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Per la prima giornata di campionato 2010/2011 la Fiorentina attende al Franchi il Napoli di Lavezzi e Cavani. La formazione viola schierata da Sinisa Mihajlovic non dovrebbe presentare particolari sorprese, nel ruolo di trequartista, infatti, D’Agostino rimane in pole su Ljajic, mentre l’ ultimo arrivato Cerci partirà dalla panchina con Vargas e Marchionni confermati nell’ undici titolare. Per quanto riguarda la formazione partenopea, il tecnico Mazzarri sembrerebbe intenzionato a confermare la squadra schierata in Europa League, con l’ eccezione del ex viola Manuele Blasi a centrocampo per sostituire l’ indisponibile Pazienza.


Probabili formazioni di Fiorentina-Napoli

Fiorentina (4-2-3-1): Frey; De Silvestri, Kroldrup, Natali, Pasqual; C. Zanetti, Montolivo; Marchionni, D’Agostino, Vargas; Gilardino. A disposizione: Boruc, Comotto, Felipe, Donadel, Bolatti, Cerci, Ljajic. All.: Mihajlovic.

Napoli (3-4-2-1): De Sanctis; Grava, Cannavaro, Aronica; Maggio, Gargano, Blasi, Dossena; Lavezzi, Hamsik; Cavani. A disposizione: Iezzo, Campagnaro, Santacroce, Zuniga, Maiello, Ciano, C. Lucarelli. All.: Mazzarri


Fiorentina-Napoli, partita valida per la prima giornata del campionato di Serie A

Fiorentina-Napoli, partita valida per la prima giornata del campionato di Serie A

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Giuliano Ferrara, ben prevedendo il passaggio di Fabio Quagliarella dal Napoli alla Juve nell’estate di vent’anni dopo, ebbe a incidere un dì questa ponderata assoluzione del tradimento. Ovvero, questo franco elogio del traditore.

Quagliarella, ceduto dal Napoli alleterna rivale Juventus

Quagliarella, ceduto dal Napoli all'eterna rivale Juventus


“Tradimento e tradizione hanno la stessa origine etimologica, vengono dallo stesso ceppo, esprimono varianti di uno stesso segno. Tradere, verbo latino che sta per “consegnare”. Gesù fu tradito da Giuda, che lo consegnò ai suoi giudici. Ma l’intera verità del nostro mondo giudaico-cristiano ci è stata consegnata fra mille tradimenti, e riposa (si fa per dire) nel corpo della tradizione. La morale della fedeltà, quella che prescrive non già di cercare e capire ma di vivere in obbedienza e amore a quanto è stato rivelato, a quanto si crede da generazioni, ha un senso nell’ortodossia religiosa e si innalza su un fondamento biblico.


Trasportata nella storia è puro nonsense, rassegnazione intellettuale, animalità meno che canina, diabolica perseveranza. Se scavate dentro la parola, se non vi accontentate della morale della fedeltà, vi accorgerete che il peggiore tradimento, e forse l’unico, è quello che si commette contro la propria libertà”. Insomma, tradire a differenza del senso comune è come il lavoro. Fa andare avanti. Campare la specie. Libera dal bisogno e dall’ipocrisia. Nobilita l’uomo. E non c’è dubbio alcuno che Fabio Quagliarella nobilitandosi nel calcio italiano abbia tradito Napoli. Non il Napoli ma Napoli, si. E’ ovvio. Inutile negarlo. Sarebbe da sordi prima ancora che sciocchi. Riprendendo Oscar Wilde, oggi i napoletani dell’amore riposto in Quagliarella conoscono davvero tutto. Anche la tragedia. E che sia un tradimento vero lo testimonia l’assenza di molti moventi. Non va alla Juve per soldi, non va per la Cempions, non va nella Juve dove arrivare secondi non si poteva ma nella nuova Juve a misura d’uomo dove conta arrivare comunque. Quindi è tradimento verace. Col cuore e non col cervello. D’altronde bisogna essere pratici. Maledire per finta il tradimento ma tenersi carissimi l’umanissimo traditore. Tradire, ci è stato dottamente spiegato, storicamente non è morire ma vivere. Manda avanti la storia facendo il lavoro sporco che per ogni travaglio qualcuno deve pur fare. Il tradimento è dunque fertile. Si piange. Ma almeno si fotte. Tradire a quanto pare è progresso. Benesser per tutti. E mai come in questo caso ne abbiamo le prove. Il giocatore a parità di soldi e ahimè ambizioni va a formare, se saprà sfruttare la chance costatagli sangue, sudore e merda, con Amauri il possibile tandem della Nazionale. Il duo azzurro da ex azzurri del Napoli. Il Napoli dopo il bilancio in attivo smantella finalmente anche il ricordo di PierPaolo Marino con la sua estate da re del mercato e risolve quell’equivoco più esistenziale che tattico della Grande Abbuffata in attacco, un patto suicida in cui cinque e più giocatori d’attacco si chiudevano a chiave nella metà campo avversaria per spegnersi divorando goal. Come spaghetti.


