Alzi la mano chi si sarebbe aspettato un mercato come quello appena terminato dalla nuova Juventus targata Andrea Agnelli, Marotta, Paratici e Delneri?
Io passo a mani basse.

Seguo con passione la squadra bianconera da 30 anni, praticamente da quando sono capace di intendere e volere. Eppure ad un mercato come questo non avevo mai assistito.
D’accordo, la drammatica stagione sportiva dell’anno passato suggeriva cambi drastici, ma mai mi sarei aspettato fino a questo punto e in questo modo.


La Juventus è la squadra che ha vinto più scudetti in Serie A

La Juventus è la squadra che ha vinto più scudetti in Serie A


Soprattutto gli ultimi giorni di calciomercato sono stati seguiti dalla tifoseria juventina con assoluto senso di stupore ed impotenza, al punto che sono stato tempestato di e-mail e messaggi, con la mia bacheca su Facebook praticamente impazzita per le domande poste al sottoscritto.

Se andiamo ad analizzare bene l’operato della dirigenza scopriremo che, tra acquisti e prestiti con diritto di riscatto, la Juventus ha investito potenziali 100 milioni di euro nel mercato in entrata per i cartellini dei giocatori. Alla fine sono arrivati ben 11 giocatori, una squadra intera.

Quello che però resta sotto gli occhi di tutti è una cosa lampante: dei nuovi arrivi nessuno accende la fantasia dei tifosi, ne sarà in grado di poter far la differenza in futuro.
Ci sono persino bambini che si chiedono: e di chi mi compro la maglia quest’anno io?
Serviva davvero questa rivoluzione? No, parer mio, assolutamente no.
Nonostante la tragica stagione dell’anno passato le ragioni del fallimento andavano ricercate sopratutto nella catena impressionante di infortuni susseguitesi e nel fallimento tattico del cambiamento apportato da Ciro Ferrara al modulo 4-4-2 tanto caro alla Juve di Ranieri che ben aveva fatto in passato.


Non andava smembrata in questo modo la squadra che l’anno scorso di questo periodo veniva accreditata dalla maggioranza degli addetti ai lavori come potenziale candidata allo scudetto facendo parlare l’allora presidente Blanc di “terza stella”.
Andavano solo inseriti 3-4 giocatori di prospettiva e valore sopra la media, liberandosi degli ingaggi pesanti di quei giocatori ormai fuori dal progetto che ostacolavano la riprogrammazione futura.

Serviva davvero spendere quasi 10 miliardi di vecchie lire per un portiere 33enne che dovrà rimpiazzare Buffon per soli 4 mesi, avendo inoltre già in rosa Manninger?
Siamo così sicuri che Motta sia meglio di Caceres?
Vedendo l’acquisto finale di Rinaudo per completare il reparto difensivo non era forse il caso di fare un ulterione anno di contratto a Cannavaro o tenere in rosa Ariaudo?
Serviva davvero investire 12 milioni di euro su un giocatore come Martinez, di difficile collocazione tattica e di dubbia qualità?

Serviva prendere Pepe e Krasic a quelle cifre quando oltre al rientrante Lanzafame si poteva puntare di più sulla classe del talento a costo zero di Giovinco, magari richiamando Palladino e mantenendo il tesoretto per colpi di spessore?

Vedendo l’attuale De Ceglie titolare da terzino sinistro siamo così certi che la Juventus abbia fatto bene a liberarsi di Criscito e Molinaro?

Siamo certi che Candreva non sarebbe servito a questa Juventus?
Il colpo di grazia per l’umore dei tifosi è stato, innegabile, l’aver ceduto Diego per poco più di 15 milioni di euro ed aver investito la stessa somma su Quagliarella.
D’accordo, Diego non era Platini ne Zidane ma nell’attuale Juve sarebbe stato innegabilmente l’uomo dotato di più qualità.

I tifosi hanno sognato per un’estate intera la coppia Dzeko-Diego et voilà la coppia si è invece composta in Germania, proprio da quel Wolfsburg che ha sbeffeggiato la Juventus nella trattativa Dzeko. Rassegnazione.
L’unico giocatore che potrebbe apportare un minimo di qualità alla Juventus è il redivivo Aquilani.


Ma qualcuno di noi è pronto a scommettere sulla sua integrità fisica, vedendo statistiche alla mano le sue presenze in campo negli ultimi 4 anni?
La nuova Juventus è una totale incognita. L’11 titolare, sembrerà impossibile, è stato notevolmente indebolito rispetto a quello della passata stagione.
La differenza con l’Inter è praticamente rimasta immutata (distanza anni luce), mentre è nettamente aumentata nei confronti del Milan e della Roma.

