni scorsi, per affrontare le sfide che vedono i nerazzurri obbligati a vincere in tante competizioni. La partenza di Balotelli è tecnicamente e praticamente indolore. La vera scommessa e quindi anche l’incognita, è il placido Benitez, che sembra troppo compassato, per una squadra che, in Europa, è tornata a vincere solo quando Mourinho ha generato corrente ad alta tensione…

19° CESENA – Le uniche note positive sono le riconferme dei due talenti Giaccherini e Schelotto. Basteranno, insieme all’entusiasmo delle prime giornate del tanto desiderato ritorno in Serie A?

20° LECCE – Tanti acquisti, ma non tutti di eccelsa qualità. La squadra, per essere competitiva per la salvezza, resta incompleta in ogni reparto. Appare solo “romantica” la mossa Chevanton.

fonte:tuttomercatoweb

Beppe Marotta commissario tecnico della Juve-Nazionale. Non é follia estiva. Seguiteci, poche mosse e si arriva a dama.
Chi ama il calcio non può che invidiare il nuovo, educato e colto (anche musicalmente) manager della Juventus. Esistono giochi in proposito: fate finta di essere un dirigente e costruite una squadra dal niente. Budget? Illimitato. Oppure, facciamo, un centinaio di milioni di euro. Ci sono eserciti di giovani che non fanno altro. Se giovani non sono, fa lo stesso.

Beppe Marotta, unico e grande protagonista di questo calciomercato

Beppe Marotta, unico e grande protagonista di questo calciomercato


A Marotta é stato detto: questa é la Juve; non ci piace, ne faccia un’altra. Se ha bisogno di danaro, ci chiami. Un sogno. Un premio alla carriera per Marotta, che ricordiamo giovane e quasi imberbe a Varese, a Venezia, a Monza. Guidava proprio il Monza, allenato allora da Frosio, quando al mercato mi chiese il nome di qualche primavera laziale buono per la serie C. Dissi: Gigi Di Biagio, ha qualità, forza fisica e carattere. Lo prese e davanti a Gigi si aprì una carriera brillantissima.
A quei tempi, Marotta doveva arrangiarsi. E lo faceva bene. Adesso può tutto e non é stato facile per i cronisti seguirlo, studiarlo, leggerne le tracce, capirne la strategia. Come se Marotta in questi suoi primi anni di vita calcistica non avesse fatto altro che incamerare energie da utilizzare in un mese in bianconero. La Juve non si riconosce. Ed é sicuramente migliore di quella precedente. Dove potrà arrivare neppure Marotta lo sa. Quando si cambia e si riparte, il calcio si può trovare subito o strada facendo. Non ci sono regole o certezze.


In avvio di mercato gli mandammo a dire che stava facendo una Sampdoria più forte. Insomma: non bastava per rinnovare fasti e feste. Ha cambiato ritmo e bersagli, pescando pesci più rari e preziosi. E mostrando chiaramente il disegno che aveva in testa: realizzare una squadra possibilmente di italiani. L’opposto dell’Inter, nei confronti della quale la Juve ha appena mostrato, rispondendo, azioni di guerriglia calcistica. Nerazzurri che per nazionalità potrebbero anche essere marziani, bianconeri sicuramente italiani. Con vantaggi evidenti: i calciatori non spariscono per Coppe d’Africa o America; rientrano facilmente dopo le convocazioni in Nazionale; hanno, di solito, un più accentuato senso della squadra. Benissimo dunque. C’è un lieve, impercettibile, però.


Però la Juve, eccoci a dama, sembra la nazionale italiana, a metà tra quella appena eliminata dai mondiali e l’altra che sta mettendo insieme Prandelli. Buffon in porta, Motta terzino, Chiellini e Bonucci centrali, De Ceglie a sinistra (sostituto in bianconero dell’azzurro Molinaro); Pepe, Marchisio, Di Natale e Aquilani (che in Nazionale sarebbe andato, senza infortuni) a centrocampo; Amauri e Iaquinta davanti. Togliete il bianconero, date una mano d’azzurro e ci siamo. Non é un giudizio negativo e neppure un giudizio estetico. E’ solo un’osservazione. E ognuno giudichi come vuole.
Personalmente, visto che ci siamo, avremmo, e ci scusi Marotta, scelto una strada diversa: un grande difensore, un grande centrocampista, un grande attaccante. Tre acquisti ma di sicuro spessore internazionale. Non é facile, ma si può fare: del resto, se l’Inter vende Balotelli e il Liverpool tratta Mascherano, non dobbiamo più porci limiti. Davanti al danaro, evapora il termine “incedibilità”.