Dal mio canto, avrei fatto come Marotta. Preferito Di Natale per accontentarsi comunque anche di Quagliarella. Un buon giocatore d’azzardo, forse non un campione, un eccellente ripiego con quel suo calcio fatto di colpi simili a strappi. Così juventino. Ho da dire solo due cose. La prima, al giocatore. Caro Fabio, da oggi sei dei nostri. E quindi sei solo. Non sei più da nessuna parte in particolare. La Juve non ha radici. Non puoi contare che su te stesso. Non sei più tra tifosi, paesani o compaesani. Non chiedere tifo e sostegno. Siamo tanti, ognuno straniero all’altro. E’ finita per te l’era dei riottosi e pagani culti locali. Non sei più una madonnina rionale portata in braccio, sei a piedi ma libero. Sei stato affrancato nella religione dell’Impero. Quella principale. Sei a piedi ma puoi. La Juventus è quell’autoctona pletora di sradicati che se ne fregano di campanili e legami ma conoscono una sola umanissima fede. Né padri né madri o linguaggi ma una sola secca certezza nella lingua che capiscono tutti. Nel vincere che sistema le cose. E dopo, nessuna morale, nessun lieto fine. La Juve è la storia, non una favola. Dopo, nessuna lagna o memoria. Nessun Te Fabium, manco una targa. Dopo, Platini o Birindelli, un calcio in culo e chi ti conosce. Avrai potere, beh si, ma non amici. Ti si aspetta, si. Ma al varco. E non solo. Da oggi non soltanto sei solo. Sarai odiato. Non farai più simpatia. Non avrai giornali amicali. Sarai ladro, dopato, servo, padrone. Un sovversivo, un più d’un mezzo criminal. Sei nel lato oscuro, quello che molti chiamano forza nera e che qualcuno chiama bianca autocoscienza della debolezza. Un paese dell’anima a parte nel Bel Paese. La vedi quella lingua che mostra il tuo neo compagno Del Piero ? Quella è la Juve. Un me ne frego, uno sberleffo. Un cambio maturo di dna. Uno strappo. Un salto della Quaglia (oops). Un distacco se vuoi. Tu chiamalo un tradimento.
La seconda è ai tifosi del Napoli. Da napoletano. Vi conosco bene, state a casa mia, vi respiro da tutta una vita. Siete irati. Arrabbiati. Frustrati. Non vi addolcirò la realtà. Siete arrabbiati perché messi davanti all’evidenza.


Quella del rifiuto. Come una bella donna lasciata sull’altare quando sembrava tutto bello. Quando non se l’aspettava. Quando mai come stavolta si sentiva sicura. Ebbene si. Non è servito a niente farsi bella, dare il meglio, dare tutto. Darsi corpo anima e cervello a quello che ora va con l’altra. La peggiore nella vita. Quella che cos’avrà mai più di me. Quella che la guardi e non la vedi. Però c’è e fa sangue. Più sangue del vostro. Siate uomini. Bisogna lo accettiate. La Napoli del calcio non è grandezza ma particolarità. La squadra di Maradona, il pubblico tanto e via con le menate. Non si costruisce un carisma su pochi anni di vertice, quanti ? I cinque di Maradona più altri tre sparsi in tanti anni di storia. Ma guardatevi. Non avete fatto mai la Cempions Lig e pretendete di tenervi stretto qualcuno. E non commettete l’errore della Roma di Totti, che nel 2005 dissipò un anno nel sordo rancore pur di darci uno schiaffo in cambio dei punti. Quando verrà Quagliarella, siate muti. Che il tradimento è appunto quella cosa a tre. Che se voi e Quagliarella chiagnete, la Juve vi fotte. Lasciate perdere l’orgoglio ferito e smettetela pure con il folklore. Basta. Davvero. Basta con le canzoni ad hoc, i Quagliarella è bell, le edicole votive. Bruciate i Quagliarella del presepe. Di più, bruciate anche i Cavani tra un bue e un asinello che, son sicuro, avete già pronti. Basta con questo cuore a cuore. Con il riscatto meridionale e quando eravamo capitale. La vita è passata. Con i suoi traditori e i vostri disincanti sempre uguali. Guardate davvero ora. La vita è passata. Mentre voi facevate altri piani. Quagliarella è gobb. E voi siete troppo vecchi per queste stronzate.

fonte:tuttomercatoweb

Quagliarella è ormai un giocatore della Juventus. L’attaccante di Castellammare, dopo la vittoriosa gara con l’Elfsborg a Boras, insieme a capitan Cannavaro ha voluto parlare con i tanti tifosi che chiedevano chiarezza confermando senza giri di parole che l’operazione era praticamente conclusa tra lo stupore generale.