E mentre l’anno scorso si partiva con speranze di scudetto, quest’anno l’obiettivo massimo potrà esser forse il quarto posto. E non è nemmeno detto sia così facile da raggiungere, guardando come si sono rinforzate le altre pretendenti, Genoa in primis.
No, i tifosi della Juventus proprio non se l’aspettavano un mercato così.
L’avesse gestito Alessio Secco, all’uomo che “preparava le distinte” nella Juventus della Triade l’avrebbero crocefisso in sala Mensa.

Marotta e Andrea Agnelli invece dicono che va bene così, contenti loro.
Alla Juve un colpo da 24 milioni alla Ibrahimovic o uno da 18 alla Robinho avrebbe fatto schifo? Hanno ritenuto fosse meglio spendere 40 milioni di euro per 3 esterni che non fanno la differenza…. Un mercato che tanto ricorda quelli dell’Inter pre-calciopoli quando si compravano 3 terzini sinistri, 4 ali destre e si sommavano giocatori di dubbia qualità, quantità e quantità. Ma per vincere, la storia insegna, servono sopratutto qualità e campioni che fanno la differenza.

La Juventus si ritrova ad iniziare la stagione con in attacco Amauri che non è mai stato un bomber, Quagliarella che non è mai stato un bomber, Iaquinta che ormai passa più tempo in infermeria che in campo e l’immortale 36 enne Alessandro Del Piero. Siamo sicuri che non sia stato un azzardo mandare via Trezeguet senza rimpiazzarlo con un adeguato sostituto?

Conclusione.
In questi giorni va molto di moda lo spot juventino per il nuovo stadio “accendi una stella”.
Vista invece la fine che fatto la Juventus rifiutata persino dai Burdisso, Di Natale, Kaladze e Borriello forse sarebbe il caso tutti di accendere…un cero!!

Fonte: Stefano Discreti per Tuttojuve

Non ci va per il sottile il fantasista brasiliano Diego Ribas da Cunha. Nell’intervista rilasciata alla Gazzetta dello Sport l’ex juventino lancia frasi pesanti sulla sua vecchia dirigenza: “Delneri mi disse ‘fai parte del mio progetto’ a maggio e poi dopo il trofeo Tim ed io ero felicissimo, ma guardai Marotta e capii che stava lavorando in un’altra direzione, stava facendo di tutto per vendermi.


Diego, ex attaccante della Juventus, scaricato da Marotta nellultima campagana acquisti

Diego, ex attaccante della Juventus, scaricato da Marotta nell'ultima campagana acquisti


Marotta aveva deciso di vendermi, lui vuole solo italiani ma questa è una strada sbagliata. La Juventus ha sbagliato campagna acquisti, sono arrivati tanti buoni giocatori ma nessun campione. La mia cessione ha provocato un grave danno economico alla società. Se Marotta si fosse comportato in modo diverso con me avremmo gestito insieme la partenza e la Juve avrebbe incassato molti soldi in più”.


Fonte: La Gazzetta dello Sport

Alla Gazzetta dello Sport, José Mourinho rilascia una lunga ed interessantissima intervista esclusiva alla quale risponde in qualità di ex allenatore dell’Inter. Lui, il portoghese, è rimpianto da moltissimi tifosi ed ha lasciato uno splendido ricordo da vincente. La lunga intervista ve la proporremo al più presto in formato integrale, intanto anticipiamo alcuni spezzoni: “Forza Inter, lo dico con il cuore. Spero che i nerazzurri vincano tutto, ma non la Champions League”, ha detto Mourinho che vuole evidentemente trionfare con il suo Real Madrid.


Josè Mourinho, grande ex allenatore dellInter, rilascia unintervista alla Gazzeta dello Sport facendo il suo solito show provocatorio

Josè Mourinho, grande ex allenatore dell'Inter, rilascia un'intervista alla Gazzeta dello Sport facendo il suo solito show provocatorio

“Il presidente Moratti lo sento sempre, ogni settimana. E se avessi avuto l’ossessione dei titoli, sarei rimasto a Milano”, ha poi svelato lo Special One. Lui dalla notte di Madrid non ha parlato più di Inter: “L’ho sempre fatto con Moratti, i giocatori e tutta le gente con cui ci ho lavorato per due anni, due anni stupendi. Se poi ci aggiungiamo i successi tutto diventa più bello”. Sembra strano che nessuno dei premiati nerazzurri a Montecarlo (Julio Cesar, Maicon, Sneijder e Milito) l’hanno ringraziato: “Non faccio drammi: io li ringrazierò sempre . I miei pensieri e le mie parole vanno sempre ai giocatori e allo staff. I premi individuali come quelli di Montecarlo o quelli FIFA che spero di vincere (il Pallone d’oro per allenatori) sono frutto del lavoro di squadra. Se il Bayern avesse vinto al Champions parleremo di Robben o Schweinsteiger Pallone d’oro”. La nuova Inter secondo Mourinho: “Non lo so. Non ho visto alcuna gara dell’Inter. Conosco però i risultati di tutte le mie ex squadre. Con il Chelsea sono più tranquillo, con l’Inter sono più coinvolto”. Continua il rapporto con Moratti: “Lo sento sempre. Lui fa parte della mia storia ed io della sua. Ci sentiamo ogni settimana, ma poi sono un professionista, quando chiudo un capitolo, lo chiudo e basta”.


