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Tra il dire e il fare c’è di mezzo il mare. Lo sanno bene i tifosi milanisti che già si sfregavano le mani a vedere Mario Balotelli con la maglia del Milan. Le immagini di Striscia la Notizia avevano, a loro tempo, scatenato un polverone. Tanto bastò per alimentare le voci di un possibile passaggio al Milan dell’attaccante, vista anche la fede manifestata dallo stesso Balotelli verso i colori rossoneri.

Mario Balotelli, giovane fenomeno che interessa tantissimo il Milan di Berlusconi
Il 10 agosto arrivò il trasferimento al Manchester City. Un passaggio intermedio dicono in molti, in attesa di ritornare a Milano, sponda milanista.
I buoni rapporti tra Mino Raiola e la società, lasciano pensare che nel futuro si possa imbastire una trattativa, soprattutto se il giovane bresciano iniziasse a sentire la mancanza dell’Italia e dei suoi affetti. In tal senso l’avventura oltremanica non è iniziata nel migliore dei modi, sia in campo che fuori.
Il debutto in Premier League non è ancora stato centrato, a causa dell’infortunio subito a fine agosto. Solo pochi minuti collezionati contro il Timisoara in Europa League e nulla più.
A ciò si è aggiunto l’incidente automobilistico del 29 agosto che ha subito innescato la stampa britannica. I giornali si sono scagliati verso di lui, dopo la replica rilasciata dallo stesso Balotelli, beccato con 6000 sterline.
“Ho tutti questi soldi perché sono ricco>”, avrebbe detto il bresciano, una dichiarazione che ha fatto diventare Balotelli il nuovo bersaglio della stampa inglese.
Nonostante i problemi d’ambientamento, gli estimatori non mancano. “Mi piacerebbe” ha pubblicamente ammesso l’amministratore delegato, parole quelle di oggi che vanno ad accostarsi a quelle di Silvio Berlusconi che nello scorso marzo aveva visto in Balotelli una faccia da Milan.
L’interesse delle parti in causa c’è. E tra il dire e il fare, ora tocca a Raiola.
Fonte: Telelombardia – qsvs.it & tuttomercatoweb
Insiste senza remore, il Corriere dello Sport, nel portare avanti la sua tesi: Ricardo Kakà all’Inter non è follia, anzi si può fare. Lo garantisce il quotidiano sportivo, che dopo aver pubblicato ieri in prima assoluta l’idea del brasiliano per i nerazzurri, nell’edizione fresca di oggi, forte del silenzio di Paolillo e dell’idea approvata da Moratti, preme sull’acceleratore per questa suggestione di Kakà sull’altra sponda di Milano.
In particolare, ci sarebbe già pronto un piano preciso per questa operazione: l’incontro decisivo per sbloccare tutto arriverebbe a novembre, quando l’Inter vedrà il Real Madrid per un summit ben preciso nel quale si parlerà solo ed esclusivamente di Ricky. Per far sì che una trattativa di questa portata possa andare in porto, sia Florentino Perez che Massimo Moratti, sono pronti a scendere in campo. E appunto la sfida di Champions League, che vedrà i madrileni opposti al Milan, il prossimo 3 novembre, sarà un’occasione importante ed i due massimi dirigenti la potrebbero coglierla al volo. Improntate sarà anche il ruolo che svolgeranno i 6 milioni di credito della clausola di Josè Mourinho, che il Real dovrà pagare, soldi che peseranno nella trattativa.

Kakà, l'ultimo desiderio non più tanto proibito del presidente Moratti
L’operazione, secondo il Cortsport, funzionerebbe così: prestito a gennaio, riscatto già pronto per giugno. Un po’ come ha già fatto il Milan con Ibrahimovic qualche giorno fa, preparando già una trattativa importante per la prossima estate. Il tutto, tra l’altro, sarebbe già stato approvato da José Mourinho: il portoghese, secondo il quotidiano, avrebbe avallato l’addio dell’ex numero 22 rossonero.