Quagliarella divide la tifoseria del Napoli che si dimostra molto critica nei confronti della sua cessione alla Juventus

Quagliarella divide la tifoseria del Napoli che si dimostra molto critica nei confronti della sua cessione alla Juventus


“Le trattative si fanno in tre, se ci sono colpe in questa storia vanno divise tra le tre parti. Ci sono cose che vanno al di là del cuore” questo è quanto detto da Quagliarella agli Ultras presenti nella Curva Knalleland della Boras Arena che hanno contestato la società dal momento in cui nel riscaldamento si è notata l’assenza dell’attaccante della nazionale. Molti tifosi, però, hanno anche sottolineato la delusione per un giocatore che già da questo pomeriggio vestirà bianconero dopo le tante dichiarazioni d’amore (le ultime proprie ieri alla Gazzetta: “Ho sognato per una vita di indossare la maglia azzurra. Come potrei pensare di andar via”) e quel bacio alla maglia azzurra che resterà soltanto un ricordo sbiadito.


Trattativa lampo quella tra Napoli e Juventus con un fax arrivato nella sede della Filmauro a Roma. L’agente del giocatore, Beppe Bozzo, ha portato avanti la trattativa con decisione senza pensarci troppo. La formula è quella del prestito oneroso a 4,5mln con il riscatto fissato a circa 12,5mln senza bonus che invece erano previsti nell’iniziale accordo di 10,5mln.


fonte:tuttonapoli.net

Haglund deve rinunciare a Ishizaki per uno stiramento e al centrale difensivo Jonsson per squalifica. In dubbio anche il portiere titolare Christiansen per una distorsione. Tra i pali dovrebbe esserci il secondo Covic. In difesa Lucic e Karlsson i centrali, Klarstrom e Florèn i terzini. A centrocampo Larsson, Svensson e Mobaek. In attacco Ericsson e Keene in supporto ad Avdic.


Il Napoli è atteso allincontro per lo spareggio di Europa League contro lElfsborg

Il Napoli è atteso all'incontro per lo spareggio di Europa League contro l'Elfsborg


Mazzarri non rivoluzionerà l’undici titolare visto all’andata. Linea difensiva con Grava, Cannavaro e Aronica. A centrocampo Pazienza e Gargano con Maggio a destra e Dossena a sinistra. In attacco Hamsik e Lavezzi in supporto a Quagliarella. Inizialmente in panchina Cavani anche per il turn-over in vista del match con la Fiorentina.


Formazioni di Elfsborg-Napoli

ELFSBORG (4-3-2-1): Covic; Klarström, Lucic, Karlsson, Florèn; Larsson, Svensson, Mobaeck, Ericsson, Keene; Avdic. All. Haglund.

NAPOLI (3-4-1-2): De Sanctis; Grava, Cannavaro, Aronica; Maggio, Gargano, Pazienza, Dossena; Hamsik; Lavezzi, Quagliarella. All. Mazzarri

ARBITRO: Said Ennjimi (Fra)

Diretta Tv in pay per view su Sky e Mediaset Premium.

Dove vedere la partita tra il Napoli e l’Elfsborg?

Se non avete un abbonamento al pacchetto calcio di Mediaset Premium e siete dei tifosi napoletani che, per nulla al mondo, rinuncereste a vedere lo spareggio di Europa League del vostro Napoli, non disperate: c’è la possibilità di vedere la partita in streaming. Basta infatti dotarvi di connessione a banda larga e potrete vedere la diretta streaming della partita tra il Napoli e l’Elfsborg in maniera assolutamente gratuita.


Prima di poter vedere il preliminare del Napoli di De Laurentiis dovrete prima fare due cose:

  • dovete collegarvi ad un sito che fornisce la lista di canali che trasmettono in streaming la partita tra il Napoli e l’Elfsborg (ad esempio rojadirecta.com o atdhe.net);
  • scaricare e installare un programma che consenta di vedere le partite di calcio in streaming e in diretta (ci sono canali che trasmettono la partita in streaming hd, anche se sono davvero molto rari), come, ad esempio, Sopcast o Tvants

Collegandovi ai siti indicati, cercate la partita del Napoli contro l’Elfsborg e godetevi la partita tra il Napoli e l’Elfsborg gratis, in diretta streaming.