fonte:tuttomercatoweb.com

Ieri è andata in scena a Varese l’amichevole fra la compagine casalinga, neopromossa in serie B, ed il Milan. Oltre al risultato, 2-0 sorprendente con il quale i varesini hanno battuto il diavolo, un altro dettaglio è balzato agli occhi di tutti durante la partita: i dirigenti rossoneri e quelli della Juventus fianco a fianco sulle tribune dello stadio Ossola. Cosa ci facevano Galliani, Braida, Delneri e Marotta tutti insieme?


Molti hanno detto semplicemente un rendez-vous di cortesia visto che la Juventus è in ritiro proprio a Varese ed ha colto l’occasione per guardare i primi movimenti del nuovo Milan di Allegri. Il quotidiano Tuttosport, però, non è dello stesso avviso: secondo la testata torinese, infatti, l’incontro di ieri fra le due dirigenze potrebbe celare un nuovo discorso con tema il mercato.


Dopo il trasferimento da Milano a Torino di Marco Storari, i rapporti fra le due dirigenze sono buoni e Tuttosport ipotizza che ieri ci sia stato modo per parlare di Mauro German Camoranesi (33): per l’esterno di Tandil pare ormai sfumato lo sbarco all’Olympiacos ed ecco che, forse, il Milan potrebbe tornare alla carica per l’oriundo che già in passato aveva stuzzicato la fantasia della dirigenza meneghina. Staremo a vedere, chissà che in futuro non si scopra che “galeotta fu Varese”….


fonte: tuttomercatoweb

Tempo di mercato, tempo di colpi, magari a poco prezzo. In questo editoriale, proverò a dispensare qualche consiglio utile ai miei colleghi direttori sportivi, sperando di poter fornire qualche spunto interessante da seguire in questa fase di mercato che si preannuncia bollente.
Parto con il Bologna, consigliando all’ottimo Longo di tesserare i due ragazzi africani che ha in prova proprio in questi giorni. Marco Grbassin proveniente dall’Anversa ed il ventenne Givestin N’Suki, di cui mi hanno parlato molto bene. Questa è la strada da percorrere in un momento di crisi come quello che sta attanagliando il calcio italiano. Un tempo gli allenatori erano restii ad aggregare al ritiro dei giocatori in prova, però ormai i tempi sono cambiati.


E tutte le componenti del calcio moderno si devono adeguare. Restando in rossoblu, parliamo del Genoa. Il club di Preziosi sta facendo i botti: il mio consiglio è di non mollare ugualmente Boateng, un giocatore davvero eccezionale al di là di quanto dimostrato al mondiale, e di provare a prendere un altro ghanese, Annan, come alternativa a Milanetto. Sarebbe il regista classico che manca alla rosa di Gasperini, e non credo che il Rosemborg farà richieste troppo esose per lui.
La Juve è sempre alla ricerca di un esterno di ruolo, veloce e dinamico. Io punterei tutta la vita su Elia, lasciando da parte Krasic. L’olandese è perfetto per gli schemi di Delneri, ha un costo simile al serbo, ed è molto più giovane. Non c’è paragone.
Al Napoli, invece, manca un centrocampista di valore assoluto. Gli azzurri devono puntare su giocatori affermati nel giro del nostro campionato. Inler è la soluzione ideale, in giro per l’Europa non vedo niente di meglio. Sarebbe il Cavani della mediana, un colpo in grado di garantire il salto di qualità definitivo. Occhio alla concorrenza inglese però, che mi dicono essere fortissima.