Sul Milan e sulla lotta scudetto: “Non ne parlo, ma dico che con Robinho ed Ibrahimovic è un altro Milan”. I rossoneri saranno i prossimi avversari di Mou in Champions: “Il Milan in Europa è un altra cosa. Può giocare male in campionato, ma è capace di vincere al Bernabeu. Ha la mentalità che l’Inter lo scorso anno non aveva e che ora ha e avrà sempre nel suo DNA”. Si parla di mercato dell’Inter, un mercato all’insegna dell’austerity: “Non è giusto fare paragoni con la mia Inter. Io sapevo che c’era bisogno del salto di qualità e lo dissi dopo l’eliminazione a Manchester. Abbiamo parlato a quattro occhi con la società e ci siamo detti che era necessaria la rifondazione. Adesso l’Inter ha vinto tutto ma noi allenatori non ci accontentiamo. Siamo sempre insoddisfatti e vogliamo di più, perciò sono dalla parte di chi chiede nuovi acquisti, anche se lo si fa con il proprio carattere, chi più introverso, chi più aggressivo. Al Real volevo una punta. Higuaìn e Benzema non bastano”.

Si torna a parlare di Allegri, suo ‘rivale’ dialettico ai tempi italiani, ora rivale nerazzurro per lo scudetto: “Ricordo tutti gli allenatori. Non manco a molti e lo capisco, ma non posso certo dire che loro manchino a me”. Differenze tra Spagna ed Italia: conta davvero giocare bene che vincere? “E’ vero. Io ho già lavorato in Spagna e conosco l’ambiente. Poi in campo c’è più spazio alla tecnica che alla compattezza di squadra. Anche la stampa è uguale”. La Liga rimane la solita lotta a due, Barça o Real: “Sarebbe una sorpresa vedere il Valencia o il Siviglia lottare per la vittoria finale. E le squadra di qualità ci sono”. Mourinho già criticato dopo il primo 0-0: “Questo è il Real e non lo si può cambiare. Se non sai di vivere con questa pressione meglio non accettare l’incarico. Per me era il momento giusto. Ho l’età giusta per lavorare a Madrid, dopo 10 anni di successi tra Porto, Chelsea ed Inter”. Il suo rivale è un amico, Guardiola, al quale Mourinho disse di essere già un allenatore: “ Lo capisci subito, da come pensa e sta in campo. Ci sono giocatori che giocano d’istinto altri di testa. Cambiasso ad esempio studia da tecnico, chiede perchè questo lavoro e questo esercizio. Nel Real vedo Xabi Alonso. Al Porto Jorge Costa poteva fare il tecnico, ed infatti lo fa”.


Mourinho, in chiusura fa il toto Champions e parla del’importanza di Champions e Mondiale per il Pallone d’oro: “Ci siamo noi, il Barcellona, l’Inter, il Milan, il Chelsea, il Manchester United e il Bayern. Ci possono essere sorprese come il Lione lo scorso anno, che possono essere Arsenal e Roma. Il Pallone d’oro lo merita Sneijder, continuo per una stagione. Dietro di lui Xavi. Iniesta ha sì segnato il gol decisivo, ma non ha giocato mezza stagione. Forlàn si trova lì per il bel Mondiale ma ha vinto l’Europa League, perché retrocesso dalla Champions. Per me non è un bel sistema”.

fonte: gazzetta dello sport & fcinternews

Sicuramente l’arrivo del trio Marotta – Paratici – Delneri, ad inizio estate significava l’avvento di una svolta epocale nella storia bianconera ed infatti non si ricordano campagne acquisti bianconere, prolifiche come quest’ anno in quanto a nuovi arrivi.

Ma la maggor parte dei tifosi juventini, al contrario di quanto vanno predicando diversi soloni del calcio nostrano, sempre pronti a spendere buone parole anche per squadre che rischiano di retrocedere in Serie B, non è contenta di questa campagna acquisti, alla luce anche dei colpi magistrali di mercato messi a segno dal Milan di Berlusconi.


Tuttavia a non convincere è il reparto offensivo, con l’ unico forse a poter far fare il salto di qualità alla vecchia signora, individuato nel neo-italiano Amauri, ma che purtroppo si dimostra, fin da subito, fisicamente non integro, con l’ immortale Del Piero che sembra non reggere più i ritmi per tutti i 90’, quattro attaccanti sembrano veramente pochi per affrontare una stagione sicuramente dura e con una Europa League che taglia le gambe dal punto di vista fisico. Sicuramente l’ acquisto di Quagliarella è quello che desta più perplessità, visto che si era puntato su Di Natale e con un Giuseppe Rossi inspiegabilmente dimenticato da tutto il calcio italiano. La chiusura del mercato non è stata buona ed ha destato la sensazione ai più, di una improvvisazione nei nuovi dirigenti juventini assolutamente inaspettata e con molti rifiuti alla maglia bianconera da parte di tanti giocatori. Da qui, il dubbio se serviva effettivamente un c.d. “mago” del mercato come Marotta, per fare tale campagna acquisti.