Vi do un suggerimento: cercate di collegarvi con un certo anticipo al canale che trasmetterà in diretta e gratis la partita valida per lo spareggio di Europa League tra il Napoli e l’Elfsborg in streaming poiché, in alcuni casi, specie quando la partita viene trasmessa ad un bit rate non molto elevato, all’inizio la visualizzazione potrebbe procedere a scatti, ma dopo un po’ la connessione dovrebbe assestarsi e permettevi di gustarvi la partita tra il Napoli e l’Elfsborg comodamente in streaming dal vostro pc di casa.

Come sempre vi invitiamo ad assicurarvi che il canale trasmesso in streaming sia trasmesso legalmente, come ad esempio, avviene per il canale RAI.

Il presidente del Napoli, Aurelio De Laurentiis, ai microfoni di Radio Marte, radio ufficiale del Calcio Napoli, ha annunciato l’arrivo di Cristiano Lucarelli dal Parma in prestito gratuito con diritto di riscatto:

De Luarentiis, vulcanico presidente del Napoli calcio

De Luarentiis, vulcanico presidente del Napoli calcio


“Lucarelli è del Napoli. La trattativa si è risolta in nostro favore. Io – ha detto De Laurentiis – ho dovuto bluffare sulla questione per un periodo di tempo perché sono contrario a mettere i panni in piazza e poi il passaggio si era complicato per l’infortunio a Denis e l’incertezza del suo trasferimento a Udine. Adesso Lucarelli è nostro e sono lieto di poterlo accogliere nella nostra famiglia”.


Cristiano Lucarelli, nuovo centravanti del Napoli per ammissione del suo presidente De laurentiis

Cristiano Lucarelli, nuovo centravanti del Napoli per ammissione del suo presidente De laurentiis


fonte:tuttomercatoweb

Sarebbe bastato un altro gol per rendere perfetta la partita del Napoli. Tutto ha funzionato a meraviglia nell’esordio stagionale in Europa League contro gli svedesi dell’Elfsborg: vittoria, gran gioco, squadra già in forma. Tutto tranne l’incisività sotto porta: il Napoli ha sprecato tanto, tantissimo, troppo, e si è dovuto accontentare dell’1-0, risultato che sta stretto ai partenopei, vista la gran mole di gioco creata, e che rende meno tranquilla la trasferta di giovedì prossimo sul campo sintetico di Boras, dove l’Elfsborg non perde da 19 partite.


Le pagelle di Napoli – Elfsborg

De Sanctis: 7, IL MIGLIORE. L’Elfsborg, eccezion fatta per l’occasione a porta vuota sprecata da Avdic, lo impegna seriamente 3 volte e lui risponde sempre presente. Su Larsson, in particolare, è prodigioso. Sicurezza.

Grava: 6. Non è brillantissimo, ma commette pochi errori in marcatura. Nella ripresa il naturale calo atletico porta lui e Maggio a perdere qualche colpo negli ingranaggi della catena di destra, e proprio da lì nascono pericoli.

Cannavaro: 6. Il capitano si lascia sfuggire un avversario sull’out di sinistra a limite dell’area, ma Avdic grazia De Sanctis sugli sviluppi dell’azione. Nel complesso prova positiva, non eccellente, ma corredata dall’assist vincente per Lavezzi. Bene di testa.

Aronica: 6,5. E’ il più tonico del pacchetto arretrato: ottima lettura in anticipo, precise ed efficaci le diagonali difensive. Generoso in alcune sortite offensive, peccato per il giallo evitabile.

Maggio: 6. Nel primo tempo è lo stantuffo che conosciamo, abile a sostenere la manovra sulla corsia di destra, vivace negli inserimenti, pulitissimo negli interventi in ripiegamento. Cala nella ripresa, pur con improvvise fiammate.

Dossena: 6. Non è il giocatore visto in pre-campionato, ma si intuisce che sarà preziosissimo nel corridoio sinistro. Buone incursioni e notevole il feeling con Lavezzi quando si allarga. Sfiora il gol su pennellata di Hamsik.Perde il passo nella seconda frazione e sparuti i cross interessanti. Dall’83’ Zuniga: sv. Pochi minuti a disposizione, ma l’approccio alla gara è vivace.

Pazienza: 6. Taglia e cuce con disinvoltura. Rifinisce di fino in più di un’occasione. Il fiato non è ancora sufficiente e l’ammonizione per fallo tattico lo dimostra. Dal 62’ Cavani: 6. L’impatto col San Paolo, il brivido di un applauso a scena aperta. Si muove bene e con grinta a tutto campo, svaria a destra e a sinistra del fronte d’attacco, ma sciupa clamorosamente un assist delizioso del Pocho.