Lo Special One ha, infatti, deciso di puntare sui giovani talenti madrileni, recentemente acquistati, ovvero Sergio Canales e Mesut Özil che non farebbero rimpiangere l’ex Milan. Josè Mourinho, stando a quanto riporta il quotidiano romano, vorrebbe qualcosa in cambio. Si sa che i madrileni cercano una punta (Mou ha detto che i soli Higuaìn e Benzema non bastano) ed il portoghese vorrebbe essere accontentato: impossibile che dall’Inter abbia o Eto’o o Milito, Mourinho spingerebbe affinché la trattativa si possa chiudere subito con una cessione definitiva, in maniera tale che gli spagnoli possano investire subito il denaro ricavato.
fonte:corriere dello sport & fcinternews
All’uscita dagli uffici della Saras, non poteva mancare un commento da parte di Massimo Moratti sulla vicenda Kakà-Inter. Il numero uno di Corso Vittorio Emanuele, a precisa domanda si è così espresso: “Kakà all’Inter? Ho appreso anch’io la notizia dai giornali, al momento non c’è nulla di concreto, ma è un’idea che mi piace…”.

Massimo Moratti sogna il colpo Kakà
Fonte: fcinternews.it
Juv-Udinese, Juve-Doria: le definizioni affibiate alla Juve da molti critici non sono prioprio piaciute al direttore generale bianconero Beppe Marotta il quale, a margine della presentazione degli ultimi due acquisti Traorè e Rinaudo, ha voluto chiudere ogni discorso con una battuta:
ho letto tante inesattezze in questi giorni, ma abbiamo realizzato tutti i nostri obiettivi.

Beppe Marota, nuovo direttore sportivo della Juventus
La creatura si difende fino in fondo, Marotta è troppo esperto per cadere nelle trappole giornalistiche. Le critiche costruttive fanno crescere, il disfattismo porta a vedere sempre negativo. La Juve ha comprato tanto, forse troppo, ma al momento è impossibile sapere se questa squadra sia stata costruita con criterio o meno. Non c’è dubbio che sia stata allestita una rosa a misura di Delneri: tanti esterni, un difensore di belle speranze, Bonucci, un centrocampista di qualità, Aquilani, un vice Buffon all’altezza , Storari, e Quagliarella al posto di Diego, svenduto forse un po’ troppo presto al Wolfsburg dopo un precampionato in cui, almeno a parole, si era puntato sul brasiliano come seconda punta.
Ma tant’è, questa Juventus deve crescere e lavorare con pazienza, anche se i tifosi di pazienza, dopo lo scandalo calciopoli che ha distrutto quella che era una vera e proprio corazzata, non ne hanno più moltissima. Ma un rinnovamento totale come è stato fatto da Marotta porta gioco forza con sè dubbi, perplessità e incertezza. Marotta ha sottolineato l’aspetto economico delle varie operazioni: tanti prestiti con diritto di riscatto per avere una buona squadra a costi contenuti. La Juve deve dare di più rispetto al potenziale valore dell’organico per poter sopperire alla carenza di fuoriclasse rispetto a Inter, Milan e Roma. Delneri ci crede anche se il pragmatismo viene prima di ogni cosa: inutile illudere i tifosi, per quest’anno si punta alla zona Champions. Anche l’anno scorso pero’ la sua Samp puntava all’Europa League e poi sappiamo come è andata a finire…
Fonte: Telelombardia – qsvs.it – tuttomercatoweb
Clamorosa l’ipotesi formulata dal Corriere dello Sport/Stadio: l’Inter, in vista del prossimo mercato di gennaio, sarebbe pronta a puntare nientemeno su Kaka. Un’operazione che rappresenterebbe la risposta all’ingaggio di Ibrahimovic da parte dell’Inter, e, più in generale, all’abitudine del club rossonero di portare a Milanello ex giocatori nerazzurri come Vieri e Ronaldo. Un’operazione inoltre ovviamente difficile, ma che potrebbe essere facilitata dai buoni rapporti che Jose Mourinho mantiene con la sua vecchia società.

Kaka potrebbe essere la risposta di Moratti al colpo Ibra di Berlusconi
Ecco i perchè dei colpi sfumati per l’Inter in questo calciomercato estivo
Due anni fa, un fax lanciato in extremis nel box del Genoa portò in Italia il giocatore che, di fatto, ha regalato il triplete all’Inter: Diego Milito. Oggi i tempi burocratici per i trasferimenti sono aumentati. E l’Inter, più delle altre, ne ha subito gli effetti.
Indiscrezioni rivelano che Diego Forlán e Gökhan Inler, in chiusura di calciomercato, erano praticamente due giocatori dell’Inter. Sarebbero stati la seconda punta e il centrocamposta centrale rischiesti da Rafa Benitez.