Ed ecco che su Youtube impazza il video di un adirato Adolf Hitler per il mercato juventino, un Hitler che, probabilmente, esprime, senza peli sulla lingua, ciò che pensano milioni di tifosi bianconeri. Allora non resta da fare altro che vedere questo video e farsi due risate, tanto peggio dell’anno scorso, per la Juventus, non può proprio andare.


Il mercato dell’Inter chiude senza botti, e forse la notizia è proprio questa. Il numero uno di Palazzo Saras resta coerente alle dichiarazioni fatte e non interviene con investimenti massicci sul mercato. Il motivo è molto semplice: dopo quanto vinto negli ultimi anni e gli investimenti fatti, Massimo Moratti è fermamente convinto nel progetto di eliminare totalmente il passivo di bilancio accumulato negli anni per consegnare al figlio Angelo Mario entro i prossimi due anni la presidenza di una società solidissima e forte sotto ogni punto di vista. Questa che è ormai iniziata, sarà una stagione anche di transizione.


Massimo Moratti, presidente dellInter protagonista del triplete lanno scorso

Massimo Moratti, presidente dell'Inter protagonista del triplete l'anno scorso


Nella quale verranno valutati diversi giocatori come ad esempio i vari Santon, Mariga e Coutinho in ottica futura. Il presidente dell’Inter è fermamente convinto di avere una squadra già molto forte in grado di competere per i traguardi centrati la scorsa stagione. Probabilmente la dirigenza nerazzurra è rimasta stupita dalla campagna acquisti dei cugini rossoneri, ma ha messo in preventivo l’annata di transizione in attesa del rilancio societario che potrebbe iniziare già dalla prossima estate. Anche in considerazione del fatto che diversi elementi sono ormai a fine carriera ed un ricambio generazionale è d’obbligo.


Del resto alcune trattative sono già state avviate, ma per ora messe in naftalina ed altre sono saltate per questioni legata alla riduzione dei posti riservati agli extra comunitari. Una cosa è certa: sarebbe stato sbagliato correre ai ripari dopo i colpi rossoneri se non altro perché col mercato agli sgoccioli la domanda sarebbe stata di gran lunga gonfiata.

Fonte: qsvs.it & tuttomercatoweb

Ecco un interessante articolo comparso su www.fcinternews.it che riporta i motivi di questo deludente calciomercato interista: i tifosi sono molto delusi per l’immobilismo nerazzurro e temono uno scontro impari con la super potenza rossonera.

Marco Branca questanno non ha portato a termine nessun grande acquisto: lInter protagonista in negativo di questo calciomercato

Marco Branca quest'anno non ha portato a termine nessun grande acquisto: l'Inter protagonista in negativo di questo calciomercato


Inler, Fabregas, Ledesma, Sculli, Poli? No, nessuno. Per la prima volta negli ultimi anni l’Inter chiude il suo calciomercato senza mettere a segno alcun colpo da prima pagina, e deludendo tutti coloro i quali si aspettavano una mossa dell’ultimo minuto, magari per sostituire Mario Balotelli, viste le ultime falle mostrate tra Atlètico Madrid e Bologna. Invece, Marco Branca e tutti gli uomini mercato nerazzurro hanno deciso di restare immobili e di fidarsi della squadra attuale. Le parole del presidente Moratti che predicavano pazienza, e quelle di Benitez che faceva capire di volere qualcuno rimandando sempre tutto ai dirigenti, aprivano alla speranza di numerosi tifosi che chiedevano un’ala, un centrocampista o anche un terzino sinistro, ma alla fine ci si è accontentati di Philippe Coutinho, bloccato già due anni fa, Luca Castellazzi a zero dalla Sampdoria, e Jonathan Biabiany, riscattato dal Parma così come McDonald Mariga, nel quale è riposta tantissima fiducia. Più i giovani Benedetti e Faraoni. I nomi che pareva più caldi sono tutti sfumati: i vari Dirk Kuyt, Javier Mascherano e Luca Antonelli parevano inizialmente scontati, poi sono saltati. Stesso discorso per i nomi dell’ultim’ora, come Inler, Sculli o Poli, per i quali sono stati fatti solo timidi tentativi.