Gargano: 5,5. Poco meno della sufficienza per il motorino uruguagio che appare leggero in copertura in più di un’occasione. Qualche imprecisione di troppo, ma la generosità è apprezzabile come sempre.

Hamsik: 6. Partita dai due volti per lo slovacco, bravo a rifinire e ad inserirsi nel primo tempo, poco incisivo in mediana quando Mazzarri, al 62’, prova ad accelerare inserendo Cavani. Pericoloso un suo tiro che sfiora il palo. Dal 77′ Blasi: 6. Risoluto, pratico ed energico ai limiti dell’ammonizione. Mette in campo i muscoli che occorrevono per arginare la maggiore freschezza degli svedesi nel finale.

Quagliarella: 6,5. La sforbiciata nel cuore dell’area meritava miglior sorte. Don Fabio regala qualità con giocate vellutate al servizio dei compagni. L’ingresso in campo di Cavani gli fa perdere la bussola, ma siamo appena agli inizi e ci può stare. Quando si troveranno gli equilibri giusti, sarà il perno dell’attacco.

Lavezzi: 7-. Il gol è di vitale importanza e, per ora, decide il confronto con gli scandinavi. Sfiora la doppietta e si intravedono miglioramenti quanto a freddezza sotto porta. Merita elogi, ma alcuni spunti eccessivamente leziosi erano tutt’altro che necessari.

Mazzarri: 6. Buona la prima. Risultato positivo, ma la qualificazione non è del tutto in cassaforte. Coraggioso e spregiudicato, manda in campo Cavani arretrando Hamsik pur di provare a chiudere i conti già al San Paolo. La migliore condizione degli svedesi invita a mantenere la calma e l’esperimento dura poco. Lucido e avveduto.

Video con gli highlights di Napoli – Elfsborg


fonte: gazzetta.it & tuttonapoli.net

Per l’impegno nello spareggio europeo delle ore 21 con diretta su Mediset Premium contro l’Elfsborg il tecnico del Napoli, Walter Mazzarri, non dovrebbe rivoluzionare l’undici titolare della scorsa stagione. Inizialmente in panchina Cavani che deve completare la preparazione atletica. Davanti a De Sanctis linea difensiva con Campagnaro, Cannavaro e Grava. A centrocampo Maggio e Dossena gli esterni, Gargano al centro in coppia con Pazienza che sembra aver recuperato dall’infiammazione al ginocchio. In attacco Hamsik in supporto a Lavezzi e Quagliarella.

Haglund dovrebbe rispondere schierando un Elfsborg molto coperto. Tra i pali Covic se non dovesse recuperare il portiere titolare Christiansen. In difesa Lucic e Jonsson i centrali, Klarstrom a destra e Florèn a sinistra. A centrocampo Svensson e Mobaeck al centro, Larsson a destra e Ishizaki a sinistra. In attacco Keene in supporto al talentuoso attaccante classe ‘88 Avdic.


Probabili formazioni di Napoli – Elfsborg

NAPOLI (3-4-1-2): De Sanctis; Campagnaro, Cannavaro, Grava; Maggio, Pazienza, Gargano, Dossena; Hamsik; Lavezzi, Quagliarella. All. Mazzarri

ELFSBORG (4-4-1-1): Covic; Klarström, Lucic, Jönsson, Florèn; Larsson, Svensson, Mobaeck, Ishizaki; Keene; Avdic. All. Haglund


Dove vedere la partita tra il Napoli e l’Elfsborg?

Se non avete un abbonamento al pacchetto calcio di Mediaset Premium e siete dei tifosi napoletani che, per nulla al mondo, rinuncereste a vedere lo spareggio di Europa League del vostro Napoli, non disperate: c’è la possibilità di vedere la partita in streaming. Basta infatti dotarvi di connessione a banda larga e potrete vedere la diretta streaming della partita tra il Napoli e l’Elfsborg in maniera assolutamente gratuita. Prima di poter vedere il preliminare della juventus, dovrete prima fare due cose:

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Tra sette giorni il Barbera ospiterà il ritorno del Palermo in Europa dopo due anni d’assenza per lo spareggio di Europa League con gli sloveni del Maribor, lo stesso giorno al San Paolo il Napoli cercherà la via europea sfidando gli svedesi dell’Elfsborg. Il derby delle due Sicilie sarà la seconda delle tre sfide del triangolare del Barbera, la prima è Napoli-Valencia, big spagnola che giocherà in Champions League. Tra gli azzurri mancano Hamsik, Lavezzi, Gargano e soprattutto il grande ex Cavani ma non certo la voglia di far bella figura in un Barbera semivuoto (lunedì all’allenamento a porte aperte c’erano 12.000 tifosi).