L’arrivo del capitano uruguaiano sarebbe sfumato a causa di problemi burocratici. Alcuni dettagli presenti sul contratto di Forlán in Spagna avrebbero creato incompatibilità con la formula d’ingaggio prevista dall’Inter. Un intoppo che si sarebbe risolto facilmente avendo avuto più tempo a disposizione. Moratti, infatti, voleva prima assicurarsi il denaro proveniente dalle cessioni di Balotelli e Maicon. Attendendo così fino agli ultimi giorni di mercato per chiudere la trattativa Forlán. Quando ormai era troppo tardi per stilare un contratto specifico per lui. L’Inter si è così limitata a ridurre, con i 28 milioni di euro in entrata per Balotelli, il debito creato nelle passate stagioni da un calciomercato importante. Capitolo a parte per Gökhan Inler.
Il centrocampista dell’Udinese era considerato l’alternativa a Mascherano. L’argentino era vicinissimo all’Inter. Ma Moratti ha preferito non spendere cifre folli per il pupillo di Benitez ex-Liverpool, passato in extremis al Barcellona. I tempi pratici per imbastire una trattativa con l’Udinese per Inler ormai non c’erano più. E la società friulana ha preferito blindare il centrocampista almeno fino a gennaio. Quando l’Inter saprà se poter fare affidamento sul ritorno di Thiago Motta. Recuperando Santon, anche capitan Zanetti potrebbe stazionare stabilmente in mezzo al campo. Tuttavia, sfumato Mascherano, il sogno di Benitez rimane Andrea Poli. «A gennaio qualcuno arriverà», ha promesso Moratti. Da adesso ci sono quattro mesi per preparare i contratti.
fonte: qsvs.it & corrieredellosport & tuttomercatoweb
Sono tante le scommesse che hanno voluto affrontare quest’anno a Torino. Una serie di cambiamenti importanti, una rosa rivoluzionata e alcuni giocatori che cercano il rilancio o la definitiva consacrazione. Partito un potenziale campione o presunto tale come Diego, sono arrivati giocatori che hanno rinforzato i vari ruoli ma che per un motivo o per l’altro non sono campioni veri, ma potenziali scommesse.

La Juventus ha impostato la sua campagna acquisti con l'idea di rafforzare la rosa andando a comprare non dei fenomeni ma dei giocatori funzionali alla causa
E’ il caso di Bonucci, Motta, Aquilani, Krasic, Martinez e Quagliarella. Tutti questi giocatori sono nel giro delle rispettive nazionali, ma non hanno ancora compiuto il definitivo salto che li può consacrare a livello internazionale. Tra questi, la scommessa più intrigante del mercato è stata sicuramente quella di Alberto Aquilani. L’ex romanista rappresentava potenzialmente fino a due anni fa il miglior centrocampista italiano quasi al pari De Rossi. Diversi problemi fisici ne hanno minato continuità e convinzione. Se il giocatore fosse quello della prima stagione a Roma, quei 16 milioni sarebbero il miglior investimento possibile per il futuro.
Una scommessa, ma quasi una certezza è invece rappresentata da Leonardo Bonucci. Il centrale della nazionale ha dimostrato nelle prime partite di non essere arrivato per caso alla Juventus. Il gol in Europa League e in nazionale, hanno confermato poi le doti realizzative non comuni. Se raggiungerà presto l’affiatamento completo con Chiellini, la Juventus avrà trovato la coppia d’oro del futuro. Sempre in difesa, a destra si trova un’altra scommessa: Marco Motta. Anche in questo caso, si parla di uno dei migliori esterni destri italiani, forse il migliore, che però non ha ancora dimostrato, nelle precedenti squadre la continuità necessaria per impossessarsi stabilmente della fascia. Starà a lui confermare i progressi del ritiro estivo anche in queste partite, anche perchè la concorrenza non è grandissima.
Non vorremmo parlare di scommesse, per Krasic e Martinez. Entrambi gli esterni hanno un prezzo abbastanza alto e i tifosi si aspettano che dimostrino il valore della loro quotazione. Su Krasic ci si aspetta lo stesso rendimento evidenziato al CSKA, su Martinez che confermi le doti di imprevedibilità e di velocità mostrate a Catania. Infine due parole sull’acquisto più chiaccherato di fine mercato: Quagliarella. Il giocatore campano dovrà con i fatti, dimostrare che a Napoli si stanno sbagliando. L’aver puntato su di lui e non su Cavani, come a Napoli, dovrebbe caricare il giocatore e farlo tornare sui livelli del periodo doriano e udinese, del resto molti chiamano questa squadra Ju-doria o Ju-dinese no?
fonte:tuttomercatoweb
Ecco un interessante articolo tratto dal sito fcinternews che spiega perchè l’idea di Antonio Cassano all’Inter durante il mercato di Gennaio è tutt’altro che fantamercato.