Ma guai a pensare che in Corso Vittorio Emanuele non si sia lavorato abbastanza o si abbia deciso di non spendere. Il ragionamento fatto dalla dirigenza nerazzurra è molto semplice, e forse non troppo comprensibile per l’ideologia del tifoso che si aspetta sempre acquisti e colpi. L’Inter ha provato per tutta l’estate a prendere giocatori di livello mondiale, ma ha tenuto l’occhio vigile sul bilancio per il Fair Play Finanziario che ormai incombe. Così, ha tentato più volte di puntare su colpi eccezionali, ma non si è potuta assicurare i top player che puntava proprio per gli elevatissimi costi che comportavano. Ad esempio, 25 milioni per Mascherano è una cifra spropositata, così come i 15 per Kuyt, ormai 30enne. In casa Inter hanno provato più volte a corteggiare questi ed altri grandi giocatori, ma per vie economiche non è stato possibile chiudere l’operazione. Le scelte dell’ultimo minuto non convincevano, anche perché si è fatto un ragionamento molto semplice tra la società e Benitez: prendere un giocatore tanto per acquistare e poi non utilizzarlo sarebbe stato inutile, come nel caso di Inler o Ledesma che sarebbero stati chiusi dai vari Motta, Mariga e Muntari. A questo punto, si è deciso di tenersi un tesoretto importante per gennaio, quando si potranno sferrare nuovi assalti.

Le tante cessioni hanno portato soldi importanti soprattutto per il bilancio, con i 35 milioni di Balotelli o gli 8 di Burdisso, ma anche i 7 incassati dai giovani ceduti al Milan o i 3 milioni guadagnati dall’addio di Jimenez. Si è deciso quindi di puntare sulla squadra che ha vinto tutto l’anno scorso, tenendo a disposizione un buon numero di milioni per eventuali rinforzi a gennaio se fosse necessario. In più. si punterà su uomini come Mariga, che ha dimostrato in queste prime uscite di poter essere tranquillamente titolare, Obiorah, Biabiany o Coutinho, giovanissimi sui quali si ha fiducia totale. Bisognerà avere pazienza, perché è naturale che questi ragazzini non potranno garantire subito le qualità di un Kuyt o del partito Balotelli, però ci vuole anche la coerenza da parte di chi chiede prima di puntare sui giovani e poi critica il mercato di una squadra che sui ragazzi ci punta per davvero. Non va sottovalutata anche la volontà di credere in chi, come Davide Santon, quest’anno torna ad essere disponibile dopo una stagione travagliata. Prendere Antonelli avrebbe significato abbattere il giocatore sul quale invece si punterà.


Per concludere, non bisogna dimenticare i numerosissimi colpi giovanili messi a segno dalla società: i nomi di Faraoni, Serrano, Benedetti, Paramatti, Donkor e tantissimi altri talenti puri in entrata, ma anche di giocatori come Destro mandati a fare esperienza lontano da Milano, non vanno mai dimenticati, insieme ai tanti altri che erano già in casa. Insomma, all’Inter non ci sono sprovveduti e chi ci lavora, sa cosa fa. Ci vuole quindi fiducia nella dirigenza che ha deciso di muoversi così: adesso bisogna essere vicini ai colori nerazzurri come sempre e più di sempre, per riconoscenza verso chi ha vinto davvero tutto.

Clamoroso da Milano. L’Inter, in trattativa con l’Udinese per l’arrivo in nerazzurro dello svizzero Inler, starebbe anche trattando l’acquisto del giocatore argentino dell’Atletico Madrid, “El Kun” Sergio Aguero. Il fantasista, autore della disfatta nerazzurra in Supercoppa Europea, sarebbe il famoso colpo in canna del presidente Massimo Moratti.


Al lavoro il Direttore tecnico Marco Branca in un vero tour de force per chiudere l’operazioni in tempo entro le ore 19 di questa sera. La società sarebbe vicina alla stella dei “colchoneros” senza però dimenticare il centrocampista attualmente in forza alla formazione friulana.

Aguero è il colpo che stà preparando Massimo Moratti come risposta allacquisto di Ibrahimovic da parte del Milan

Aguero è il colpo che stà preparando Massimo Moratti come risposta all'acquisto di Ibrahimovic da parte del Milan


Per Inler la trattativa sarebbe comunque complicata visto che il patron Pozzo avrebbe sempre tenuto una richiesta economica molto elevata. Ora si dovrà capire cosa capiterà concretamente visto che alla definitiva chiusura del mercato manca davvero molto poco.

Una cosa è certa, i tifosi interisti voglioni fatti concreti, non bufale.

ULTIMISSIMA:
Massimo Moratti si sta preparando a sparare il suo colpo. Mentre l’attenzione è tutta sulla vicenda dello Svizzero Inler, alcuni funzionari della società stanno trattando con l’Avversaria di SuperCoppa (Atletico Madrid) per l’Argentino Kun Sergio Aguero. L’infaticabile Marco Branca sta lavorando alla trattativa in una corsa contro il tempo ( Alle 19 chiude il Mercato). Di certo non per questo la trattativa Italiana per Inler deve passare in secondo piano, ma vista la difficoltà, dopo che Pozzo ha rifiutato l’offerta dell’inter, bisogna lavorare in fretta in un tour de force prima della chiusura


Ecco un articolo tratto da Tuttomercatoweb, a firma di Pierpaolo Marino, in cui l’ex direttore sportivo del Napoli assegna i voti alla campagna acquisti delle 20 squadre di Serie A a poche ore dalla fine della sessione estiva di Calcomercato .