Napoli-Valencia1-1 (5-6) — Al 3’ il Napoli va già sotto. Contatto Rinaudo-Soldado in area e rigore che lo stesso Soldado realizza spiazzando De Sanctis. Quagliarella, unica punta, si fa vivo di sinistro ma la manovra azzurra stenta un po’ e in difesa si soffre parecchio, De Sanctis è bravo a salvare ancora su Soldado. Dopo il 15’ i campani prendono le misure degli spagnoli e iniziano a condurre il gioco, Quagliarella manda alto di testa al 22’, Pazienza sfiora il pari ancora di testa su corner. I due trequartisti di giornata, il classe ’91 Maiello e Zuniga, ci provano ma l’intesa con Quaglia è tutta da trovare, ci pensa però la disattenta retroguardia spagnola a regalare proprio al ragazzino della Primavera la palla d’oro. Destro secco e 1-1 a firma Raffaele Maiello, napoletano di Acerra. Lo chiamano Baby Hamsik, un motivo ci sarà. Ai rigori l’errore decisivo è di Rinaudo, palermitano applauditissimo ma sfortunato. Moya para e il Valencia vince 6-5.

Palermo-napoli (1-0) — Nella seconda partita ecco il derby del Sud, il Palermo (presentazione all’americana della rosa e benedizione del presidente Maurizio Zamparini: “Questa è la squadra più forte che ho mai avuto”) affronta il Napoli che cambia pochissimo rispetto alla sfida col Valencia, dentro solo Cannavaro e Santacroce. Tra i rosanero ci sono i nuovi Maccarone e Munoz ma soprattutto i fenomeni sudamericani Pastore ed Hernandez. Il duo d’attacco rosanero Hernandez-Maccarone tenta subito di infiammare il pubblico, al 15’ gran duetto tra i due, cross di Big Mac e tacco della Joya, fuori di un soffio. Due minuti dopo Quagliarella sfiora il gol su punizione, bravo il vice-Sirigu Benussi. Al 22’ ancora Napoli, tutto sulla sinistra: Zuniga, Dossena, Quagliarella, botta ma Benussi mette in angolo. Napoli superiore ma passa il Palermo, magie a ripetizione dell’ottimo Pastore dentro l’area, assist per Maccarone che di esterno destro mette dentro per l’1-0 al 25’. De Sanctis resta a terra, il Napoli protesta ma per Gava è tutto ok. Gli azzurri, stanchi, lentamente scompaiono, ne approfitta il Palermo che va vicino al 2-0 con Migliaccio, miracoloso De Sanctis nel mettere in angolo. Al 40’ saltano i nervi in campo, Santacroce entra duro su Maccarone che replica con un calcio, espulso il rosanero. Il Palermo resiste e vince ma cinque ammoniti ed un espulso in 45’ non sono proprio da amichevole.


palermo-valencia (1-0) — Col Napoli fuori gioco la vittoria del triangolare diventa un discorso a due tra Palermo e Valencia che si affrontano nella terza e ultima sfida. Il Valencia cambia quasi tutti, Delio Rossi invece inserisce solo i nuovi acquisti Darmian e Pinilla oltre al terzo portiere Brichetto. Subito gioco duro, ammoniti Migliaccio e Dealbert. Javier Pastore è in serata sì e fa ammattire centrocampo e difesa degli spagnoli, Palermo padrone del campo, Valencia a malincuore sparring partner. Hernandez spreca, al 9′ bella punizione di Liverani, si salva in angolo Guaita. Sugli sviluppi del corner è Pinilla a tentare senza successo la via del gol. Pastore continua a regalare emozioni forti ai 16.000 del Barbera L’argentino è fortissimo, fosse meno lezioso il Palermo sarebbe già sul 2-0 al 20’. Poco male, passano cinque minuti e su angolo di Liverani arriva lo stacco perentorio di Mauricio Pinilla per l’1-0 meritatissimo. Il Valencia non riesce a reagire, Pastore invece non si ferma mai e prosegue nel suo show interrotto solo da Rossi che lo sostituisce al 41’. Scontata la standing ovation per l’argentino. Al 45’ il tentativo di Manuel Fernandes ma è troppo poco per meritare il pari. Il Palermo vince 1-0, conquista il triangolare del Barbera e soprattutto il suo pubblico: se il buongiorno si vede dal mattino la qualificazione in Champions sfumata l’anno scorso quest’anno sarà tutt’altro che impossibile.

Ecco gli highlights del Triangolare fra Napoli Palermo Valencia


Si attendono circa trentamila spettatori per l’amichevole di questa sera tra il Napoli e il Wolfsburg prevista al San Paolo alle ore 21. Nella giornata di ieri i tagliandi staccati erano circa ventimila. La gara sarà trasmessa in diretta alle ore 21 in pay per view sulle reti Mediaset Premium 4 e Sky Sport.