Antonio Cassano, sempre lui. Oggi il talento della Sampdoria torna prepotentemente in auge, riabbracciato dalla nazionale italiana alla quale ha regalato la vittoria a Tallin con un gol e un assist di tacco. Il campione di Bari vecchia, che a Genova è tornato il giocatore che era impossibile non ammirare per la sua classe, ma anche biasimare per certi suoi atteggiamenti, le cosiddette ‘cassanate’, è spesso stato accostato all’Inter durante la sua carriera, un flirt che non si è mai tramutato in rapporto serio tra lui e il presidente Moratti.

Cassano all'Inter: ecco perchè il colpo di mercato è possibile a Gennaio
Quando lo voleva Mancini, non c’erano le condizioni di mercato e tecniche (poca fiducia dal punto di vista comportamentale) per fare un investimento e portarlo a Milano. Poi, con Mourinho, è stato l’aspetto tattico a bloccare l’operazione alla quale la Sampdoria non si sarebbe opposta. Difficilmente Mou, pur ammirandolo pubblicamente, avrebbe convinto il barese a svolgere il lavoro egregio in difesa che si è dovuto accollare Eto’o.
Oggi, con la Sampdoria fuori dal sogno Champions e con l’Inter alla ricerca di un giocatore per il reparto offensivo, il Corriere dello Sport ha rilanciato l’ipotesi di Cassano all’Inter. Che Moratti lo stimi è chiaro, ma il presidente ultimamente ha speso belle parole anche per Schweinsteiger e Özil, e nessuno dei due è stato vicino al trasferimento in nerazzurro (il secondo è persino andato al Real Madrid). Quindi, mai dare per scontato che la passione del numero uno di Corso Vittorio Emanuele possa sfociare in un’operazione di mercato. Eppure Cassano è sempre Cassano, la sua storia con l’Inter non è nata durante un Mondiale, ma risale a diverse stagioni fa. Magari oggi i tempi sarebbero maturi, ma per lui l’Inter dovrebbe sborsare una ventina di milioni, e soprattutto convincerlo a lasciare la Sampdoria, dove sta benissimo e dove si è ricostruito anche sotto l’aspetto umano, trovando l’amore e la maturità anche professionale. Un equilibrio che adesso lo rende ancora più appetibile.
In più, senza l’oppressione tattica di Mourinho, con Benitez l’azzurro avrebbe maggiore libertà d’azione, senza essere costretto a faticosi ripieghi. Giocando largo sulla sinistra, come fa in nazionale, potrebbe completare un tridente da sogno assieme a Milito ed Eto’o, con Sneijder dietro. Un sogno, per l’appunto, perché se è improbabile che per gennaio qualcosa su questo fronte possa muoversi (uno come Cassano non lascia a metà stagione la sua squadra), un tentativo potrebbe essere fatto in estate, quando il club nerazzurro, dopo la pausa del recente mercato, potrebbe investire parte del suo tesoretto. Benitez sarebbe il tecnico ideale per lui, dal momento che gli troverebbe una collocazione tattica senza chiedergli particolari sacrifici o imporgli compiti troppo al di fuori del suo raggio d’azione.
Basterebbe puntare su un 4-3-3 classico, rinforzando il centrocampo con elementi di quantità e qualità (che all’Inter non mancano, vedi Cambiasso, Thiago Motta, Mariga, Stankovic, tutti perfetti per quella posizione) e arretrando Sneijder (anche se l’olandese ha fatto intendere di non essere particolarmente d’accordo). Sognare Cassano all’Inter non costa nulla, di certo meno del suo cartellino. Ma la speranza è sempre la stessa: che l’Inter, a gennaio e a fine stagione, possa rendersi conto, in base ai risultati, di non aver bisogno di un nuovo fenomeno in squadra. In caso contrario, c’è una candidatura che proviene da Bari…
fonte: fcinternews
Alzi la mano chi si sarebbe aspettato un mercato come quello appena terminato dalla nuova Juventus targata Andrea Agnelli, Marotta, Paratici e Delneri?
Io passo a mani basse.