Michele Criscitiello mi esorta a dare voti e giudizi alle campagne acquisti delle società di Serie A, a meno di 24 ore dalla chiusura del calciomercato. Non è un esercizio che mi piace, anzi, lo detesto, però il Direttore conosce bene cosa voi tutti volete leggere ed allora mi faccio violenza e per accontentarlo e, spero, fare felici anche voi lettori. Scrivo di getto, lasciando andare la penna più veloce del pensiero. Ne viene fuori una classifica, in cui i voti sono assegnati in proporzione alle possibilità di investimento ed ai bacini d’utenza dei club, nonché alle performance sportive cui le varie società devono, per blasone, mirare. Dopo la classifica, i giudizi servono a spiegare i voti.


Pierpaolo Marino, ex direttore sportivo del Napoli e grande esperto di calciomercato

Pierpaolo Marino, ex direttore sportivo del Napoli e grande esperto di calciomercato


Non posso, però, esimermi dal ringraziarvi per la passione e la costanza con cui seguite questo editoriale. La redazione di TMW mi comunica l’ennesimo record di lettori dell’ultima rubrica del “Calcio SottoMarino”. Avete battuto ogni primato e la capienza del nostro e vostro stadio virtuale ha dovuto raggiungere 130mila posti. Di questa attenzione che voi dedicate all’editoriale, mi sento orgoglioso e ricambio con 130mila grazie diretti ad ognuno di voi. Naturalmente è mio dovere ringraziare anche e soprattutto l’editore, il direttore, nonché tutta la redazione di Tuttomercatoweb.com, per lo straordinario e meraviglioso veicolo di comunicazione che, grazie al loro incessante lavoro, è diventato questo portale.

Classifica calciomercato 2010 ad un giorno dalla chiusura:

1° MILAN – VOTO 10

2° GENOA – Voto 8
3° PALERMO – Voto 7.5
4° LAZIO – Voto 7
5° BARI – Voto 6.5
CATANIA – Voto 6.5
PARMA – Voto 6.5
8° CAGLIARI – Voto 6
CHIEVO – Voto 6
FIORENTINA – Voto 6
JUVENTUS – Voto 6
NAPOLI – Voto 6
ROMA – Voto 6
SAMPDORIA – Voto 6
UDINESE – Voto 6
16° BOLOGNA – Voto 5.5
BRESCIA – Voto 5.5
INTER – Voto 5.5
19° CESENA – Voto 5
20° LECCE – Voto 4.5


1° MILAN – Berlusconi, vittima degli ingrati cori di fine stagione, da parte della tifoseria rossonera, risulta il vero re del mercato 2010. Bravissimo anche Galliani per la sagacia ed il tempismo dimostrati. La squadra si è rinforzata quasi in ogni reparto. Ibrahimovic è il vero grande colpo del mercato europeo 2010. Questa operazione è stata grandiosa, sia da un punto vista tecnico, che da un punto di vista economico. Se, alla fine, dovesse arrivare anche Robinho, al 10 aggiungo anche la lode.

2° GENOA – Preziosi vende tanto e compra molto e bene. Alla fine dei giochi mette a disposizione di Gasperini una rosa competitiva e ben equilibrata. Se il tecnico genoano saprà trovare la giusta miscela per aumentare, rispetto allo scorso campionato, il rendimento esterno della squadra, il Grifone può essere la vera sorpresa.

3° PALERMO – Strategia intelligente. Squadra giovane e con talenti che qualche grande squadra non ha. E’ partito Cavani, ma viene giustamente promosso il talentino Hernandez, arrivano, poi, altri due buoni attaccanti che rispondono ai nomi di Maccarone e Pinilla. Non dimentichiamo che il reparto offensivo è completato dal piccolo grande Miccoli. In difesa parte il biondissimo Kjaer, ma l’argentino Munoz potrebbe sorprendere tutti. A centrocampo, è stata costruita una squadra con gamba e qualità.

4° LAZIO – Sotto le sagge direttive di Reja, ha portato a termine un mercato logico e ben bilanciato da un punto di vista finanziario. Riscatta Floccari, “ricompra” Ledesma, mette le mani sul “Profeta” Hernanes e completa l’attacco con un bomber tecnico, elegante e possente come Roque Santacruz. La sola “dolorosa” partenza, quella di Kolarov, viene ben gestita dal punto di vista economico, tanto che, da sola, riequilibra una buona parte dei costi per le acquisizioni. Centrocampo fortissimo, attacco competitivo. Una sola grande perplessità, la discontinuità di Muslera.