Formazioni di Napoli-Wolfsburg
Walter Mazzarri dovrebbe mandare in campo gran parte dell’undici titolare per il test amichevole con il Wolfsburg al San Paolo. Davanti a De Sanctis spazio a Grava, Cannavaro e Aronica (Campagnaro e Santacroce accusano qualche problema fisico). A centrocampo Dossena e Maggio saranno gli esterni, mentre al centro Mazzarri (con l’assenza di Gargano che si allena da pochi giorni e di Pazienza non al meglio) si aspetta risposte importanti dalla coppia inedita Blasi-Cigarini (entrambi alla fine potrebbero anche restare in azzurro). In attacco Hamsik e Lavezzi in supporto a Quagliarella. Nella ripresa sicuramente ci sarà spazio per le giocate dei talentuosi Maiello, Insigne e Ciano per un tridente tutto napoletano.

NAPOLI (3-4-3): De Sanctis; Grava, Cannavaro, Aronica; Maggio, Cigarini, Blasi, Dossena; Hamsik, Lavezzi, Quagliarella. All. Mazzarri

Presentazione Cavani
La partita di questa sera sarà anche l’occasione per presentare a lpubblico del San Paolo il nuovo grande acquisto del presidente De Laurentiis, cioè l’uruguaiano Cavani. Il pubblico è in fermento e non vede l’ora di poter applaudire il nuovo centravanti che ha promesso ai suoi nuovi tifosi valanghe di gol.


Dove vedere la partita tra il Napoli e il Wolfsburg?
Se non avete un abbonamento al pacchetto calcio di Mediaset Premium o a Sky e siete dei tifosi napoletani che, per nulla al mondo, rinuncereste a vedere anche solo un’amichevole del vostro Napoli, non disperate: c’è la possibilità di vedere la partita in streaming. Basta infatti dotarvi di connessione a banda larga e potrete vedere la diretta streaming della partita tra il Napoli e il Wolfsburg in maniera assolutamente gratuita. Prima di poter vedere il preliminare della juventus, dovrete prima fare due cose:

  • dovete collegarvi ad un sito che fornisce la lista di canali che trasmettono in streaming la partita tra il Napoli e il Wolfsburg (ad esempio rojadirecta.com o atdhe.net);
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Collegandovi ai siti che vi ho segnalato, cercate la partita che vi interessa vedere e se non richiede uno dei programmi postati basterà cliccare sul link segnalato, altrimenti vi verrà richiesto un programma di sharing p2p per vedere la partita tra il Napoli e il Wolfsburg in streaming.


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Proponiamo il giudizio, tratto dal suo editoriale su Tuttomercatoweb. dell’ex direttore sportivo della Juventus, Luciano Moggi, circa la campagna acquisti e le trattive in corso di juventus,Milan, Inter e Napoli.
Questa volta parliamo di mercato a 360°. Michele Criscitiello mi ha chiesto un’analisi di tutte le squadre di serie A; con questo caldo ho chiesto la grazia di fermarmi alle big, ma un pò alla volta accontentiamo tutte le città. Da adesso, si inizia a fare sul serio. Il mercato entra nella sua fase bollente, e non sono più ammessi passi falsi. La buona riuscita della prossima stagione dipende da quanto di buono i direttori sportivi d’Italia riusciranno a combinare da qui alla fine di agosto. Ne dubito…

Luciano Moggi, ex direttore sportivo della Juventus, dà i suoi voti alla campagna acquisti di Milan, Juve, Inter e Napoli

Luciano Moggi, ex direttore sportivo della Juventus, dà i suoi voti alla campagna acquisti di Milan, Juve, Inter e Napoli


Parto dalla Juve, non tanto per una questione affettiva, quanto piuttosto perché il mercato bianconero continua a non convincermi del tutto. Si dice che i bianconeri pensino a Dzeko, bel sogno, ma prima bisognerebbe riuscire a vendere Grygera e Poulsen, queste sono le priorità. Per diventare competitivi, occorre costruire un centrocampo armonico, che sia in grado di supportare la difesa senza dimenticare di andare incontro all’attacco. Mi sembra che si continuino a ripetere gli stessi errori delle scorse stagioni, con l’acquisto in serie di giocatori che nulla hanno a che vedere con una squadra che vuole vincere. Più che guardare all’attacco, fossi nei dirigenti bianconeri, andrei alla ricerca di un difensore da affiancare a Chiellini e di qualche centrocampista all’altezza della situazione. Krasic, per esempio, non mi sembra adatto. Tatticamente è molto poco disponibile: nella Juve di un tempo non avrebbe mai trovato spazio. Prendete Trezeguet: sembra essere rinato ma lui non è mai morto.