Seguo con passione la squadra bianconera da 30 anni, praticamente da quando sono capace di intendere e volere. Eppure ad un mercato come questo non avevo mai assistito.
D’accordo, la drammatica stagione sportiva dell’anno passato suggeriva cambi drastici, ma mai mi sarei aspettato fino a questo punto e in questo modo.

La Juventus è la squadra che ha vinto più scudetti in Serie A
Soprattutto gli ultimi giorni di calciomercato sono stati seguiti dalla tifoseria juventina con assoluto senso di stupore ed impotenza, al punto che sono stato tempestato di e-mail e messaggi, con la mia bacheca su Facebook praticamente impazzita per le domande poste al sottoscritto.
Se andiamo ad analizzare bene l’operato della dirigenza scopriremo che, tra acquisti e prestiti con diritto di riscatto, la Juventus ha investito potenziali 100 milioni di euro nel mercato in entrata per i cartellini dei giocatori. Alla fine sono arrivati ben 11 giocatori, una squadra intera.
Quello che però resta sotto gli occhi di tutti è una cosa lampante: dei nuovi arrivi nessuno accende la fantasia dei tifosi, ne sarà in grado di poter far la differenza in futuro.
Ci sono persino bambini che si chiedono: e di chi mi compro la maglia quest’anno io?
Serviva davvero questa rivoluzione? No, parer mio, assolutamente no.
Nonostante la tragica stagione dell’anno passato le ragioni del fallimento andavano ricercate sopratutto nella catena impressionante di infortuni susseguitesi e nel fallimento tattico del cambiamento apportato da Ciro Ferrara al modulo 4-4-2 tanto caro alla Juve di Ranieri che ben aveva fatto in passato.
Non andava smembrata in questo modo la squadra che l’anno scorso di questo periodo veniva accreditata dalla maggioranza degli addetti ai lavori come potenziale candidata allo scudetto facendo parlare l’allora presidente Blanc di “terza stella”.
Andavano solo inseriti 3-4 giocatori di prospettiva e valore sopra la media, liberandosi degli ingaggi pesanti di quei giocatori ormai fuori dal progetto che ostacolavano la riprogrammazione futura.
Serviva davvero spendere quasi 10 miliardi di vecchie lire per un portiere 33enne che dovrà rimpiazzare Buffon per soli 4 mesi, avendo inoltre già in rosa Manninger?
Siamo così sicuri che Motta sia meglio di Caceres?
Vedendo l’acquisto finale di Rinaudo per completare il reparto difensivo non era forse il caso di fare un ulterione anno di contratto a Cannavaro o tenere in rosa Ariaudo?
Serviva davvero investire 12 milioni di euro su un giocatore come Martinez, di difficile collocazione tattica e di dubbia qualità?
Serviva prendere Pepe e Krasic a quelle cifre quando oltre al rientrante Lanzafame si poteva puntare di più sulla classe del talento a costo zero di Giovinco, magari richiamando Palladino e mantenendo il tesoretto per colpi di spessore?
Vedendo l’attuale De Ceglie titolare da terzino sinistro siamo così certi che la Juventus abbia fatto bene a liberarsi di Criscito e Molinaro?
Siamo certi che Candreva non sarebbe servito a questa Juventus?
Il colpo di grazia per l’umore dei tifosi è stato, innegabile, l’aver ceduto Diego per poco più di 15 milioni di euro ed aver investito la stessa somma su Quagliarella.
D’accordo, Diego non era Platini ne Zidane ma nell’attuale Juve sarebbe stato innegabilmente l’uomo dotato di più qualità.
I tifosi hanno sognato per un’estate intera la coppia Dzeko-Diego et voilà la coppia si è invece composta in Germania, proprio da quel Wolfsburg che ha sbeffeggiato la Juventus nella trattativa Dzeko. Rassegnazione.
L’unico giocatore che potrebbe apportare un minimo di qualità alla Juventus è il redivivo Aquilani.
Ma qualcuno di noi è pronto a scommettere sulla sua integrità fisica, vedendo statistiche alla mano le sue presenze in campo negli ultimi 4 anni?
La nuova Juventus è una totale incognita. L’11 titolare, sembrerà impossibile, è stato notevolmente indebolito rispetto a quello della passata stagione.
La differenza con l’Inter è praticamente rimasta immutata (distanza anni luce), mentre è nettamente aumentata nei confronti del Milan e della Roma.