5° BARI – Due grandi imprese, i riscatti di Almiron e Barreto. Perde, in un sol colpo, due giganti come Bonucci e Ranocchia, ma quasi non se ne accorge con lo spostamento dall’esterno verso il centro di Andrea Masiello. Inoltre, arriva il grintoso e granitico Rinaudo. L’acquisto di Ghezzal è un’altra mossa molto intelligente.

CATANIA – Mantiene, in pratica, l’intelaiatura dello scorso anno (e non è poco). Nello “scambio” tra Gomez (vera e propria scommessa di Pietro Lo Monaco) e Martinez (partito per Torino), fa il miracolo di portare a casa oltre 10 milioni di utili. Antenucci, se riconfermato, anche dopo ultime ore di mercato, può essere una lieta sorpresa.

PARMA – Giovinco è la stella di una campagna acquisti logica e talentuosa. Candreva, pupillo di Pasquale Marino, costituisce la chiusura col botto.

8° CAGLIARI – La squadra di Cellino merita la sufficienza per le tante riconferme importanti ed un’operazione pesante che comporta l’uscita dell’impalpabile e troppo difeso Larrivey a vantaggio del più pragmatico Acquafresca.

CHIEVO – Perde Pinzi, una pedina importante, ma riconferma i migliori giocatori già in organico (Pellissier su tutti). Ottima la scelta di Pioli per la conduzione tecnica.

FIORENTINA – Ottimo l’acquisto di D’Agostino. Cerci e Boruc sono le ultime, in ordine di tempo, due scommesse di Corvino. Se Mutu non risolverà la miriade di problemi che lo assilla, al momento manca una punta dello stesso livello del rumeno. Non è stato rimpiazzato l’infortunato Jovetic.


JUVENTUS – Tanti giocatori acquistati, ma nessuno in grado di far compiere un vero salto di qualità alla squadra. Si è perso inutilmente tanto tempo per rincorrere Dzeko. Troppo lungo quel mese di ibernazione dalle trattative a cavallo tra la fine di luglio e la prima metà di agosto. Troppi milioni spesi per Krasic, Storari, Martinez, Motta e Pepe. L’acquisto di Quagliarella è stato quasi estemporaneo. Si voleva rifondare la squadra con campioni animati da nuovi stimoli, ma, a Bari, non si sono viste né la qualità né le motivazioni dei nuovi. Non resta che sperare nell’arrivo in extremis di Borriello e nelle capacità di Delneri di dare un’impronta di gioco collettivo alla squadra, perché i fuoriclasse che già hanno in organico le altre due concorrenti dei bianconeri, vale a dire Inter e Milan, non sono per ora arrivati.

NAPOLI – Grande colpo l’acquisto di Cavani, ma il suo arrivo comporta la traumatica partenza di Quagliarella. A centrocampo, arriva Yebda, ma parte Cigarini. La rinuncia (dolorosa secondo il sottoscritto) a Denis apre la porta a Lucarelli, mentre Josè Ernesto Sosa arriva come una sorta di vice Lavezzi (con meno gamba) o di vice Hamsik (con meno geometria). Se non ci saranno, oggi, altri arrivi, la rosa si è molto ristretta, proprio mentre la squadra conquista il diritto a partecipare alla faticosa fase a gironi dell’Europa League. Dimenticavo, che anche Dossena, va considerato alla stregua di un nuovo acquisto, visto che, nello scorso campionato, aveva giocato poco perché non era in condizioni fisiche decorose.

ROMA – Il 6 è dovuto al probabile arrivo di Borriello. Se il bomber rossonero dovesse invece prendere la strada per Torino, non sarei in grado di dare un voto al mercato della società capitolina. Non posso però esimermi da dedicare un encomio solenne a Ranieri ed a tutti i dirigenti della Roma, per la serietà, la professionalità e l’abnegazione che hanno dimostrato in un momento societario così delicato e difficile.

SAMPDORIA – Il mercato blucerchiato merita la sufficienza per quelle che, al momento, sono le riconferme del tris d’assi Pazzini, Cassano, Palombo. Questi fuoriclasse, con la loro permanenza, equivalgono a tre grandi colpi di mercato, altrimenti…

UDINESE – Molti milioni, intelligentemente incassati da cessioni arrivate al momento giusto ed al prezzo migliore (Pepe, Motta, D’Agostino). Il ricavato, come sempre, incentiverà la saggia politica di investimenti futuri. Il gradito ritorno di Guidolin e l’arrivo di un bomber Denis sono i veri colpi in entrata, mentre la sorpresa positiva potrebbe essere costituita dall’acquisto del colombiano Armero.

17° BRESCIA – Troppo poco gli acquisti dei pur talentuosi Diamanti ed Eder per garantire la giusta competitività per una salvezza tranquilla.