Passando al Milan, mi sembra inevitabile sottolineare le incongruenze che sembrano farla da padrone anche nel nuovo corso tecnico. Berlusconi vuole Ronaldinho al centro del progetto, Allegri risponde che il brasiliano deve riuscire a sacrificarsi per la squadra. Il patron lo vuole vicino alla porta, ma il numero 80 rossonero preferisce giocare sulla fascia per sudare di meno e sfruttare al meglio le sue qualità tecniche. Chi ha ragione?
Le note dolenti, arrivano dal centrocampo: Pirlo, Gattuso e Ambrosini sono nella fase calante della carriera; tenere alta la qualità del reparto sembra davvero difficile.
Il consiglio che mi sento di dare, è quello di fare tutto il possibile per portare a Milanello Zlatan Ibrahimovic. E’ l’unico giocatore che serve al Milan: per prenderlo occorre furbizia, e nella dirigenza rossonera non manca di certo. Si può fare, credetemi.
Ho sentito poi le parole di Berlusconi riguardo al miliardo di euro speso nel corso di venticinque anni di presidenza: evidentemente sono state fatte delle spese che andavano evitate. Si sono lasciati “morire” in casa troppi giocatori dall’età avanzata, basti pensare che hanno fatto un rinnovo a Pippo Inzaghi… Illogico! Il Milan non è un centro benessere.
Per concludere, darei più potere decisionale ad Ariedo Braida. È la persona che capisce di calcio più di tutti in via Turati, ma allo stesso tempo è quello che comanda di meno: il motivo lo sanno Berlusconi e Galliani.
Capitolo Inter: ho sentito che i nerazzurri sono intenzionati a fare un tentativo per Forlan. Ottimo giocatore, ma dare via Balotelli per prendere il bomber dell’Uruguay sarebbe una follia. A livello di carta di identità non puoi fare un’operazione del genere. Riguardo a Maicon, credo che alla fine andrà al Real Madrid. Comprando Mascherano e Kuyt, in ogni caso, i campioni d’Europa ne usciranno rinforzati. Più qualità e più vivacità.


A livello dirigenziale, prendo atto di quanto accaduto ad Oriali. E’ il destino di chi è troppo ruffiano: al primo alito di vento, chi comanda si stanca di te. Gli zerbini non vanno più di moda, in generale intendo.
La sorpresa, a mio parere, potrebbe essere la Roma. Credo che i giallorossi abbiano sbagliato a non tenere Toni, soprattutto prendendo un Adriano che rimane un’incognita. Se facesse la vita giusta sarebbe un campione, ma le notizie filtrate dalla sua esperienza in Brasile non sono certo confortanti. Dall’ex Imperatore dipenderanno le sorti dei capitolini: se torna ai suoi livelli saranno dolori per tutti. Tanto più che la squadra è molto compatta in difesa e l’Inter, con Benitez al posto di Mourinho, perde qualcosa in più che un allenatore. Non darei per scontatata la leadership nerazzurra.
Riguardo al Napoli, faccio un enorme plauso al presidente De Laurentiis. Non solo per il colpo Cavani, ma anche per come sta gestendo il caso Paolo Cannavaro. Il capitano dei partenopei non è un fenomeno, e le sue richieste sono troppo esose: se aumenti l’ingaggio a lui devi fare lo stesso con tutti. Le remore riguardano la difficoltà del compito che attende Mazzarri: ripetersi sarà dura ed in difesa vedo poca qualità.
Per quanto riguarda il mercato, Bigon è un ragazzo giovane e lavora bene, però dobbiamo aspettare di vedere cosa riuscirà a realizzare con le cessioni. Lì si giudica un bravo Direttore, dalle uscite prima che dalle entrate.
Chiudo parlando dell’Italia, e della stupidità di dirigenti federali che non hanno la minima idea di cosa significhi costruire una squadra di calcio. La decisione di limitare gli extracomunitari, a mercato in corso, è assolutamente assurda. Non si risolve nulla, ma si complica solo la situazione favorendo chi è più furbo. Sarebbe stato più intelligente obbligare le squadre italiane a schierare almeno sei giocatori su undici provenienti dal nostro Paese. I dirigenti federali pensino a queste soluzioni e non a strategie controproducenti per i club.
Troppo difficile per chi è riuscito a portarci all’undicesimo posto del ranking Fifa.
Dispiace solo per Prandelli, che rischia di fare la stessa fine di Donadoni.
fonte:tuttomercatoweb