E mentre l’anno scorso si partiva con speranze di scudetto, quest’anno l’obiettivo massimo potrà esser forse il quarto posto. E non è nemmeno detto sia così facile da raggiungere, guardando come si sono rinforzate le altre pretendenti, Genoa in primis.
No, i tifosi della Juventus proprio non se l’aspettavano un mercato così.
L’avesse gestito Alessio Secco, all’uomo che “preparava le distinte” nella Juventus della Triade l’avrebbero crocefisso in sala Mensa.
Marotta e Andrea Agnelli invece dicono che va bene così, contenti loro.
Alla Juve un colpo da 24 milioni alla Ibrahimovic o uno da 18 alla Robinho avrebbe fatto schifo? Hanno ritenuto fosse meglio spendere 40 milioni di euro per 3 esterni che non fanno la differenza…. Un mercato che tanto ricorda quelli dell’Inter pre-calciopoli quando si compravano 3 terzini sinistri, 4 ali destre e si sommavano giocatori di dubbia qualità, quantità e quantità. Ma per vincere, la storia insegna, servono sopratutto qualità e campioni che fanno la differenza.
La Juventus si ritrova ad iniziare la stagione con in attacco Amauri che non è mai stato un bomber, Quagliarella che non è mai stato un bomber, Iaquinta che ormai passa più tempo in infermeria che in campo e l’immortale 36 enne Alessandro Del Piero. Siamo sicuri che non sia stato un azzardo mandare via Trezeguet senza rimpiazzarlo con un adeguato sostituto?
Conclusione.
In questi giorni va molto di moda lo spot juventino per il nuovo stadio “accendi una stella”.
Vista invece la fine che fatto la Juventus rifiutata persino dai Burdisso, Di Natale, Kaladze e Borriello forse sarebbe il caso tutti di accendere…un cero!!
Fonte: Stefano Discreti per Tuttojuve
Il mercato dell’Inter chiude senza botti, e forse la notizia è proprio questa. Il numero uno di Palazzo Saras resta coerente alle dichiarazioni fatte e non interviene con investimenti massicci sul mercato. Il motivo è molto semplice: dopo quanto vinto negli ultimi anni e gli investimenti fatti, Massimo Moratti è fermamente convinto nel progetto di eliminare totalmente il passivo di bilancio accumulato negli anni per consegnare al figlio Angelo Mario entro i prossimi due anni la presidenza di una società solidissima e forte sotto ogni punto di vista. Questa che è ormai iniziata, sarà una stagione anche di transizione.

Massimo Moratti, presidente dell'Inter protagonista del triplete l'anno scorso
Nella quale verranno valutati diversi giocatori come ad esempio i vari Santon, Mariga e Coutinho in ottica futura. Il presidente dell’Inter è fermamente convinto di avere una squadra già molto forte in grado di competere per i traguardi centrati la scorsa stagione. Probabilmente la dirigenza nerazzurra è rimasta stupita dalla campagna acquisti dei cugini rossoneri, ma ha messo in preventivo l’annata di transizione in attesa del rilancio societario che potrebbe iniziare già dalla prossima estate. Anche in considerazione del fatto che diversi elementi sono ormai a fine carriera ed un ricambio generazionale è d’obbligo.
Del resto alcune trattative sono già state avviate, ma per ora messe in naftalina ed altre sono saltate per questioni legata alla riduzione dei posti riservati agli extra comunitari. Una cosa è certa: sarebbe stato sbagliato correre ai ripari dopo i colpi rossoneri se non altro perché col mercato agli sgoccioli la domanda sarebbe stata di gran lunga gonfiata.
Fonte: qsvs.it & tuttomercatoweb
Ecco un interessante articolo comparso su www.fcinternews.it che riporta i motivi di questo deludente calciomercato interista: i tifosi sono molto delusi per l’immobilismo nerazzurro e temono uno scontro impari con la super potenza rossonera.