BOLOGNA – Grande coraggio e determinazione nelle scelte dei giovani acquisti. Tuttavia non assegno la sufficienza perché i Felsinei perdono un tecnico come Colomba che conosceva a menadito la chimica della squadra e della città.

INTER – Moratti, decide di vivere di rendita, sugli indovinati e generosi investimenti degli anni scorsi, per affrontare le sfide che vedono i nerazzurri obbligati a vincere in tante competizioni. La partenza di Balotelli è tecnicamente e praticamente indolore. La vera scommessa e quindi anche l’incognita, è il placido Benitez, che sembra troppo compassato, per una squadra che, in Europa, è tornata a vincere solo quando Mourinho ha generato corrente ad alta tensione…

19° CESENA – Le uniche note positive sono le riconferme dei due talenti Giaccherini e Schelotto. Basteranno, insieme all’entusiasmo delle prime giornate del tanto desiderato ritorno in Serie A?

20° LECCE – Tanti acquisti, ma non tutti di eccelsa qualità. La squadra, per essere competitiva per la salvezza, resta incompleta in ogni reparto. Appare solo “romantica” la mossa Chevanton.

fonte:tuttomercatoweb

Milan e Juventus, secondo quanto riportato da Sky Sport 24, hanno raggiunto l’accordo per il trasferimento di Marco Borriello in bianconero: la formula è quella del prestito con diritto di riscatto a favore del club piemontese. Mancherebbe solo la firma del giocatore per sancire la conclusione dell’operazione.


Marco Borriello sarà il prossimo attaccante della Juventus

Marco Borriello sarà il prossimo attaccante della Juventus


Parallelamente degli emissari rossoneri sono in viaggio verso Manchester, pronti a chiudere la trattativa con il City per il passaggio di Robinho al Diavolo. Nel frattempo si attende ancora la firma di Huntelaar allo Schalke 04 che, stando alle ultime indiscrezioni, non sarebbe ancora arrivata.


fonte:tuttomercatoweb

Venti i giocatori scelti da Rafa Benitez per la spedizione di Bologna, valdia per l’esordio in campionato della nuova Inter guidata dal tecnico spagnolo. Come anticipato da tutti i quotidiani sportivi odierni, non compare il brasiliano Maicon nella lista, che viceversa comprende un po’ a sorpresa Davide Santon; assente, come previsto, Thiago Motta.

Anche per il Bologna sono venti i convocati per il debutto casalingo in campionato contro l’Inter, in programma domani sera alle 20,45, per il Bologna, che sarà guidato, dato l’esonero di Franco Colomba, dal tecnico della Primavera Paolo Magnani (con l’assistenza tecnica di Jonathan Binotto e di Salvatore Tarantino, entrambi ex-neroazzurri). Assenti gli infortunati Meggiorini, Krhin e Morleo.


Formazioni ufficiali di Bologna-Inter, ore 20.45

BOLOGNA(4-4-2): 1 Viviano;16 Esposito;13 Portanova;6 Britos;19 Rubin;32 Casarini;26 Mudingayi; 12 Ekdal; 6 Garics;20 Gimenez;9 Di Vaio. A disp: (22 Lupatelli, 18 Moras, 21 Cherubin, 77 Siligardi, 7 Della Rocca,69 Meggiorini, 35 Paponi) All. Magnani

INTER (4-2-3-1): 1 Julio Cesar; 26 Chivu; 25 Samuel; 6 Lucio; 4 Zanetti; 19 Cambiasso; 5 Stankovic; 27 Pandev; 10 Sneijder; 9 Eto’o; 22 Milito. A disp: (12 Castellazzi, 2 Cordoba, 23 Materazzi, 39 Santon, 17 Mariga, 29 Coutinho, 88 Biabiany) All. Benitez

Bologna-Inter, posticipo serale della prima giornata di campionato di calcio di Serie A

Bologna-Inter, posticipo serale della prima giornata di campionato di calcio di Serie A


Diretta streaming gratis e in hd della partita di campionato di Serie A fra Bologna e Inter

Per vedere la diretta streaming della partita del campionato di calcio di Serie A fra Bologna e Inter, anticipo domenicale della prima giornata del campionato di calcio di Serie A, clicca qui: troverai tutte le informazioni utili per vedere la diretta streaming della partita fra il Bologna e l’ Inter di Benitez chiamata a rispondere subito ai quattro squilli dei cugini milanisti in Hd, gratis e senza blocchi.


Cosa aspetti allora: clicca sul link in alto e troverai tutte le informazioni utili per vedere la diretta in hd e streaming della partita Bologna-Inter valida per la prima giornata del campionato di calcio di Serie A. Se vuoi vederti la partita gratis, senza Interruzioni e senza abbonamenti a Sky o Mediaset Premium, seduto davanti al tuo pc di casa e in hd, questo è il link che fa per te…cosa aspetti!!