Mi permetto di fare un paio di suggerimenti anche a Marco Branca. Una volta ceduto Balotelli, andrei al volo su Luis Suarez dell’Ajax. E’ perfetto per l’Inter di Benitez, ha dimostrato di avere temperamento, qualità, e segna caterve di gol. Non vedo perché non potrebbe continuare a mantenere questo trend anche nel nostro campionato. E’ una scommessa da tentare, per me è già vinta.
Qualora sfumasse il colpo Mascherano, poi l’alternativa perfetta sarebbe Bastian Schweinsteiger, giocatore che mi fa letteralmente impazzire. Forza, carattere e piedi buoni: è il leader ideale per qualsiasi squadra, anche per chi è campione d’Europa. Credo che sulla base di 18 milioni si possa intavolare un discorso serissimo con il Bayern. Per quanto riguarda l’affare Maicon, sono d’accordo su un eventuale sacrificio del brasiliano. È un’occasione troppo ghiotta per realizzare una plusvalenza eccezionale, specie per un giocatore che si affaccia ai 30 anni. Per sostituirlo, andrei dritto su Rod Fanni del Rennes. Lo vedo meglio ancora di Sagna, costa meno e spinge di più. E’ stato inserito nella lista dei 30 di Domenech, prima di essere tagliato all’ultimo dal Mondiale Sudafricano. Con la rivoluzione di Laurent Blanc sono certo che rientrerà tra i titolari. Meglio anticipare i tempi per evitare salassi a livello economico.


Stesso consiglio che do’ alla Lazio per il centrocampista Blaise Matuidi. E’ da prendere subito, tra un mese potrebbe costare almeno un paio di milioni in più.
In chiusura, una dritta alla Samp, che si appresta ad affrontare l’avventura in Champions League. Per la porta c’è uno svincolato di lusso come Timo Hildebrand: ha 31 anni ed una carriera che lo ha abituato a stare ai massimi livelli. E’ da prendere al volo!

fonte:tuttomercatoweb

Forse a volte, le tribune sono comodi luoghi dove soggiornare e passare momenti lieti. Forse le panchine, soprattutto quelle riscaldate, o le poltroncine dell’Olimpico sono adatte per rilassarsi e magari c’è pure qualche programma con il massaggio incorporato. Fatto sta che da qualche anno, per la Juventus è diventato impossibile o quasi piazzare alcuni degli indesiderati in Italia o all’estero.

Mauro Camoranesi, giocatore dallingaggio importante che frena il mercato juventino

Mauro Camoranesi, giocatore dall'ingaggio importante che frena il mercato juventino


Vuoi per un motivo o per l’altro i giocatori rifiutano qualsiasi opportunità e occasione.
In panchina o in tribuna si sta comodi comodi, proprio come sul divano di casa.
Sono tantissimi i giocatori che per un motivo o per l’altro stanno rifiutando le opportunità offerte, indipendentemente dalla squadra o dal fatto che la località sia di mare, oppure no.
Prima Tiago, che per motivi di ingaggio non è ancora partito in direzione Madrid.
Poi Poulsen che l’anno passato ha rifiutato più volte le destinazioni turche e inglesi e anche quest’anno non sembra propenso ad accettarle.
Ora probabilmente alla lista dei giocatori comodi comodi a Torino c’è da aggiungere anche Camoranesi, intenzionato a rifiutare le mete della Grecia, sponda Olympiakos, sempre per motivi contrattuali.


A loro, poi, come non aggiungere Grosso e in un certo senso anche Trezeguet.
Il terzino ex campione del mondo ha rifiutato l’Atletico Madrid, mentre Trezeguet è indeciso proprio come la Juventus sulle decisioni da prendere per il futuro.
Molti, quindi, preferiranno le comode panchine, oppure le comode tribune, piuttosto che tentare nuove avventure. Su quelle panchine si trovano proprio bene, comodi comodi come se fosse un bel divano.


fonte: tuttojuve

In conferenza stampa, alla vigilia della prima amichevole estiva, che la Juventus giocherà domani a Pinzolo contro una rappresentativa della Val Rendena, Luigi Del Neri fa il punto sul mercato: “Abbiamo portato nuovi elementi che facessero al caso nostro e ora mancano anche molti Nazionali. La rosa andrà ampliata nei settori che al momento sono deficitari, ma spendere per spendere, meglio tenere i giocatori che già abbiamo perché sono un patrimonio che non vogliamo disperdere. La gente ci ama e questo è importante. Vogliamo ricambiarli creando una squadra che abbia cuore, che lotti e che sudi. Vogliamo che la Juve sia una squadra di calcio”.