Marco Branca quest'anno non ha portato a termine nessun grande acquisto: l'Inter protagonista in negativo di questo calciomercato
Inler, Fabregas, Ledesma, Sculli, Poli? No, nessuno. Per la prima volta negli ultimi anni l’Inter chiude il suo calciomercato senza mettere a segno alcun colpo da prima pagina, e deludendo tutti coloro i quali si aspettavano una mossa dell’ultimo minuto, magari per sostituire Mario Balotelli, viste le ultime falle mostrate tra Atlètico Madrid e Bologna. Invece, Marco Branca e tutti gli uomini mercato nerazzurro hanno deciso di restare immobili e di fidarsi della squadra attuale. Le parole del presidente Moratti che predicavano pazienza, e quelle di Benitez che faceva capire di volere qualcuno rimandando sempre tutto ai dirigenti, aprivano alla speranza di numerosi tifosi che chiedevano un’ala, un centrocampista o anche un terzino sinistro, ma alla fine ci si è accontentati di Philippe Coutinho, bloccato già due anni fa, Luca Castellazzi a zero dalla Sampdoria, e Jonathan Biabiany, riscattato dal Parma così come McDonald Mariga, nel quale è riposta tantissima fiducia. Più i giovani Benedetti e Faraoni. I nomi che pareva più caldi sono tutti sfumati: i vari Dirk Kuyt, Javier Mascherano e Luca Antonelli parevano inizialmente scontati, poi sono saltati. Stesso discorso per i nomi dell’ultim’ora, come Inler, Sculli o Poli, per i quali sono stati fatti solo timidi tentativi.
Ma guai a pensare che in Corso Vittorio Emanuele non si sia lavorato abbastanza o si abbia deciso di non spendere. Il ragionamento fatto dalla dirigenza nerazzurra è molto semplice, e forse non troppo comprensibile per l’ideologia del tifoso che si aspetta sempre acquisti e colpi. L’Inter ha provato per tutta l’estate a prendere giocatori di livello mondiale, ma ha tenuto l’occhio vigile sul bilancio per il Fair Play Finanziario che ormai incombe. Così, ha tentato più volte di puntare su colpi eccezionali, ma non si è potuta assicurare i top player che puntava proprio per gli elevatissimi costi che comportavano. Ad esempio, 25 milioni per Mascherano è una cifra spropositata, così come i 15 per Kuyt, ormai 30enne. In casa Inter hanno provato più volte a corteggiare questi ed altri grandi giocatori, ma per vie economiche non è stato possibile chiudere l’operazione. Le scelte dell’ultimo minuto non convincevano, anche perché si è fatto un ragionamento molto semplice tra la società e Benitez: prendere un giocatore tanto per acquistare e poi non utilizzarlo sarebbe stato inutile, come nel caso di Inler o Ledesma che sarebbero stati chiusi dai vari Motta, Mariga e Muntari. A questo punto, si è deciso di tenersi un tesoretto importante per gennaio, quando si potranno sferrare nuovi assalti.
Le tante cessioni hanno portato soldi importanti soprattutto per il bilancio, con i 35 milioni di Balotelli o gli 8 di Burdisso, ma anche i 7 incassati dai giovani ceduti al Milan o i 3 milioni guadagnati dall’addio di Jimenez. Si è deciso quindi di puntare sulla squadra che ha vinto tutto l’anno scorso, tenendo a disposizione un buon numero di milioni per eventuali rinforzi a gennaio se fosse necessario. In più. si punterà su uomini come Mariga, che ha dimostrato in queste prime uscite di poter essere tranquillamente titolare, Obiorah, Biabiany o Coutinho, giovanissimi sui quali si ha fiducia totale. Bisognerà avere pazienza, perché è naturale che questi ragazzini non potranno garantire subito le qualità di un Kuyt o del partito Balotelli, però ci vuole anche la coerenza da parte di chi chiede prima di puntare sui giovani e poi critica il mercato di una squadra che sui ragazzi ci punta per davvero. Non va sottovalutata anche la volontà di credere in chi, come Davide Santon, quest’anno torna ad essere disponibile dopo una stagione travagliata. Prendere Antonelli avrebbe significato abbattere il giocatore sul quale invece si punterà.
Per concludere, non bisogna dimenticare i numerosissimi colpi giovanili messi a segno dalla società: i nomi di Faraoni, Serrano, Benedetti, Paramatti, Donkor e tantissimi altri talenti puri in entrata, ma anche di giocatori come Destro mandati a fare esperienza lontano da Milano, non vanno mai dimenticati, insieme ai tanti altri che erano già in casa. Insomma, all’Inter non ci sono sprovveduti e chi ci lavora, sa cosa fa. Ci vuole quindi fiducia nella dirigenza che ha deciso di muoversi così: adesso bisogna essere vicini ai colori nerazzurri come sempre e più di sempre, per riconoscenza verso chi ha vinto davvero tutto.






