Gigi Del Neri, nuovo allenatore della Juve, promette una campagna acquisti per la Juve oculata

Gigi Del Neri, nuovo allenatore della Juve, promette una campagna acquisti per la Juve oculata


Poi il tecnico bianconero torna a parlare di Diego: “Deve potersi muovere sul campo liberamente, con pochi compiti tattici. Credo sia più una punta che un centrocampista. Un paragone con Cassano? A me sembra che ricordi più Doni, per parlare di un altro giocatore che ho allenato, anche se Cristiano è più attaccante. Diego è molto bravo quando ha spazio e può attaccare la porta frontalmente. Mi è parso molto volitivo e potrà avere spazio, come tutti del resto. Ho visto molto motivati i ragazzi più giovani, così come Trezeguet e i giocatori che sono al centro delle voci di mercato. Queste però non mi toccano, io sto monitorando tutti”.


Infine, sugli obiettivi stagionali, il tecnico bianconero spiega: “L’importante è trovare la mentalità per lottare. A quel punto non ci sono risultati che non si possano raggiungere. Dobbiamo avere degli obiettivi e creare una squadra che abbia un’identità e una resa importante. Basta dire Andrea Agnelli, per capire cosa rappresentiamo. Abbiamo tutti grande fiducia nel presidente, nella dirigenza e nella dirigenza e dovremo portare quella stessa mentalità sul campo”.


fonte:calciomercato.com

Pubblichiamo un interessante editoriale di Luciano Moggi che trovate sul sito tuttomercatoweb.com

Nel nostro ormai consueto appuntamento settimanale, la Redazione di TMW mi ha chiesto di trattare argomenti di grande interesse, quali sicuramente sono il mercato della Juventus e quello del Napoli. Ovviamente, si tratta di due società alle quali sono tutt’ora molto legato, seppure in maniera diversa, ed ogni sorta di critica che vi capiterà di leggere nelle righe seguenti, va intesa come del tutto costruttiva. Parto dalla Juventus. L’elogio iniziale lo riservo tutto ad Andrea Agnelli, lui è il vero segreto di questo nuovo corso bianconero, una persona che già tempo addietro avevo indicato come grande intenditrice di calcio, l’unico profilo della Famiglia Agnelli adatto a prendere le redini del club bianconero. A livello dirigenziale, non a caso, sono stati fatti dei sostanziali passi avanti rispetto agli scempi compiuti negli anni passati, tuttavia, da appassionato juventino, non posso ritenermi del tutto soddisfatto.

Luciano Moggi, ex direttore sportivo di Napoli e Juventus

Luciano Moggi, ex direttore sportivo di Napoli e Juventus


Gli acquisti effettuati fin qui da Marotta, non mi sembrano da scudetto, l’unico possibile obiettivo a cui il club torinese deve guardare, almeno come obiettivo per i prossimi anni. Martinez, per fare un esempio, non consente un salto di qualità sostanziale, così come i vari Pepe e Storari. Bonucci, al contrario, è un difensore da Juve e di prospettiva. Nessun dubbio. Un buon innesto sarebbe certamente quel Krasic di cui tanto si parla, è un esterno di valore, ma diffido chiunque dal paragonarlo al “mio” Pavel Nedved… Si assomigliano solo per i capelli! Prima di qualsiasi altro acquisto, comunque, sarà necessario sfoltire la rosa. Leggo di qualcosa come 36 giocatori: troppi. Il lavoro di Delneri ne risentirebbe oltremisura.
Passando al Napoli, mi sembra inevitabile mettere in evidenza la scelta di un sostanziale immobilismo adottata dal Presidente De Laurentiis.


Non sono d’accordo. Di questo passo, gli azzurri rischiano di trovarsi a disposizione solo gli scarti del mercato. Se posso rinnovare un consiglio al massimo dirigente partenopeo, lasciatemi dire che penserei due volte prima di rifiutare qualsiasi offerta per Quagliarella.
Il bomber di Castellammare di Stabia è un buon giocatore, è vero, ma non mi sembra determinante per le sorti del Napoli. Sostituirlo con un Trezeguet che la Juve sembra voler scaricare sarebbe un’operazione più che positiva.


Parliamo anche di Giancarlo Abete, Presidente della Figc: quanto pare sono in molti a chiedersi come mai e perché ad Abete sia venuta in testa la brillante idea di modificare la regola sul tesseramento dei giocatori extracomunitari, riducendoli da due ad uno. Immaginate la felicità di quelle squadre che ne avevano magari già comprato qualcuno. Le proteste sono salite e si tratta di cose serie perché attengono al mercato in fase avanzata: non si può scherzare in questo momento della stagione, per cui l’unica cosa ragionevole che resta ad Abete è fare retromarcia.